Al Festival della Scienza, per l’edizione 2024 incentrato proprio sul tema delle Sfide, Stelle nello Sport e Villa Montallegro, tra di loro già un connubio di partnership vincente come tutte le squadre che hanno le motivazioni più forti, hanno presentato, moderato da Michele Corti nella prestigiosa Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, “What’s new in – Tecnologia per la salute nello sport: dalla diagnostica per immagini all’intelligenza artificiale”, per evidenziare come la sfida nella sfida sia oggi approfittare del progresso per dare certezze agli atleti nei momenti più difficili, nel recupero degli infortuni, ma anche a monitorare la loro situazione.

Se uno degli scopi della scienza è combattere e arginare l’ignoranza, in senso assoluto, ovvero svelare tutto ciò che ancora non si conosce, competenti relatori provenienti da quel mondo sono intervenuti per spiegare come con le tecnologie moderne, inutilizzabili anche solo che 10-15 anni fa, come si può identificare attraverso risonanze ed ecografie con una precisione maggiore e in tempi stretti cosa avviene all’interno del corpo di un atleta.
Dopo i saluti di apertura di Francesco Berti Riboli, AD Villa Montallegro e vicepresidente di Fondazione per la Cultura Palazzo Ducale, Massimo Nicolò, e Fulvia Mangili, Presidente e Direttrice Festival della Scienza, hanno esposto Simona Comandè, Head of Marketing Europe – Royal Philips, Giorgia Giassi, Modality Sales Specialist MR – Philips Italia Israele e Grecia, Nicoletta Gandolfo, presidente SIRM – Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica e direttore del Dipartimento di Diagnostica per Immagini di ASL 3 Genovese, e tramite degli interventi video, direttamente dal Policlinico San Martino, anche Federico Santolini, Direttore Clinica di Ortopedia e Traumatologia d’Urgenza, e Matteo Formica, Direttore Clinica Ortopedica e traumatologica.
In seguito hanno parlato anche tre affermati atleti Liguri proprio del loro rapporto con gli infortuni e di come la scienza li ha aiutati a superarli o prevenirli, e di quali siano le loro sfide passate e future: Maggie Pescetto, Kitesurfer dello YCI, protagonista alle Olimpiadi di Parigi 2024; Davide Mumolo, canottiere di Elpis Genova/Fiamme Oro, azzurro a Parigi 2024 e argento mondiale nel Coastal Rowing; Giorgia Mortello, tennista della Lubrano Tennis Academy, campionessa di livello internazionale e oggi istruttrice.

Ha illustrato molto bene nel primo intervento Simona Comandè: “Diagnostica per immagini: c’è un mondo davanti a noi! Siamo entrati nel Digitale solo 15 anni fa…con tutto ciò che significa a livello di algoritmi. Ci permettono ad esempio un riscontro più preciso, e soprattutto in tempi molto più brevi, anche del 30%-40%…aiutando gli atleti a tornare in pista altrettanto rapidamente”.
In tema di sostenibilità, ha evidenziato: “È un tema estremamente caro a Philips, dobbiamo porre al centro la cura non solo dell’atleta, e dunque dell’uomo, ma anche del pianeta. L’innovazione non può essere tutto, dev’essere accompagnata dalla sostenibilità. L’assistenza sanitaria è responsabile a livello globale del 4,4% di emissioni di CO2 tra le principali cause dei cambiamenti climatici, pertanto chi si occupa di sanità ha il dovere di porsi il problema anche dell’impatto che l’assistenza sanitaria ha sull’ambiente. Alle nostre risonanze applichiamo dei principi di eco-design, come quelle che abbiamo recentemente applicato proprio alla Clinica Montallegro, volto a ridurre il consumo e a salvaguardare l’uscita di Elio in una Risonanza Magnetica (RM). Ne riusciamo a preservare migliaia di litri al mondo”

È stato invece spiegato alla perfezione con delle slide chiare e puntuali e con un’oratoria vibrante come funziona una Risonanza Magnetica e qual è il suo valore diagnostico da Chiara Giassi, che è partita dall’etimologia e dall’acronimo del termine: “RMN, Risonanza Magnetica Nucleare, dunque la Fisica della Risonanza Nucleare. Perché Nucleare? Si vanno a studiare i Nuclei, sono quelli che hanno la proprietà di Spin, ovvero le concentrazioni elevate nel corpo umano, l’atomo d’idrogeno che per il suo polo è assimilabile a una piccola calamita. Magnetica: occorre riportare i propri atomi di idrogeno all’interno di un corpo magnetico statico, orientare gli spin secondo tale campo magnetico, serve dargli energia, attraverso le onde a radio-frequenza. Si ottiene il segnale necessario e attraverso un computer si è in grado di restituire l’immagine della Risonanza”
Infine Nicoletta Gandolfo ha spiegato in quali ambiti viene usata la RM e come evolverà la capacità di diagnosi in futuro grazie all’IA: “Digitalizzazione, Tac, multistrato… la diagnostica musco-scheletrica e osteoarticolare non si basa solo sulla Risonanza Magnetica, con l’ecografia si può invece vedere e studiare i muscoli in movimento, che con la risonanza sarebbe più difficile analizzare. Per quel che concerne avere una nuova tecnologia a disposizione, occorre evidenziare che il paradigma: “Nuova Macchina=Diagnosi migliore”, non è corretto. Serve personale tecnico dedicato, che sappia approcciarsi al professionista della Clinica. Tutti i progressi della tecnologia e dell’IA non possono prescindere dalle capacità professionali e dall’expertise del singolo Medico. L’appropriata risonanza ecografica può ridurre del 20% il tempo di recupero, e non vale solo per l’atleta professionista, ma anche per quello amatoriale”.

Prima a parlare per gli atleti è stata Maggie Pescetto: “Non è importante solo recuperare dagli infortuni, ma anticiparne le cause e prevenirli, ci sono delle piattaforme che al risveglio il giorno dopo una gara o un allenamento sono così sofisticate da informare di quando il proprio corpo necessita di una pausa, basandosi, ad esempio, sul ritmo del battito cardiaco. È fondamentale. Io non ho mai dovuto a oggi affrontare grandi infortuni, ma il Kite è un mezzo su cui si procede a 75 KM/h. Ho visto tanti infortuni ad amici, ci sono tanti modi per farcisi male, non c’è, per così dire, un “dolore universale”… per questo cerchiamo di essere consapevoli quando entriamo in acqua e ho focalizzato il mio intervento sulla prevenzione”. A proposito delle sue Sfide passate e future ha detto: “Per me i Giochi più che di Parigi sono stati di Marsiglia, ma non è stato importante il dove, ma esserci andata. Una grande soddisfazione, ma ancor di più esser tornata ed esser stata accolta da tutti i miei amici, da tutta la città intera…ora ho avuto il mio stacco, la mia sfida è ricominciare dopo i Giochi, anche se con lo Sport ci sono mille sfide tutti i giorni!”
Preziosa anche l’esperienza di Davide Mumolo: “Quando ho cominciato nel Canottaggio la tecnologia era praticamente assente, poi si è cominciato ad applicare della sensoristica sulla barca. Dal punto di vista medico è uno Sport che più tra tutti stressa il cuore, ed è perciò molto importante non solo monitorare l’esercizio, ma verificar che ci sia stato un adeguato recupero”
Quindi a proposito delle Sfide: “Tra le più grandi soddisfazioni la medaglia in Coppa del Mondo, da contrapporre al Covid capitato nel momento più sbagliato, quando mi giocavo la qualificazione per Tokyo. Ho visto sfumare il mio sogno. Son voluto ritornare, tentare il singolo contro il parere di molti, e ho così collezionato la prima medaglia in tempi recenti per l’Italia. Ora l’obiettivo-nuovo sogno è Los Angeles 2028”.
Giorgia Mortello ha invece parlato dell’utilizzo delle tecnologie innovative nella “sua” Lubrano Academy, una delle tante eccellenze della Liguria sui campi da Tennis: “L’ academy ha come principale obiettivo quello di massimizzare le potenzialità di ogni atleti, combinando la tradizione dell’allenamento tennistico con strumenti innovativi. Utilizziamo già telecamere avanzate e software di intelligenza artificiale per analizzare le performance tecniche dei nostri atleti. Questi strumenti ci forniscono dati dettagliati sul movimento, sull’impatto della racchetta e sulla postura fornendo un feedback immediato e personalizzato. Per supportare gli atleti in fase di recupero da infortuni e potenziare l’allenamento cognitivo, abbiamo introdotto visori di realtà immersiva. Questa tecnologia offre esperienze di allenamento simulate, permettendo agli atleti di esercitarsi mentalmente e visivamente, anche quando non possono allenarsi fisicamente. Utilizzeremo a breve sistemi di motion capture per monitorare e analizzare i movimenti in modo tridimensionale. Questa tecnologia ci consente di valutare l’efficienza biomeccanica degli atleti, prevenendo infortuni e migliorando le prestazioni attraverso un allenamento mirato. Siamo convinti che l’integrazione di queste tecnologie rappresenti un passo fondamentale per elevare il nostro approccio all’allenamento e allo sviluppo dei giovani atleti”.
Si è anche soffermata sulla Tennismania di quest’ultimi tempi sparsa per tutto lo stivale: “Inaspettato e impensabile, si parla sempre di Sinner ma tutte le settimane c’è qualcuno che vince. C’è stata una crescita graduale che ha portato veramente ad avere un campione sulle cronache ogni settimana”
Federico Burlando


















