Alberto Clavarino a New York “for kids”. Il racconto di una grande emozione!

0

Alberto Clavarino, presidente del Park Tennis Club Genova, ha corso la Maratona di New York in 4 ore e 5 minuti. Ha firmato il suo “record personale” e soprattutto, dopo una prima grande metà di gara, ha tenuto duro arrivando fino in fondo! Una bella soddisfazione. Una grande emozione!

Tornato sui “suoi” campi con la medaglia al collo, racconta la sua corsa “per i bimbi del Gaslini”. Molto più di una sfida sportiva.

L’Esperienza Emozionante di New York


L’intervistatore Michele Corti:

– Alberto Clavarino, presidente del Park Tennis Club Genova,  torna sui suoi campi, con una nuova medaglia in bella vista, non dovuta al tennis: è quella della Maratona di New York! Appena rientrato a Genova, racconta l’impresa bellissima e le emozioni di essere stato in mezzo agli oltre 60.000 che hanno partecipato alla corsa e di averlo fatto anche impegnandosi per un’iniziativa benefica davvero speciale.

AC: Sì, un’esperienza incredibile, un’avventura eccezionale, veramente emozionante. Il numero di persone, tutti i paesi… eccezionale l’organizzazione americana, effettivamente  fantastica, la giornata bella – un altro vantaggio perché due giorni prima c’era l’alluvione e poi invece c’era una giornata di sole meravigliosa!-

Proprio un’esperienza stupenda, stupenda! La gara è partita alla grande, la partenza sul Ponte di Verrazzano è veramente emozionante, eccezionale. La partecipazione della gente è veramente assordante. Immaginate che avevo le cuffiette perché di solito sento la musica, ma me le sono levate perché non sentivo niente, era impossibile, dal frastuono delle persone che ti ti incitavano. E la prima metà, ti portavano cartelli, da bere, le mezze banane, i fazzolettini, veramente una partecipazione eccezionale.

Ero esaltato da tutto questo, la prima metà di gara, davo il cinque a tutti, e dicevo: “For Kids, for Kids”, e facevo il segno dietro perché avevo il QR Code dietro per donare. Ero forse un po’ sopra le righe, e così nella seconda metà mi si è accesa la spia e sono andato un po’ in riserva! Non me l’aspettavo e ho dovuto un po’ soffrire, ma anche questo fa parte di una bella esperienza perché vuol dire che con la testa ho tenuto e mi sono concentrato. Non ho più pensato a dare i cinque, ma ad arrivare in fondo, per me stesso e per quello che mi ero impegnato a fare. Volevo stare sotto le 4 ore ma pazienza, sarà per la prossima!

Un successo per il Gaslini

– 4 ore e 5 minuti, direi che ci sei andato veramente vicinissimo, un tempo splendido, ma l’obiettivo di questa bellissima iniziativa è Kids [bambini, NdR], dedicato alla raccolta fondi per la Gaslini assieme. Com’è andata? Perché insomma, quel QR code sulla schiena? Ovviamente anche le interviste, gli articoli, il racconto della tua iniziativa hanno incuriosito. Direi che anche questo tipo di risultato è emozionante.

AC: Anche questo risultato effettivamente è molto emozionante. Non ho un dato, ma poi ce l’avrò perché mi incuriosisce se per caso qualcuno degli spettatori newyorkesi magari ha visto il QR code e ha donato. Sicuramente ho fatto grandi segni per la prima metà per fare capire. La raccolta nell’insieme comunque è andata molto bene, perché, insomma, ci sono 5.000 euro e adesso non è ancora chiusa. L’abbiamo anche lanciata un mese prima, quindi, insomma, da solo… non è che ci si poteva aspettare chissà che cosa, invece devo dire che ho avuto una risposta, anche grazie Stelle nello Sport [organizzazione, NdR], eccezionale, mi avete veramente diffuso il messaggio in tutti i posti possibili e quindi per questo ho avuto un bel successo, sono molto contento. E questo è uno stimolo per per fare qualcos’altro per la Gaslini Insieme, soprattutto in questi campi qua della terra rossa, vorrei fare un evento, qualcosa con Michele abbiamo già pensato, per organizzare qualcosa per i bambini o bambini portatori di handicap, qualcosa di nuovo. Insomma, sempre per i bambini e per il Gaslini.

⏱️ Il Risultato e la prossima sfida
– Senti, la medaglia, la vediamo, è davvero pesantissima. È una medaglia speciale. Insomma, già partecipare è un’impresa. Il dato dice che sei tra i primi 20-22.000 partecipanti su 60.000, quindi davvero un risultato che ti rende orgoglioso.

AC: Sì, non è assolutamente male, sono molto contento. Ripeto, il mio sogno era stare sotto le 4 ore, però è anche una maratona molto difficile. New York è una delle più complicate perché ci sono quasi 500 metri di dislivello. I campioni fanno 2:08, 2:09, quando il record è 2 ore, quindi tutto dire. Eh, una una gara veramente fantastica e sono veramente emozionato e strafelice.

La Medaglia che “Pesa”
Tra l’altro, insomma, rimarrà nella storia come una delle maratone con l’arrivo in volata, lo sprint finale, si era visto poche volte nella storia tra i primi due classificati. Ripensando a questi 42 e 195, il passaggio più curioso, i momenti che ti hanno impressionato di più, i luoghi che ti hanno emozionato di più.

AC: Sì, tra i luoghi e momenti significativi sono decisamente la partenza, con la canzone che l’accompagnava, e poi lo start, con un vero e proprio colpo di cannone, emozionantissimo. Tutti con i telefoni alzati…, poi c’era c’era il sole! Quindi, emozionantissimo anche l‘arrivo a Staten Island, con i traghetti che passavano con le strisce luminose che incoraggiavano gli atleti.

New York ti spinge, ti porta, ma ti spinge pure coi traghetti, e poi un sacco di slogan incoraggianti, veramente tosti. E quindi anche emozionantissimo l’arrivo, del genere del fotofinish dei due campioni. E questa che qua che ho al collo è veramente una soddisfazione, perché sì che a tutti i finisher viene data, però proprio quando arrivi in fondo, stanco morto, e ti mettono questa medaglia al collo è emozione, tanta emozione, proprio una bella soddisfazione. E c’é anche il mio nome inciso sopra, perché poi mi sono fatto la coda volentieri due ore alla Nike, per avercelo impresso sopra col mio tempo. E questa è un’altra bellissima cosa, quindi proprio una medaglia che pesa da tanti punti di vista.

Condividi questo articolo