La Liguria occupa un posto del tutto singolare nella geografia e nell’economia del turismo legato allo sport in Italia. Stretta tra la catena montuosa delle Alpi e degli Appennini e il Mar Ligure, questa regione vanta una conformazione verticale unica, capace di far dialogare il mare e la montagna nello spazio di pochissimi chilometri.
È proprio questa spiccata peculiarità territoriale ad aver trasformato il territorio ligure in una delle capitali mondiali dell’outdoor. Località come Finale Ligure sono diventate punti di riferimento internazionali per il mountain bike e l’arrampicata libera, attirando atleti da ogni angolo del pianeta durante tutto l’anno. A questo si aggiungono le storiche tradizioni legate alle attività nautiche, come la vela, il windsurf e il diving nelle aree marine protette, insieme a una fitta rete di sentieri, tra cui spicca l’Alta Via dei Monti Liguri, perfetta per il trekking e il trail running. Questa capacità di destagionalizzare l’offerta ha permesso alla regione di registrare una crescita costante nei flussi legati alle vacanze attive, consolidando lo sport come un motore economico fondamentale per l’entroterra e la costa.
Esaminando la classifica nazionale dei flussi e dell’attrattività legata al turismo sportivo, l’Italia mostra un panorama fortemente competitivo in cui diverse regioni eccellono per infrastrutture, organizzazione di grandi eventi e risorse naturali. Secondo i dati del settore, le regioni del Nord e del Centro-Nord guidano la graduatoria per volume di viaggiatori sportivi e spesa turistica, ma il modello ligure basato sull’outdoor puro guadagna posizioni sempre più rilevanti.
Al vertice della classifica per presenze e impatto economico si posiziona il Trentino-Alto Adige. La regione rappresenta il modello perfetto di integrazione tra sport e accoglienza, dominando sia la stagione invernale, grazie a comprensori sciistici d’avanguardia, sia quella estiva con l’escursionismo, il cicloturismo e le vie ferrate sulle Dolomiti.
Subito dopo si colloca la Lombardia, che si distingue in particolare per il volume complessivo di praticanti e per la capacità di ospitare grandi eventi sportivi internazionali. Con i riflessi dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina e la presenza di grandi laghi idonei agli sport acquatici, la Lombardia attrae un turismo sportivo variegato che spazia dal ciclismo su strada nelle aree alpine al canottaggio.
Il Veneto occupa stabilmente la terza posizione, beneficiando di una combinazione straordinaria tra le vette dolomitiche e le sponde del Lago di Garda, quest’ultimo vera e propria Mecca europea per la vela, il windsurf e la mountain bike.
Appena fuori dal podio, l’Emilia-Romagna si attesta come la regione leader nell’organizzazione di eventi agonistici e nel turismo legato ai motori e allo sport di riviera. Dalle tappe dei grandi giri ciclistici ai Gran Premi nei circuiti storici come Imola e Misano, fino ai campionati di beach volley e alle discipline di squadra sulla costa romagnola, la regione ha fatto del binomio sport-ospitalità un marchio di fabbrica istituzionale capace di generare un fortissimo indotto economico.
In questo contesto, la Liguria si inserisce subito dopo come capofila delle regioni a forte vocazione naturalistica e outdoor “wild”. Il merito è, appunto, dell’unicità dei suoi scenari verticali e la mitezza del clima, che consente la pratica sportiva all’aperto 365 giorni all’anno, un vantaggio competitivo che pochissimi territori in Europa possono vantare.
Il turismo sportivo in Italia ha superato un giro d’affari complessivo di 12 miliardi di euro, confermandosi un pilastro trainante per l’intera economia dei viaggi. La spesa dei turisti sportivi è generata principalmente da visitatori italiani provenienti da altre regioni (7,2 miliardi), seguiti da viaggiatori internazionali (2,7 miliardi) e spettatori locali residenti (2,1 miliardi).


















