Ad accendere il braciere olimpico in piazzale Mandraccio, ultima tedofora, e’ stata Paola Fraschini, sette volte campionessa mondiale e colonna dello Sturla Pattinaggio.
«Vedere la fiamma olimpica a Genova è un’emozione che attraversa tutta la città, e non dobbiamo dimenticare che le grandi manifestazioni lasciano un’eredità positiva sul territorio, con investimenti che portano impianti sportivi destinati a essere usati per decenni – ha detto dal palco la sindaca Silvia Salis – ho disputato due Olimpiadi, e vedere il simbolo dei Giochi nella città che ho l’onore di amministrare è un sogno, un onore immenso. Le Olimpiadi sono l’obiettivo più prezioso di chiunque abbia dedicato la propria vita allo sport e credo che tanti giovani, vedendo oggi questo spettacolo, possano iniziare a sognare. Le Olimpiadi sono un viaggio che ti cambia la vita. In questo difficile momento storico – ha concluso Salis – diventano fondamentali i valori olimpici di solidarietà e di pace, che si uniscono nel concetto di tregua olimpica che ha attraversato la storia del mondo, ed è quanto mai attuale in un contesto geopolitico complesso come quello che stiamo vivendo».
«La Fiamma Olimpica non è solo un simbolo sportivo, ma un messaggio universale di unità, rispetto e condivisione che attraversa tutta la Liguria – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sport Simona Ferro – Vederla arrivare a Genova richiama il valore dello sport come strumento educativo, sociale e culturale, capace di unire territori e generazioni e di rafforzare il senso di comunità».
«La Liguria ha tenuto vivi e concreti questi valori per tutto l’anno appena concluso, che ci ha visti protagonisti come Regione Europea dello Sport 2025 – ha aggiunto – Un percorso fatto di grandi eventi, ma soprattutto di lavoro quotidiano sul territorio, nelle società sportive, nelle scuole e nelle comunità locali, che oggi trova nella Fiamma Olimpica un simbolo forte di continuità e di impegno condiviso».

















