Ange e Josh: la sportività nel Rugby vale 1000 medaglie

0

È partito tutto da Grenoble. La gioia di essere diventati grandi quasi da un momento all’altro, quella serie di batoste che non sembrava finire mai ma che ti aiutava a crescere a fianco ai giganti, ma anche quella corsa che pure sembrava interminabile, e si è conclusa nel migliore dei modi. Il 22 marzo del 1997 l’Italia del Rugby nel dipartimento dell’Isère sconfiggeva per la prima volta una squadra dell’allora Cinque Nazioni, e non propria una qualunque, dal momento che la Francia appena una settimana prima aveva ottenuto il Grand Slam. Due anni dopo là all’ombra delle Alpi nasce Ange Capuozzo, nonno paterno napoletano e madre originaria del Madagascar, e di conseguenza quella corsa che sabato al Millenium Stadium di Cardiff è valsa la vittoria agli Azzurri nell’ultima partita del Six Nations 2022 dopo 36 sconfitte consecutive.

È una storia bellissima con due migliori attori protagonisti, perché nel Rugby e nello Sport in generale ma soprattutto nella disciplina del Terzo Tempo per eccellenza non ci sono veri antagonisti. C’è un altro personaggio che si divide a fine match la scena con lui, le luci della ribalta sono per entrambi e lo spettacolo per tutti. Da una parte l’italo-francese con sangue Napoletano ed Africano nelle vene, un “folletto di 70 Kg per 177cm”, giustamente ribattezzato “Speedy”, un esterno capace di fuggire da un momento all’altro alle maglie avversarie come una dinamo impazzita. Dall’altra un colosso celtico che è l’incarnazione del Galles: Josh Adams, da Swansea, 94Kg per 185cm, Trequarti Ala, titolare in tutte le 5 partite che hanno portato i Red Dragons al Grande Slam del 2019, e il loro miglior realizzatore di mete (7) in una singola edizione del Mondiale (In Giappone nel 2019).

Ange va così veloce che normalmente non lo vedi arrivare anche se parte da lontanissimo, 19nne fa giusto in tempo ad esordire nella massima divisione transalpina col suo Grenoble che la squadra retrocede, lui arriva a questo Sei Nazioni dalla loro serie cadetta. Parte dalla panchina con la Scozia per il suo primissimo Cap e realizza due mete, parte quindi titolare nell’Italia a cui resta una sola chance per evitare l’ennesimo cucchiaio di legno. Nell’antro dei Dragoni però sembra più una speranza sussurrata a bassa voce che un sogno da gridare come una ola. L’Italia non li ha mai battuti sul loro campo, figurati se proprio oggi riesce a spezzare la maledizione…invece dopo 12 minuti il primo sangue è…Rosso. Punizione, vantaggio degli Azzurri. Che concludono il primo tempo in vantaggio 12-7. Vengono recuperati all’inizio della ripresa, sorpassi, controsorpassi, mete annullate, verso il 70’ deve essere attribuita la Medaglia per il Migliore della Partita, un onore tutt’altro che simbolico. Viene naturale premiare Adams, autore di una bellissima e potenzialmente decisiva placcata e il più forte dei padroni di casa che, nonostante un vantaggio relativamente risicato di 20-15 e conquistato con fatica stanno controllando agevolmente il match.

https://twitter.com/SixNationsRugby/status/1505544941149163520

Al 79’ però il fulmine Speedy che entra nella storia con una cavalcata che sembra una danza: con un’azione che persino i suoi quasi concittadini Napoletani non esiterebbero a definire Maradoniana mette a sedere mezzo quindici gallese, prima di servire a Padovani per la più facile delle Mete. Trasformazione e 22-20 negli ultimi due minuti.

https://twitter.com/SixNationsRugby/status/1505469443652075520

Ange Capuozzo è appena entrato nella leggenda, a 22 anni ha appena condotto l’Italia alla vittoria più epica della sua storia, a quasi 25 anni esatti da quella partita nella sua Grenoble, con un’azione incredibile a meno di due minuti dalla fine dei regolamentari e al termine di 7 anni consecutive di sconfitte.

https://twitter.com/SixNationsRugby/status/1505222034124525574

Dovrebbe essere lui il Migliore in Campo, è evidente, ma ormai è troppo tardi per riassegnare il premio. O meglio, lo sarebbe per i giudici, che non possono più correggere la loro decisione nonostante quanto occorso negli ultimi giri di lancette. Ma Josh Adams sente che quella medaglia non è meritata, si avvicina ad Ange mentre viene issato avvolto nel tricolore nel giro di campo, e gli consegna il trofeo subito dopo che lo fanno scendere. Il ragazzo, già commosso dall’estasi di quello che ha combinato, stavolta si fa toccare dall’”avversario”. Ma riesce a sfuggirgli una volta di più, e a ricommuoverlo in contropiede. Insiste affinché Josh si tenga il premio. Il più esperto collega d’oltremanica prova a insistere, ma è destino che quella medaglia vada a lui. I due si lasciano scambiandosi un sorriso. Ma quel momento rimarrà per sempre. Alla fine Speedy Ange si è fatto catturare: il “catch” è avvenuto in una bellissima pagina di sport.

Federico Burlando

 

 

 

 

 

 

 

Stelle nello Sport TV – Puntata 47

0

Quarantasettesimo appuntamento con il Magazine Tv di Stelle nello Sport in prima serata su Primocanale. Appuntamento ogni giovedì alle ore 20 con replica il sabato alle ore 14:45 e la domenica nel corso della mattinata.

Emma Quaglia alla Contubernio d’Albertis: “Se corro sono persona e mamma migliore”

0

Una mattinata speciale per 5 classi della scuola media della Contubernio d’Albertis, l’istituto scolastico paritario attivo a San Fruttuoso che copre una mission educativa ampia rivolgendosi a famiglie con bambini dagli 0 ai 14 anni.

Ospite dell’Istituto, nell’ambito del progetto “Una Classe di Valori” di Stelle nello Sport in partnership con Orientamenti, la maratoneta Emma Quaglia. “E’ sempre bello incontrare i giovani a Scuola e parlare di Sport diffondendo il concetto che studio e sport possono procedere di pari passo. Non ho mai saltato allenamento perché mi fa star bene. La mia corsa quotidiana mi aiuta a esser serena, felice e guardare la vita da un’altra prospettiva”.

 

Lo Sport per Emma. “Una grande fetta della mia vita per me che sono medico sportivo. Lo Sport è divertimento, amicizia, amore, lavoro”. La Corsa. “E’ metafora di vita: è attività di solitudine e riflessione, ma anche di condivisione con gli altri, fatica e impegno”. Una passione conciliabile con l’attività professionale e di mamma (di Anita). “Se corro sono persona e mamma migliore”.

Cerruti-Ferro, oltre i numeri di un’Estate Azzurra e un Sincro Magico

0

Gemelle, gemelle, gemelle! Tra Linda Cerruti e Costanza Ferro, le “Gemelli Liguri diverse”, nel Nuoto Sincronizzato, come le ha felicemente ribattezzate il giornalista Rai Enrico Cattaneo, e Alice e Asia d’Amato, che gemelle lo sono davvero, nella Ginnastica si sente quasi solo parlare di loro. Si dice “quasi” perché agli Europei di Nuoto di Roma sono tantissimi gli atleti Italiani che stanno facendo sognare tutto il paese, e anche in altre discipline sta proseguendo l’onda lunga dei successi di Tokyo 2020. Ma è indubbio che la frequenza e il clamore delle loro vittorie ha destato un’ulteriore ondata, ma di entusiasmo. Un travolgente benefico maremoto che ha origine dalla Liguria.  In particolare Linda che primeggia anche nel singolo ed era già nel novero delle sportive più illustri d’Italia, sta rapidamente assurgendo a volto dell’intero movimento. E così porta la terra in cui è cresciuta e matericamente sui gradini più alti e sugli schermi di tutti i connazionali.

Come spiega lei stessa in un’intervista alla Gazzetta dello Sport: “Il Nuoto Sincronizzato è la mia passione da quando aveva sei anni, e da allora lo è sempre stata Non c’era nessuno in famiglia che lo avesse praticato Stavo facendo la scuola nuoto quando poi hanno aperto il settore sincronizzato a Loano. Io vivo a Noli, sono andata a provare e mi è piaciuta subito. Dopo un anno l’hanno chiuso e mi sono trasferita a Savona. Nel 2008 la prima convocazione nelle società giovanili e nel 2010 i primi Europei a Budapest”.

E così che è diventato un po’ più facile, almeno per epiteti tanto altisonanti quanto appropriati, distinguere Linda dalla sua “gemella”: ora si è guadagnata sul campo-piscina quello di “Signora delle Medaglie”. Piacevolmente scontato dopo i sei argenti e i due bronzi che l’hanno resa l’azzurra più medagliata della rassegna, e l’atleta più medagliata d’Europa, 21 medaglie Europee in 10 anni.

Linda Cerruti e Costanza Ferro: magico duo sincro di “danza sulle acque” a Tokyo

Alla spedizione in Sol Levante c’era arrivata con 19 titoli Italiani nell’Individuale, di cui 16 primi posti di fila dal 2011. Ma se Linda è una “Signora” dei podi, Costanza Ferro non è certo meno beneducata a salirvi e a prenderseli direttamente dall’acqua. E insieme formano una coppia di giovani Matrone del Sincro, anzi di Sciure considerando le origini Liguri. Sono nate tutte e due a Genova nel 1993, cresciute nella Rari Nantes Savona e arruolate con orgoglio dalla Marina Militare. Copenaghen ha la sua Sirenetta? Genova e Savona ne condividono due. Prima poi faranno un film anche su di loro, come ad esempio il memorabile classico Disney, ma già il documentario su di loro, “Vite in Apnea”, volto a descrivere sia l’attività sportiva sia la vita privata delle due campionesse in preparazione per i Mondiali di nuoto di Barcellona 2013, descrive alla perfezione il lavoro e i sacrifici che stanno dietro agli artefici messi in mostra durante le competizioni.

Affermatesi Stelle nello Sport, come migliori Atleti Liguri dell’anno, nel 2016, quando sono arrivate seste alle Olimpiadi di Rio e hanno vinto l’argento nella gara a Squadre del programma libero a Londra, sempre agli Europei, e 3 bronzi nel duo, gli manca l’Oro solo perché le Ucraine, con cui peraltro si allenano da quando sono ospitate a Roma dai tempi dello scoppio della guerra in Donbass, al momento sono irraggiungibili, ma si sa, un obiettivo è solo un sogno con una data di scadenza, e alle  “gemelle diverse” che hanno fatto sognare così tanti italiani, piace prendersi questo genere di impegni: “Nessun oro, però. Con l’Ucraina ci alleniamo insieme, non sono impossibili da raggiungere ma sono ancora lontane, il gap ci sta riducendo. Certo, l’assenza della Russia ci ha favorito. È giusto comunque che rientrino al più presto”.

L’ultimo trionfo, un bronzo, è stato nel Dual Tech; ha spiegato Costanza: “Abbiamo cambiato molti pezzi del doppio. e negli ultimi due secondi ho commesso un errore. Ho temuto di rovinare tutto ma poi fortunatamente siamo riuscite comunque a migliorare il punteggio. La stanchezza si fa sentire davvero tanto ma siamo felici”. Rincara la dose Linda: “È un esercizio nuovo, molto coinvolgente, che ci piace tantissimo, divertente anche da nuotare. Ce lo siamo godute al 100% fino agli ultimi due secondi. Nell’ultimo mese abbiamo fatto alcuni cambiamenti, perché rispetto ai Mondiali volevamo migliorarci e infatti ci siamo migliorate anche nel punteggio e superato il muro dei 90. Ci possiamo ritenere soddisfatte”

La CT del Sincro, Patrizia Giallombardo, leggenda della Rari Nantes Savona, di Albissola, lei sì Matrona a tutti gli effetti, rivolgendosi anche a Marta Murru, la terza sincronette genovese, cresciuta pure lei nella RN Savona -e nella RN Bogliasco come prima società- e quasi una brillante “Signorina” di medaglie a confronto delle altre due più navigate campionesse, ha voluto ringraziare tutte le protagoniste di questa splendida storia che sorge in Liguria  e si allarga a tutta la penisola, trascinandola come un maremoto sui tetti di Europa:

“Sembra di ripetermi ogni anno con la stessa frase: è stata una stagione unica! Sì, sono ripetitiva, ma forse questa volta ‘unica’ è l’unico aggettivo che riesco a trovare per la stagione agonistica appena conclusa! Sono risultati che mai erano stati raggiunti prima e tutto questo è stato possibile solo grazie al fantastico Team che ho l’onore e il privilegio di dirigere.

E questo perché dietro a un punteggio, dietro ad una lotta all’ultimo centesimo per ottenere quello che meritiamo c’è stata fatica e un sacrificio immenso da parte di atlete, tecnici e staff medico delle nostre nazionali.

Grazie ragazze per avermi fatto piangere di gioia nell’eliminatorie del combo ai Mondiali! Grazie Linda per l’emozione che mi hai dato per aver nuotato in modo impeccabile il solo tech dimostrando a tutti quanto vali.

Grazie a tutte le ragazze, ognuna con un particolare diverso, ma allo stesso tempo con l’unico comune denominatore di essere ‘Ragazze Speciali’ con un cuore immenso. A tutte voi, una per una, grazie per avermi tirato fuori le ultime lacrime rimaste durante impeccabile nuotata con la team free agli Europei di Roma 22.

Grazie alla Rari Nantes Savona e, in particolare, alle tante persone incrociate sulla mia strada da quando, ormai tanti anni fa, scelsi di incominciare questa avventura straordinaria.

A nuove sfide!”

E a nuovi sogni. Nient’altro che obiettivi con date di scadenza.

Federico Burlando

Punto per punto Nicholas Boccadifuoco, giovane bomber del Genova Hockey 1980

0

Il destino nel nome è molto più raro di quel che si ritenga. Con Nicholas Boccadifuoco però le Moire che tramano le sorti degli uomini lo hanno centrato in pieno.

Cesare Gabbia e la scalata verso l’Olimpo

0

“Ma come fanno i marinai” cantavano Dalla e De Gregori, sulla vita dei giramondo patentati dei Sette Mari. Ma verrebbe da chiedersi anche come fanno i Canottieri ad apparire spesso sereni e rilassati dopo una gara di uno degli sport più faticosi, anche loro in giro per i mari, ma anche e soprattutto per laghi e bacini appositamente pensati per loro. Magari non tutti, ci sarà certamente qualcuno che appare più spossato. Cesare Gabbia invece sembra abbia un sorriso e una serenità imperturbabili, non sembrano pesarli le decine di migliaia di chilometri alle spalle, ma soprattutto le imprese di cui si è cinto il capo. A sentirlo parlare sembra che conquistare medaglie europee e mondiali, Regate Marinare,  Mondiali e Campionati Italiani sia un gioco da ragazzi, e invece occorre tantissimo lavoro per mettere in fila l’uno dietro l’altro una tale fila di successi.

Nato a Genova e cresciuto con la Canottieri Elpis dopo l’avvio alla Canottieri Sampierdarenesi, classe 1992, anno di Colombiadi, con la Elpis si laurea Campione mondiale nel 4 senza Under 23 nel 2014, si è imposto all’attenzione globale conquistando un bronzo sull’otto ai Campionati del Mondo Assoluti di Sarasota 2017. L’exploit gli vale la chiamata dalla Marina Militare, i cui colori ora difende con onore ai quattro angoli del pianeta, e al Centro Sportivo Remiero di Sabaudia.

 

Il 2014 e il 2017 sono i suoi anni magici: sempre nel 2014 era arrivato anche il bronzo agli Europei  di Belgrado nella specialità del 4 senza. Ora alla collezione può aggiungere il 2022 e il recentissimo bronzo a bordo dell’otto maschile sull’Ammiraglia degli Europei di Monaco di Baviera. Una gara assai emozionante, in cui Cesare, un po’ come il suo grande omonimo divo dell’Antica Roma, ha contribuito a fronteggiare i più agguerriti elementi di Gran Bretagna, Germania, e Olanda.

E ora la domanda potrebbe non essere tanto come fanno i Marinai o i Canottieri, che per certi versi sono un’altra genia di navigatori ma più focalizzati sulla forza delle loro braccia che del loro mezzo, ma come fa Cesare Gabbia ad andare avanti così, con umiltà e consapevolezza di sé assieme, ma senza mai avere un’aria grave. Forse il segreto è impegnarsi sempre seriamente, ma prendere tutto con leggerezza. Con Genova sempre nel cuore: nella striscia di successi la menzione d’onore è per la partecipazione al Galeone Bianco che nel 2021 riportò in seno alla Superba il Palio delle Repubbliche Marinare. Perché van bene i titoli e le spedizioni per l’Europa e il mondo, ma Genova è sempre Zena anche per un campione che sorride e non mugugna.

Federico Burlando

 

Dall’estremo Levante Ligure all’estremo Oriente, la scia sulla sabbia da Beach Volley di Matteo Varnier

0

Ha trovato un mondo immenso, sferico come un pallone da pallavolo, dentro un piccolo mondo bellissimo come l’estrema Riviera di Levante, la sua Arma di Taggia. E ruotando attorno a quel primo mondo, ha finito per girare quello vero sotto ogni angolazione ma sempre sotto le insegne azzurre dell’Italia. Ora Matteo Varnier, vera e propria leggenda del Beach Volley tricolore, tenta l’avventura all’estero. In Cina. Come un Marco Polo dei nostri giorni, idealmente più vicino però alla Repubblica di Genova che alla Serenissima. Perché Matteo i suoi luoghi d’origine se li è sempre portati nel cuore, e così hanno viaggiato dappertutto. È stato infatti ingaggiato come CT della Nazionale Cinese, dopo 22 anni in senso alla federazione italiana come giocatore e, soprattutto, allenatore.

Campione, pioniere e promotore della disciplina, si è sempre molto prodigato per farla crescere sia a livello Nazionale che in Liguria dove “c’è tutto e manca solo qualche metro di spiaggia da dedicare al Beach Volley”, è rimasto folgorato a 15 anni come Paolo di Tarso sulla via di Damasco giocando con il professionista schiacciatore Davide Sanguagnini. Pensa: “Nella vita farò questo”, siamo proprio ad Arma di Taggia, è il 1994 e da quel momento il Volley Italiano non sarà più lo stesso, proprio perché Matteo si mette a fare proprio quello.

Una passione totale, un sogno lungo 30 anni: tutto il Beach Volley italiano dietro Matteo Varnier

È un giocatore fortissimo, un fenomeno generazionale che probabilmente raccoglie meno di ciò che gli spetterebbe: per 3 volte secondo nei Ranking International e altre 3 volte sul gradino d’argento in quelli FIVB C&S, secondo in quelli del Campionato Europeo del 2006. Ai Giochi non riesce mai a partecipare perché è una prima generazione d’oro per il Volley Italiano e trovare spazio è un’impresa. Lui però ce l’avrebbe anche fatta, quando il treno sembrava perduto, per Pechino 2008, ma un infortunio alla spalla gli nega ciò che avrebbe tanto meritato. In Cina però è riuscito ad arrivarci comunque, dopo essersi rifatto con gli interessi come CT di tutto quello che non era riuscito a prendersi sul campo.

Paolo Nicolai e Daniele Lupo sono la coppia magica del Beach Volley Italiano che tra le sapienti mani di Varnier conquistano medaglie a ripetizione: 3 Europei consecutivi dal 2014 al 2017e l’argento di Rio 2016, poi i due decidono di cercare nuovi partner ed è quindi il momento per Varnier di osare con una nuova avventura di assoluto prestigio, lui che non ha mai avuto paura di lanciarsi verso l’ignoto, purché potesse farlo sopra un campo di sabbia.

Beach: Matteo Varnier abbraccia la Cina. “Progetto stimolante, Italia nel cuore”

“Non è stata una decisione semplice da prendere perchè ormai, dopo tutti questi anni, la nazionale la sentivo esattamente come una famiglia. Nonostante tutto sono però altrettanto stimolato da questa nuova avventura in Cina dove ho visto un progetto per il futuro molto interessante”.

Cinque coppie di atleti e un settore giovanile da far crescere:

“Ci alleneremo prevalentemente in Europa con coppie forti di tutto il panorama mondiale. Il settore giovanile è una parte importante che bisogna valorizzare e far crescere nel giusto modo. C’è tanto lavoro da fare ma gli stimoli sicuramente non mancano”

Federico Burlando

 

 

Abramo Canka, che storia! Dalla Festa dello Sport al basket Usa

0

I sogni, anche quelli più incredibili, a volte si realizzano. Certo ci vuole anche un po’ di fortuna, ma sono indispensabili tanta passione, talento, abnegazione e spirito di sacrificio.

La storia di Abramo Canka ne è il paradigma. A 20 anni ha ricevuto la chiamata dall’Ucla di Los Angeles. Il 20 agosto, il ragazzo cresciuto a Genova, sarà in California per giocare nel campionato universitario più importante del pianeta.

In una bella intervista a Il Secolo XIX, Abramo racconta le sue emozioni: l’infanzia nel centro storico di Genova, le estati in una casa famiglia di Uscio, la mamma Albana che ha sempre fatto l’operaia. E tra i ricordi affiora la prima volta che ha preso in mano un pallone da basket.

Tredici anni fa. Al Porto Antico. Nella nostra Festa dello Sport. Lui, Abramo, aveva 7 anni. Giocava a calcio. Nelle tradizionali giornate della Festa si diverte a provare tante discipline e nel campo di basket, a Porta Siberia, scocca la scintilla.

“Avevo sette anni e alla festa dello sport del Porto Antico provo per la prima volta il basket”, racconta Abramo a Dario Freccero, inviato del Decimonono. “Giocavo a calcio, non ero ancora così alto. Me la cavo subito bene ma mia mamma non ci sente: “finisci la stagione col calcio, poi ne parliamo. Maurizio Scicchitano, che era al My basket Genova, l’ha convinta a portarmi e così sono finito nei Tigrotti, la mia prima squadra. Ero più alto degli altri ma non più bravo. Sono cresciuto dopo”.

Da 18 anni la Festa dello Sport è un fondamentale momento di incontro tra migliaia di giovani e le associazioni sportive. L’obiettivo è innanzitutto promuovere lo sport e avvicinare i giovani a una sana attività. Poi, e questo è il caso più straordinario, c’è anche una funzione di “orientamento”. I ragazzi possono scoprire nuove discipline e verificare quelle che più divertono o per le quali sono più portati. Una vetrina fondamentale per le società sportive che sulla scia della Festa ogni anno trovano nuovi iscritti, nuova linfa.

C’è grande orgoglio, insomma. Inutile negarlo. A Abramo auguriamo di proseguire con la stessa passione, abnegazione e successo. L’Ucla di Los Angeles è l’università più importante del mondo per lo sport. Giocherà nel campionato universitario più importante del pianeta, con un piede nella futura Nba. Ma la cosa più importante è il messaggio che lancia dalle colonne del XIX. “Non penso ai soldi. Avere una borsa di studio è già un sogno perché ti garantisce la formazione universitaria e quindi un futuro. Penso che questa è un’esperienza unica e al di là dell’opportunità sportiva è una possibilità di crescita. Io ci ho sempre creduto ma non sono partito dall’alto, ho conquistato tutto con fatica e non mi scordo i sacrifici di mia mamma: siamo cresciuti soli, io e lei, più la casa famiglia Papa Giovanni e i tanti amici del centro storico di Genova”.

In bocca al lupo Abramo, da tutti noi di Stelle nello Sport. Saremo orgogliosi di celebrare nella prossima Notte degli Oscar dello sport ligure una stella cresciuta in casa, all’insegna dei valori più belli dello sport.

Buon viaggio!

 

Stelle nello Sport TV – Puntata 46

0

Quarantaseiesimo appuntamento con il Magazine Tv di Stelle nello Sport in prima serata su Primocanale. Appuntamento ogni giovedì alle ore 20 con replica il sabato alle ore 14:45 e la domenica nel corso della mattinata.

30 anni da Spagna-Italia 9-8…Il Sette Bellissimo di Barcellona

0

Un vecchio adagio recita che qualsiasi vero americano si ricorda dov’era e cosa stava facendo nel giorno in cui Kennedy è stato assassinato, Neil Armstrong è sbarcato sulla luna e Mike Eruzione segnò il gol della vittoria contro l’Urss alle Olimpiadi di Lake Placid del 1980. Similmente, anche senza diradare la rivalità tra Nazioni alle tensioni della Guerra Fredda, soprattutto se si parla di confronto sportivo, è difficile immaginare un italiano che, ammesso che abbia la fortuna di viverlo, non si ricordi dov’era quando ha saputo che l’Italia aveva sconfitto la Spagna a Barcellona nel 1992, il 9 agosto di 30 anni. Probabilmente davanti a uno schermo.

Si dice pure che più che Dante e Manzoni con la lingua, Garibaldi e Mazzini con la spada e la parola, “hanno fatto” gli Italiani la Grande Guerra, la televisione degli anni 50’ e 60’ e la vittoria al Mondiale di calcio del 1982. Ma la conquista di quell’Oro Olimpico da parte del Settebello ha pari bellezza e valore emotivo. Idealmente tutto lo Stivale si sarebbe gettato in acqua con quei 13 giocatori che fecero l’impresa contro la Spagna di Manuel Estiarte, uno dei giocatori più forti della storia. Un’analogia che trasmette correttamente l’idea della forza degli Iberici è sempre a quel 82’ spagnolo, ma col Brasile di Zico, Falcao e Socrates, che era destinato a vincere il Quarto Mondiale della storia verdeoro. Per dare l’idea di quanto gli Spagnoli contassero su quella vittoria, a 30 anni dal “misfatto” uscirà il 2 settembre su Amazon Prime il film 42 segundos, un film incentrato proprio su quella che viene considerata un’immane tragedia sportiva. Ma è il bello dello Sport, almeno lì quasi mai le tragedie sono realmente tali, e c’è sempre una possibilità di rivincita -che infatti si prenderanno ad Atlanta 96’-

Un altro paragone doveroso per quegli anni matti di gioie e dolori, ed eppure così normali, perché poggiate su squadre che venivano dal duro lavoro, mitici nonostante un profilo umano è con un altro formidabile team azzurro allenato da un CT straniero, “i Re” del Mondo di Julio Velasco e della Pallavolo. In quel caso però loro erano “la Spagna”, il team destinato a salire sul gradino Olimpico più alto, e che invece vedrà la sua epopea segnata da un Oro Maledetto irraggiungibile. La Pallavolo Azzurra però era una selezione senza storia diventata quasi da un momento all’altro inarrestabile, il Settebello aveva degli allori importanti alle spalle, sebbene venati da qualche ragnatela: l’ultimo Oro Olimpico a Roma 1960. C’è anche qui una maledizione da spezzare, un vento dell’Est che divenne tempesta proprio subito dopo quell’affermazione casalinga sulle sponde del Tevere. Dal 1964 al 1988 vincono solo squadre filoSovietiche, contando anche la Jugoslavia che approfittando del suo status di paese socialista e non comunista e della sua relativa distanza da Mosca partecipa anche a Los Angeles 1984, e vince, e bissa a Seoul 1988. Chi è l’allenatore? Ratko Rudić. Probabilmente il più grande allenatore della Storia.  Che nel 1991 scopre che non può fare il tris con la “sua” Jugoslavia – È croato e con la Croazia, purtroppo per l’Italia, si farà ben valere ancora nel 2016- e allora attraversa l’Adriatico. Viene accolto a braccia aperte. Gli vengono riconosciute le capacità ieratiche di un Re Taumaturgo, e l’Oro miracoloso di Barcellona forse è un pochettino più bello perché proprio come un sogno è incredibile ma non inaspettato; un sogno lo si aspetta come un desiderio e lo si desidera come un obiettivo che prima o poi può finirti tra le mani, e Ratko Rudic si comincia a desiderarlo con più intensità, quasi come se riuscissi finalmente a parlare alla ragazza dagli occhi azzurri e dai biondi capelli con cui prima non riuscivi nemmeno a incrociare lo sguardo. Ratko ha il baffo tagliato alla Tom Selleck e la grinta giusta per dirti come buttarti in acqua e nella vita e andarti a prendere i tuoi sogni d’oro.

Francesco Attolico, Alessandro Bovo, Alessandro Campagna, Paolo Caldarella, Massimiliano Ferretti, Giuseppe Porzio, Marco D’Altrui, Mario Fiorillo, Ferdinando Gandolfi, Amedeo Pomilio, Francesco Porzio, Carlo Silipo e Gianni Averaimo sono i nomi che l’Italia impara a sciorinare come le rotazioni di Velasco e gli olandesi di Sacchi, ma quest’ultimi sono già stati sulla vetta del Mondo, andarci vincendo le Olimpiadi come primo banco di prova è come darsi all’Alpinismo cominciando dall’Everest.

Il primo appiglio non è dei più facili: la rassegna a Cinque Cerchi è un 7-7 con l’Ungheria. Poi declina tutto più facilmente per un po’: 6-4 sui Paesi Bassi e11-8 su Cuba, quindi un pirotecnico anticipo della Finalissima, un 9-9 con la Spagna, il girone si chiude con l’8-6 alla Grecia, che chiude il girone e vale il secondo posto.

Semifinale contro il CSI, ovvero la Russia-Urss riunificata dopo la caduta dell’Urss, vera e propria, 9-8 tiratissimo con tripletta di Sandro Campagna.

Alle Piscine Bernat Picornell, all’interno del Parco Olimpico di Montjuïc di Barcellona quindi il 9 agosto quella che viene considerata da molti la partita per eccellenza nella storia della Pallanuoto.

1-0 Azzurro a fine primo quarto e incoraggiante 4-2 alla ripresa. Gli iberici però accorciano 5-6 e il 7-7 finale, proprio come il gol di Karl-Heinz Schnellinger nei minuti di recupero di Italia-Germania del 1970, apre le porte della Leggenda ai giocatori di ambedue gli schieramenti.

Primo Tempo Supplementare a reti bianche. Nel Secondo un rigore di Estiarte rompe l’equilibrio. Ferretti però riesce a trovare il pareggio col suo Poker personale, mattatore del match. Non ci sono i rigori e ci si chiede quando finirà il match. La tensione è alle stelle. Il Palazzetto è bollente, l’Italia arde di passione.

Dunque, si prosegue. All’ultimo sangue. Terzo supplementare. Ferdinando Gandolfi sigla il 9-8. La traversa respinge l’ultima conclusione della Spagna. Il Settebello torna l’Oro Olimpico. I sogni son desideri sul gradino più alto del podio.

Federico Burlando

 

Undici e lode per la Leggenda della Pro Scogli Chiavari

0

Le leggende dello Sport sono grandissime per sempre, e sono solo altre eventuali leggende successive gli unici avversari che non possono proprio battere.

Giovanni Battista Raggi nuovo presidente AMIU

0

Giovanni Battista Raggi è il nuovo presidente AMIU Genova. La nomina è stata formalizzata oggi dall’assemblea dei soci dell’azienda. Subentra a Pietro Pongiglione che ha cessato la sua carica lo scorso 29 luglio.

Bebe Vio una Stella che orienta tutte le generazioni

0

Lo Sport è una delle massime espressioni delle migliori aspirazioni umane. Condivisione, confronto, amicizia, affinamento costante delle proprie capacità.  C’è però bisogno di chi queste magnifiche idee le incarni e di chi invece gli dia i mezzi, le gambe, per stare in piedi e andare in giro per il mondo. Gambe metaforiche, perché si fa benissimo sport in tutti i sensi anche senza, come ha insegnato a più riprese Bebe Vio. E a volte assolutamente concrete, come nel caso dell’ex azzurro del Rugby Martín Castrogiovanni, che è stato al fianco di Bebe, tutti i giorni per mesi, portandola in braccio e sulle spalle, in modo da consentirle i movimenti riabilitativi dopo i recenti interventi chirurgici.

Ed è ormai quasi un anno da quando Bebe è andata a Tokyo per le Paralimpiadi quando sembrava non fosse sufficientemente in forma nemmeno per gareggiare. E invece ha rinunciato solo alla Sciabola, nel Fioretto Individuale è arrivato del tutto inatteso il suo secondo Oro dopo Rio 2016, e poi anche un Argento nella competizione a Squadre. Dichiarò: “Da piccola mi dicevano che non si può tirare di scherma senza braccia e che avrei dovuto cambiare sport, ma ho dimostrato a tutti che le braccia non servono: se hai un sogno, vai e prenditelo”. Quest’ultimo messaggio è quello che vale sempre, da passare in generazione in generazione come una fiaccola Olimpica tra testimoni, e che proprio per la sua trascendenza è stata perfetta a rappresentare a Orientamenti 2020, in piena pandemia, a tanti giovani che guardavano con preoccupazione al futuro.

Un messaggio che è bello richiamare oggi che è stata premiata Mecenate dello Sport dalla Fondazione Varaldo Di Pietro, per coloro che, in campo nazionale e internazionale, forniscono un contributo essenziale per la crescita dello sport e l’esaltazione dei suoi valori, anche attraverso attività di valore sociale e solidale. Proprio perché è importante non solo incarnare tali valori, missione precipua dei Campioni, ma diffonderli, dar loro modo di esprimersi, strutture a supporto, non sono gli atleti a dover essere incensati ma anche società e associazioni, organizzatori, giornalisti, raccoglitori di fondi…insomma chiunque aiuti gli atleti a qualsiasi livello, dal dilettante al professionista, dal bambino al veterano, e a qualsiasi livello di disabilità nel caso dei paratleti, a esprimere e far crescere la sua passione agonistica. E Bebe non è solo una Campionessa sulla pedana: innanzitutto ha fatto da testimonial a numerose campagne meritorie mettendo a frutto il carisma, la simpatia e la straordinaria influenza che ha sui giovani, tanto che è una vera e propria Stella dei Social, ma porta avanti attivamente anche la art4sport, associazione fondata assieme ai genitori il cui obiettivo è “Aiutare i bambini amputati a godere della bellezza della vita ed integrarsi nella società attraverso lo sport”. A ora sono 45 i ragazzi sostenuti, 210 le protesi e gli ausili sportivi forniti, e 250 gli eventi e i progetti portati avanti o a compimento. Numeri che scaldano il cuore forse persino più di quelli che pesano sulla sua bacheca.

Per il premio Varaldo verrà premiata il 30 settembre, mentre a Orientamenti nel novembre 2020, coinvolta da Michele Corti (presidente Stelle nello Sport)  aveva messo bene in chiaro come ogni difficoltà non sia altro che uno sprone a cambiare in meglio, tema di quell’edizione:

“Saper cambiare. Indispensabile se vuoi vivere o non solo sopravvivere. Io ho avuto la fortuna di cambiare completamente vita, anche fisicamente, nel 2008 quando ho affrontato la malattia. Stranissimo ma bellissimo da altri punti di vista. Io sono contro le lamentele, bisogna cercare di godersi la vita in qualunque caso. Frequento l’Università americana e mi sento, in pratica, al centro del mondo. Il cambiamento vuol dire anche attraverso momenti difficile per poi magari trovare qualcosa di figo. Università a distanza? Troviamo i lati positivi, per esempio di quanto è bello essere all’Università in pigiama. Per me è comodissimo non dovermi svegliare mezz’ora prima per mettermi gambe e braccia ma basta prendere il PC”

Proprio in quella cornice genovese giunta alla 25° edizione, aveva spiegato nel dettaglio l’attività dell’art4sport:

“Il nostro scopo è far si che lo Sport diventi una possibilità per tutti. Lo Stato non aiuta, a livello economico i ragazzi amputati a ottenere protesi per camminare e correre. I miei genitori, nel 2009, hanno creato l’associazione Art4Sport e oggi contiamo 38 ragazzi dai 3 anni ai 30. Attraverso lo Sport, si può tornare alla vita di prima. Noi vogliamo fornire quel pezzettino mancante per fare Sport attraverso le attrezzature. Vogliamo fare cultura dello sport. Vogliamo portare, attraverso Fly2Tokyo, una squadra di ragazzi alle Paralimpiadi di Tokyo 2021”.

Bebe Vio a Orientamenti: “Saper cambiare è indispensabile. Sport diventi una possibilità per tutti”

Missione in seguito raggiunta, e diventata anche una serie televisiva su Rai Play. Se puoi sognarlo, puoi farlo. La parola è di Bebe Vio, ma anche la carne e le ossa che le hanno data la sostanza. Quando ci si chiede di che materia sono fatti i sogni, si pensi al sorriso di Bebe Vio e si troverà la più smagliante delle risposte.

Federico Burlando

 

A Flavia Pennetta l’Oscar di Stelle nello Sport per una scintillante carriera tennistica

0

Dopo Marcello Lippi e Julio Velasco, Stelle nello Sport assegna un altro Oscar speciale alla carriera.

“LifeStyle in Villa”: successo a Cornigliano per il defilè con le eccellenze dello Sport

0

Mercoledì 4 maggio  Villa Bombrini a Genova Cornigliano, ha ospitato il defilè “LifeStyle in Villa” con l’obiettivo di rappresentare una ripartenza per le botteghe artigiane e tutto il tessuto economico locale.

Dal 18 al 21 agosto appuntamento con “Sori Solidale 2022” per la Gigi Ghirotti

0

Da giovedì 18 a domenica 21 agosto si terrà la diciannovesima edizione di “Sori Solidale 2022”, 4 giorni non stop di eventi, dalle ore 17 alle 24, a favore dell’associazione Gigi Ghirotti.

Presentato l’Annuario Ligure dello Sport 2022. Numeri e storie dello Sport in Liguria nella 15° edizione

0

Le 1992 società sportive della Liguria, appartenenti a 44 Federazioni, 19 Discipline Associate, 15 Enti di Promozione e 19 Associazioni Benemerite. I risultati e gli eventi principali della stagione sportiva 2021-2022.

Stelle nello Sport TV – Puntata 45

0

Quarantacinquesimo appuntamento con il Magazine Tv di Stelle nello Sport in prima serata su Primocanale. Appuntamento ogni giovedì alle ore 20 con replica il sabato alle ore 14:45 e la domenica nel corso della mattinata.

Il bello dello sport in Liguria raccontato da Michele Corti e Marco Callai con il supporto della redazione di LiguriaSport.com. Eventi, campioni, novità, storie. Un viaggio tra le eccellenze dello sport ligure a cui Stelle nello Sport dedica per il 23° anno una importante visibilità.

Apertura dedicata alla presentazione dell’Annuario Ligure dello Sport 2022 in Regione Liguria alla presenza dell’assessore regionale allo sport Simona Ferro, dell’assessore comunale allo sport Alessandra Bianchi, del presidente Coni Liguria Antonio Micillo e del campione paralimpico Francesco Bocciardo. Tappa da Autobi Novelli 1934 per l’Open Day genovese dove parliamo dell’Artistic Roller Team, eccellenza della Federazione Italiana Sport Rotellistici, facciamo il bilancio della stagione 2021-2022 con Giorgio Giorgi, numero 1 dell’Iren Genova Quinto e poi torniamo del Tigullio per concentrarci sull’impegno di Club Scherma Rapallo e Ginnastica Riboli. In chiusura, con Mamo Fondelli parliamo della brandizzazione della stazione metro San Giorgio My Sport. 

L’estate d’oro della Liguria a base di… Porro!

0

A volte è lecito credere nella magia. Sognare che Julio Velasco sia venuto in Liguria verso fine marzo, abbia ritirato l’Oscar di Stelle nello Sport in un evento in cui parlava della cultura e dei valori di tutte le discipline e della Pallavolo in particolare, e, fiutando un’aria particolare, abbia deciso di piantare dei semi magici.

Edoardo Stochino e il dolce sapore della Vittoria

0

Edoardo Stochino, anche nella stagione numero 23 del progetto Stelle nello Sport, conferma il suo sostegno al progetto che promuove i valori sportivi in tutta la Liguria. Edoardo è uno dei componenti della giuria del concorso “Il Bello dello Sport” e anche uno degli atleti premianti in occasione della cerimonia di premiazione avvenuta sabato 21 maggio 2022 presso il tendone di piazza delle Feste in occasione della Festa dello Sport. Stochino, colonna Fiamme Oro e Nuotatori Genovesi, continua a mietere risultati di successo.

Ieri, sabato 30 luglio, ha vinto la prova di gran fondo di 32 km della 68° Traversée Internationale du lac St-Jean, andata in scena a Roberval, nel Quebec, in Canada. È la seconda volta che ha trionfato in una delle gare di maggior prestigio del calendario di Nuoto di Fondo.

Edoardo Stochino vince la 32km della 68ª Traversée Int. du lac St-Jean in Canada

L’ennesimo successo di una lunga carriera. Nato a Chiavari nel 1987, dalla sua Liguria una bracciata alla volta ha saputo librarsi nelle acque libere di tutto il mondo.

Specializzato sui 25 km, è nel bacino Regattastrecke Grünau di Berlino che si è imposto nel 2014 all’attenzione internazionale conquistando il bronzo agli Europei di Nuoto proprio su quella distanza.  Mentre è agli Europei di Nuoto di Fondo che nel 2016, a Hoorn, in Olanda, è salito ancora una volta sul gradino più basso del podio.

Il suo biennio d’Oro però, in metafora e in concreto, è il 2017-18 in cui si afferma per due volte consecutive Campione del mondo di gran fondo.

Nel 2021 sulle acque del Lago Ohrid in Macedonia soltanto il francese Axel Reymond – campione del mondo a Gwangju 2019 ed europeo a Budapest  proprio nel 2021- gli ha impedito di vincere l’oro nell’Ultramarathon Fina, sempre sui 25 Km.

È arrivata comunque la quindicesima medaglia e il 9° argento nelle UltraMarathon, categoria in cui a partire dal 2009 vanta pure  3 ori e 3 bronzi.

Laghi, bacini, l’immensità del mare… Edoardo è un campione completo. E con questa definizione si intende anche l’aspetto umano. Sorriso e animo gentile. generosissimo non solo nel mangiarsi i chilometri a bracciate ma anche a prestarsi a favore di ogni causa degna.

È stato il testimonial di molte attività promosse da Stelle nello Sport, ad esempio nella campagna sociale “Questo non è un gioco”, nella Lotta contro la dipendenza da Gioco d’Azzardo, e lue sue parole sono sempre ricche di significato: “Lo sport accoglie nuovi adepti desiderosi di migliorarsi, lo sport regala la luce. Anche quella è una scommessa, semplicemente scommetti su te stesso invece che sul caso

E non poteva mancare un simile esempio per i giovani e gli appassionati di tutte le età alla Festa dello Sport 2022

Nonostante abbia completato quindi una volta di più un giro super, e stavolta ben 7 Km in più dei consueti 25, da quanto è coinvolgente è impossibile non mettersi dietro la sua scia, e seguirne il percorso. O anche non esattamente dietro di lui, ma affiancati, come a darsi forza a vicenda.

https://ici.radio-canada.ca/nouvelle/1902227/lac-saint-jean-nageurs-32-kilometres-competition-peribonka-roberval

News

Votazioni

Eventi

Scuola

Charity

Premio Fotografico