Ho iniziato così il mio intervento a “Built to Lead”, il summit su leadership, sport e parità di genere che PWN Genova ha promosso presso il Salone d’Onore di Bper a Genova.
Con piacere Stelle nello Sport e patrocinato questo evento e ha partecipato, al fianco di alcune stelle sportive della nostra Liguria.

Stelle nello Sport: un ponte tra i valori del campo da gioco
e le sfide della leadership moderna.
Da anni, con Stelle nello Sport, raccontiamo storie di fatica, traguardi e polvere. Ma in occasione di questo summit non abbiamo celebrato una medaglia, ma analizzato il “dietro le quinte” di quel successo. Perché lo sport non forma solo atleti: costruisce la classe dirigente di domani. Il campo è un cantiere di leader.
Siamo convinti più che mai che essere leader oggi non significhi comandare, ma “allenare il potenziale altrui”. Con Stelle nello Sport lavoriamo per creare un terreno di gioco dove il genere non sia un limite, ma dove il merito e la capacità di fare squadra siano l’unico metro di giudizio.
Lo Sport è un “laboratorio di leadership”
Lo Sport non è solo prestazione fisica. E’ un simulatore di vita accelerato. Perché chi fa sport è facilitato nel diventare leader?
*Resilienza e gestione della sconfitta: Il leader non è chi non cade mai, ma chi sa analizzare il “perché” della caduta senza farsi travolgere.
*Intelligenza emotiva e teamwork: In campo impari che il talento vince le partite, ma il lavoro di squadra vince i campionati. Un leader sportivo sa quando fare un passo indietro per far brillare il compagno.
*Decision-making sotto pressione: Lo sport insegna a decidere in frazioni di secondo, con il fiato corto e gli occhi del pubblico addosso. È l’allenamento perfetto per il problem solving aziendale.

Dalla maglia alla scrivania: alcuni esempi iconici
In tanti hanno trasformato il carisma atletico in leadership globale. Alcuni esempi?
Magic Johnson è forse l’esempio più fulvido. Da playmaker dei Lakers a CEO della “Magic Johnson Enterprises”. Ha applicato la sua visione di gioco per rigenerare aree urbane svantaggiate, diventando un leader economico e sociale.
Venus Williams è una leader della parità di genere. La sua battaglia per il “prize money” equo a Wimbledon ha cambiato la cultura del lavoro nello sport, dimostrando che un leader difende i diritti della propria “squadra” (in questo caso, le colleghe).
Pep Guardiola ha una leadership basata sullo studio ossessivo e sull’empatia. È diventato un punto di riferimento per i manager di tutto il mondo per come gestisce i talenti e per la sua capacità di innovare costantemente i processi.
Sadaf Khadem è la pugile iraniana che, lottando per il diritto di combattere, è diventata un simbolo di leadership coraggiosa e attivismo per i diritti civili, incarnando perfettamente il tema della parità del vostro summit.
Potrei continuare con numerosi alti esempi, ma voglio concentrarmi su tre storie che in Stelle nello Sport abbiamo vissuto e raccontato da vicino: la resilienza di Julio Velasco, il coraggio di Silvia Salis, l’umanità di Gianluca Vialli.
Il Metodo: Julio Velasco e la “Cultura degli Alibi”
Iniziamo da un maestro, Julio Velasco. Lui ha rivoluzionato il concetto di leadership dicendo una cosa semplice ma brutale: “Chi vince festeggia, chi perde spiega”. Il leader è colui che uccide l’alibi. Nello sport non puoi scaricare la colpa sui compagni devi provare a risolvere l’eventuale imprecisione. Portare questa mentalità in azienda o nelle istituzioni significa smettere di cercare scuse e iniziare a cercare soluzioni. Il leader sportivo per Velasco è, per definizione, un “problem solver” sotto pressione.
La Leadership istituzionale: l’esempio di Silvia Salis
Se guardiamo alla nostra Genova non posso non citare Silvia Salis. Dalla pedana del lancio del martello alla Vicepresidenza Vicaria del CONI, fino al ruolo di Sindaca di Genova. Ha dimostrato che la leadership acquisita con i pesi in mano è fatta di visione e coraggio.
Silvia Salis è una leader che non si limita a occupare un ruolo, ma lo usa per cambiare le regole: la sua battaglia per la tutela della maternità delle atlete e per la parità di genere è la dimostrazione che lo sport ti insegna a combattere per un obiettivo che è più grande del tuo interesse personale.
Il Cuore del Leader: Gianluca Vialli
E parlando di Genova, non possiamo dimenticare la leadership dell’anima: quella di Gianluca Vialli. A Wembley, durante l’Europeo, Gianluca non ha segnato un gol, ma ha fatto qualcosa di più difficile: ha tenuto unito il gruppo con l’empatia. Il leader non è quello che grida più forte, ma quello che sa ascoltare e che, come faceva lui, mette il “noi” davanti all’io, anche nei momenti di massima fragilità.

Conclusioni
Il nostro impegno non è solo raccontare lo sport, ma trasformarlo in un generatore di leadership e valore per il territorio. Noi crediamo che ogni campo sportivo sia una scuola di management e ogni spogliatoio una lezione di inclusione. Proprio per questo, abbiamo scelto un claim per il 2026 che è una vera e propria dichiarazione d’intenti: “Alleniamo i valori, celebriamo le eccellenze“.
Perché non può esserci eccellenza duratura senza una solida base di valori, e non può esserci leadership senza il coraggio di celebrare il merito. Parità di genere e leadership sono necessità strategiche. Lo sport ci ha già insegnato come si fa. Dobbiamo applicare sempre di più quegli schemi fuori dal campo.
Michele Corti
















