La stella Pierre Bruno campione d’Italia con Valorugby. “Riscoperta la passione sportiva”

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C’è un filo invisibile ma d’acciaio che lega la notte magica di Reggio Emilia, dove il Valorugby si è appena laureato Campione d’Italia 25/26, a quel 2021 in cui un giovane trequarti ala genovese veniva premiato dai fieri concittadini come BIG di Stelle nello Sport. Oggi, quel ragazzo è diventato un uomo che ha saputo stringere i denti, ingoiare il rospo più amaro della carriera e risorgere, portandosi a casa lo Scudetto.

Il messaggio affidato ai social da Pierre Bruno a caldo, dopo la vittoria del titolo, non è la solita sfilata di cliché sportivi. È una confessione a cuore aperto, il racconto di un viaggio tortuoso che lo ha visto toccare le stelle per poi dover ricominciare quasi da zero.

“Non è facile spiegare cosa significhi davvero per me“, esordisce Bruno, con la medaglia di Campione d’Italia ancora al collo. “Sono arrivato a Reggio Emilia dopo anni complicati, in cui il rugby che avevo raggiunto con enorme fatica, sacrifici e dedizione mi è stato tolto quasi da un giorno all’altro.”

Il riferimento, nemmeno troppo velato, è alla brusca interruzione dell’esperienza ad altissimo livello (Zebre e Nazionale). Passare in pochissimo tempo dal palcoscenico di un Mondiale alla dimensione del campionato domestico della Serie A Élite è uno shock che avrebbe spezzato le gambe a molti.

“Mentalmente è stata una botta enorme”, ammette senza filtri l’ala azzurra. “Ho fatto fatica. A ritrovare lo spirito. A tornare a combattere. E soprattutto a divertirmi di nuovo.”

Il rugby, sport di contatto e di logoramento per eccellenza, diventa un inferno se spegni il motore della passione. Ma Reggio Emilia ha saputo curare le sue ferite, offrendogli l’ambiente ideale per ricostruirsi, un passo alla volta.

La stagione 25/26 rimarrà per sempre impressa nella mente del trequarti ligure come l’anno della catarsi. “Questa stagione mi ha ricordato perché amo questo sport“, scrive Bruno, tributando il giusto merito a chi ha creduto in lui quando i riflettori principali si erano spenti: “Grazie alla società per la fiducia. Grazie a questo gruppo, speciale davvero, per avermi fatto sentire parte di qualcosa di importante.”

Un pensiero speciale, intimo e profondo, è andato alla compagna Jessica Ghidini, definita come l’ancora di salvezza nei momenti più bui: “C’è sempre stata anche nei momenti in cui non era facile esserci.”

Chi ha seguito la crescita di Pierre Bruno fin dagli esordi sa che la resilienza fa parte del suo DNA. Nel 2021, l’anno della sua definitiva consacrazione internazionale, il pubblico ligure e il parterre di Stelle nello Sport lo avevano celebrato come uno dei talenti più cristallini della regione.

Quel premio cartografava una promessa. Cinque anni dopo, tra fango, lacrime e una rinascita faticosa ma bellissima, Pierre Bruno ha dimostrato che quel riconoscimento era ben riposto. Non solo per le doti atletiche, ma per lo spessore umano di un atleta che ha saputo ritrovare la luce. E oggi, l’Italia del rugby lo celebra di nuovo. Da Campione.

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