A volte però basta un solo ciclista, anzi un uomo solo, non al comando come il Campionissimo Fausto, ma al servizio di una grande passione, e per l’esempio di tutti coloro a cui serve un’ispirazione per mettersi in scia, per suscitare la stessa commossa ammirazione che si prova alla fine di una grande prova d’autore.
Lo Sport solo a volte coincide con l’Arte, e per elegante che sia il profilo di una bicicletta l’opera di Gio Batta Persi rientra sì tra i capolavori, ma di quelli maggiormente ascrivibili alla generosità e meticolosità di uno sforzo, piuttosto che a un impareggiabile estro.
Abbiamo avuto spesso l’opportunità di raccontare le sue imprese perché per tutta la vita non si è mai risparmiato l’occasione di andare “a caccia” di un obiettivo degno.
Prima di dedicarsi al Ciclismo su un piano più agonistico una volta oltrepassata la soglia delle cinquanta primavere e correre per vincere un primato dopo l’altro delle varie categorie Master e dei record dell’ora, è stato un rigoroso ed entusiasta allenatore di Atletica.
Un vero e proprio coinvolgente alfiere dello Sport che oggi a 85 anni ancora difende i colori della storica US Pontedecimo e insegue un sogno, preclusogli non da dei limiti fisici, ma da un’ostinata burocrazia.
A 85 anni Gio Batta Persi ancora in sella per sfidare il tempo
Attualmente titolare dei record italiani over 70, over 75 e over 80, ha realizzato il record mondiale over 75 al velodromo di Montichiari con 36,805 km, all’epoca record del mondo ufficiale UCI, e a livello over 70 a coppie, vanta pure due titoli Mondiali, due titoli Europei, assieme a Fagnoli, amico di Forlì, e di un Europeo singolo. Inesauribile, tra i 76 e i 79 anni si è inventato il progetto “Mitici Colli del Tour e del Giro d’Italia”, scalando ben 35 dei colli più alti e difficili: il Mont Ventoux, il Gavia, lo Stelvio, il Tourmalet, l’Aubisque, accompagnato, come si conviene a un pedatore del suo calibro, da una “squadra” di supporto, il fedelissimo amico Pietro Grasso e il nipote Moreno.
Un piccolo paragone, rifacendosi sempre quest’estate, ma non a Parigi 2024 ma alla scalata del Col De La Bonette (2802 metri altitudine!) e quanto da lui percorso, come ha avuto il piacere di raccontarci una volta con precisione cartesiana, il 26 luglio 2016 a 78 anni: la tappa sa S. Etienne De Tinee, Km 25,600, con un tempo di 2h 46’00” senza “assolutamente i piedi a terra per l’intero percorso. È stata dura ma ho provato una gioia immensa!”.
Testimonial per il ciclismo di Genova Capitale Europea dello Sport 2024, si sta allenando per il tentativo del record dell’ora UCI over 85, che ha più volte dovuto rimandare a causa della inagibilità del velodromo di Montichiari, sebbene la facoltà di allenarsi colà sia stata concessa ad altri atleti di valenza internazionale, come gli eccellenti campioni azzurri messisi in mostra proprio nella rassegna a Cinque Cerchi nella capitale francese.
Un recente post di sostegno sui Social dell’organizzazione del Giro dell’Appenino e un comunicato della sua società organizzatrice, la U.S. Pontedecimo Ciclismo, ha espresso il massimo rammarico per un recente incidente occorsigli. Ha subito una lesione ad un occhio per colpa di un tappo di una bottiglia che lo ha colpito con violenza una settimana fa circa. Lentamente sta riprendendo le funzionalità, ma ha dovuto forzatamente sospendere gli allenamenti per il tentativo del record dell’ora UCI over 85. Gio Batta Persi non si è lasciato scoraggiare dalla difficoltà, così come ha fatto per tutta la vita. È ancora in pista, nonostante tutto, a portare avanti la sua spettacolare passione per lo Sport.
Federico Burlando














