120 anni Nicola Mameli! Un viaggio nella Storia di Voltri, del Nuoto e della Pallanuoto

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La Storia sono i fatti, la Storiografia la loro cronaca. Entrambi sono un filo che può dipanarsi a lungo attraverso molteplici e variegate ramificazioni. Ci sono molti casi in cui però la testimonianza di una Storia, ad esempio di una collettività, il passaggio di valori da una generazione all’altra, ne modifica il corso, prolungando il filo iniziale, inspessendolo, ampliandolo sino a farlo diventare magari una colonna di quelle comunità, o più di una o intere fondamenta. La Storia della Società Sportiva Nicola Mameli si intreccia così con la Storia e la società di Voltri, l’una diventa parte dell’altra, assieme si legano ad altre Grandi, grandissime Storie, di Genova, dell’Italia, dello Sport. Sabato18 maggio la Mameli festeggerà i 120 anni dalla sua nascita, e al loro interno, come in un libro rilegato dai mastri cartai più navigati, di storie, da riportare, da raccontare, perché, ispirando formino la Storia di domani, per (almeno!) altri quattordici lustri di passione, impegno e gloria, ce ne sono mille e mille e una, quella che scriveranno col loro prossimo compleanno.

Gli stessi membri lo rimembrano, ornandosi dell’abito buono in questi giorni di festa, delle origini nobiliari che dal Medioevo seguendo le correnti del tempo hanno condotto un gruppo di gentiluomini imprenditori a dar vita a costituirla, per permettere l’esercizio del  tamburello, del nuoto, e, in seguito del  podismo e dell’atletica pesante; e ricordano come agli albori del terzo  millennio sia stata la fortissima volontà di portare avanti un’eredità fattasi, di stagione in stagione e de facto di giorno in giorno più popolare senza perdere in quarti di autentica nobiltà, di spirito, a salvarla dalle opprimenti difficoltà che sembra stessero per schiacciarla. Oggi i membri della Mameli e la gente di Voltri a maggior diritto possono levare ben alta la testa, potendosi vantare non solo di un così orgoglioso passato, ma di averlo saputo evolvere in un presente di cui, auspicabilmente, i loro posteri potranno andare ugualmente fieri.

Storia e Nobiltà, di intenti, ideali e non solo, che sprizzano sin dal nome, Mameli, che non menziona quel genovese Goffredo garibaldino che agli Italiani donò un Cantico, le immortali parole dell’inno musicato dal concittadino Michele Novaro, e la vita, cadendo ventiduenne nel 1849 in difesa della Repubblica Romana, ma il di lui fratello, il marchese Nicola Mameli, sindaco di Voltri quando era comune a sé stante, Senatore del Regno, e pure lui garibaldino e mazziniano, impegnato sui fronti del Risorgimento dalla Sicilia nel 1860 al Veneto nel 1866. Meno famoso ma non meno insigne di Goffredo, nella morte Nicola si era riunito al fratello nel 1903, e a lui per commemorarlo i facoltosi imprenditori di quella che era tutti gli effetti la città, un vero e proprio polo industriale della carta, vollero dedicare la neonata società.

Nicola Mameli con Sideny Sonnino, Presidente del Consiglio nel 1906, e Giustino Fortunato, deputato e storico meridionalista

La storia della fondazione della Nicola Mameli ASD

Si tratta dei discendenti di una produzione manifatturiera che risale al Medioevo, tra il 1200 e il ‘300, quando Genova dopo i secoli più oscuri dell’Europa si riscopriva Superba sui Mari, e per Uomini e per Mura, e nutriva e agevolava i suoi traffici producendo ciò che poteva essere venduto o ciò che serviva per i contratti, i depositi, gli attestati, le note di credito…come la Carta. Voltri diventa così un centro di Cartiere, un vero e proprio polo industriale ante litteram, capace di raccogliere più di mille lavoratori specializzati. Agli albori del secolo vigesimo, è ancora un bene la cui produzione fa la fortuna e il buon nome del luogo, e così i magnati locali a esso legati hanno il capitale per dar vita all’ambizione sportiva.

Immettono le risorse Agostino Vigo, proprietario dello jutificio, lungo il torrente Cerusa, che funzionerà da primo acquartieramento della Società, Giobatta Gaggero, sindaco della cittadina l’anno precedente e operante nell’Industriale tessile e primo Presidente, Carlo Tealdo, anch’egli industriale del tessile. Così completati i ranghi del primo Consiglio Direttivo: Paolo Gitto (Vicepresidente); Niccolò Porrata (Economo)¸ Giovanni Gioni (Segretario); Giuseppe Clerici (Cassiere). Consiglieri: Carlo Tealdo, Agostino Vigo, Niccolò Canessa, Niccolò Fava, Aleardo Capurro.

i fondatori della Nicola Mameli

I grandi campioni, dirigenti, e allenatori della Nicola Mameli

Nel 1908 l’epifania di un campione dell’età pioneristica, Davide Baiardo, allora appena 19enne, già tesserato con la “Giovane Voltri” dal 1907. Nuotatore, partecipa ai Giochi Olimpici di Londra del 1908 nei 1500 Stile Libero, assieme al nerviense dell’Ardita Juventus Mario Massa, e nel 1911 si prende una piccola pausa dalla società per andare a vincere il primo scudetto nella storia della Pallanuoto col Genoa, sezione di Waterpolo del celebre club di Football (and Cricket!). Impara l’Arte e la mette al servizio della Mameli: nel 1912, quando pure partecipa come Nuotatore alle Olimpiadi di Stoccolma, fonda la sezione di Pallanuoto della società, il più antico sodalizio dell’intera Federazione, e assume l’incarico di Presidente dal 1914 al 1944. Parteciperà al Girone Finale con la squadra che nel 1928 contenderà lo scudetto all’Andrea Doria, arrivando seconda, e ancora negli anni ’70, si tramanda, quando veniva a trovare i suoi epigoni in piscina, la voce correva di bocca in bocca…”C’è Baiardo!”, e allora chi era in vasca moltiplicava gli sforzi, per mettersi in mostra, chi era fuori dall’acqua si avvicinava per sentirne gli aneddoti e i commenti.

Davide Baiardo

È soprattutto con la Pallanuoto che la società comincia ad avvincere a sé tutta la comunità, e lo si vede nel momento di maggior necessità, quando con degli abbracci deve andare a raccogliere i suoi eroi, sconfitti in acqua da un fato troppo avverso e troppo amaro, ma vincenti su di esso per ciò che hanno creato, un’unione che fa una forza più forte di quella del destino.

La Squadra e lo Staff della Mameli nella prima metà degli anni 30′

È il caso del 1929, di fatto una seconda finale scudetto consecutiva, stavolta contro Trieste: a Roma si svolge l’ultima fase, e la ragion di stato, in quel nerissimo e infame momento purtroppo stretto tra i Fasci mussoliniani, impone che debbano gli Alabardati, rappresentanti delle terre irredente, così vicine a Fiume. L’arbitraggio di conseguenza è sfavorevole, così come il tifo, feroce e intimidatorio, con tanti camerati sulle tribune. La Mameli “deve” cedere nello scontro diretto.  Ma al suo rientro viene accolta e sorretta dall’intera cittadinanza, in realtà tecnicamente non più tale dal 4 gennaio 1926, stante l’accorpamento a Genova voluto sempre dal Duce per motivi propagandistici, direttamente alla stazione al rientro in treno.

La Squadra Mameli nel1939

La Mameli arriverà seconda ancora nel 1931, cedendo di nuovo contro i neoconcittadini dell’Andrea Doria, e terza nel 1933.

Di queste sfortunate ma generose spedizioni fece parte Luigi Fabiano, portiere, primo atleta Mameli convocato in Azzurro, in squadra ancora 19enne nel 1928, in seguito Campione tricolore con la Florentia nel 1940 e…con Camogli nel 1953! Giocatore sino al 1956 e alle 48 primavere! Appena toccati i quaranta, viene convocato alle Olimpiadi di Londra del 1948 come decano della squadra dal CT amico Giuseppe Valle, ed è il primo Oro a Cinque Cerchi del Settebello. Tuttavia inspiegabilmente Valle non lo schiera mai e Fabiano, risentito, si presenta alla premiazione a fine partita tutto vestito per differenziarsi dal resto dei giocatori. Questi l’abbracciano e gli cedono la palla, a significare quanto ha dato loro anche da bordo vasca. L’amarezza è presto ulteriormente mitigata. I voltresi organizzano una serata dove vengono proiettate le partite dell’olimpiade londinese al Cinema Leira. Pienone, grande successo, tutti inneggiano al vecchio capitano.

Sono anche gli anni di Stefano “Stevin” Ratto: anche lui sfortunato protagonista delle finali, è il vero erede di Baiardo, trascinatore dentro e fuori dalle vasche, in squadra dal 1920, dal settembre 1933 dirigente e responsabile della sezione di atletica pesante pur continuando come giocatore, e dal 1945 allenatore della squadra di pallanuoto. Visitava spesso “la Cantera” della Mameli, ovvero la spiaggia di Voltri: Stevin, girava per l’arenile scrutando tra i ragazzi i più abili a muoversi nell’acqua, in particolare quando c’era il mare grosso. Quindi li chiamava a sé facendo seguire una veloce analisi antropometrica (altezza, peso, gambe, gambe ecc.) e terminando con un’indagine genetica: di chi sei figlio? Quanto è alto tuo padre, quanto tua madre? A questo punto se i test fossero stati superati il ragazzo sarebbe stato invitato a presentarsi in piscina.

Oltre i campioni merita almeno una menzione il Presidente Ferdinando Malaspina, in carica per 12 anni, presidente anche della Croce Rossa, medico, a lui soprattutto si deve l’inaugurazione, il 18 luglio 1953, l’inaugurazione della nuova piscina alla presenza dell’allora sindaco Sandro Pertusio, con la contemporanea nomina a Presidente onorario di Davide Baiardo. 33,33 mt per 18 di larghezza, con tre trampolini lato mare uno di 5 mt, e due di 3. L’impianto venne reso possibile da un incredibile e senz’altro avveniristico connubio per quell’epoca. Una sorta “partnership” tra il finanziamento pubblico (Comune) e l’azionariato popolare. Un altro, ulteriore, struggente attestato della vicinanza tra Volti e Mameli.

La Prima Squadra Mameli nel 1957

Luigi Fabiano molto spesso accompagnava il dottore nelle visite, notturne, lungo le strade sterrate delle alture voltresi, Malaspina a qualunque ora era sempre disponibile per tutti i suoi ammalati. Tutti assieme poi, con altri personaggi di quegli anni, come Gigi Massa e in seguito Gaetano “Gaitan” Castellaro, l’allenatore per definizione nella storia della Mameli, si ritrovavano nella piazzetta della Croce Rossa per mangiare il gelato del Lillo.

Attingendo direttamente e integralmente dalle memorie della società:

“L’impianto natatorio di piazza Villa Giusti costituiva anche luogo di aggregazione ed interazione tra tutte le generazioni. Soprattutto quelle più giovani di Sant’Erasmo e Sant’Ambrogio. Punto di riferimento anche per chi non praticava Nuoto e Pallanuoto agonistica. La piscina calamitava l’attenzione.   Atleti, ex atleti, amici, dirigenti, simpatizzanti e potenziali praticanti. In pratica centinaia e centinaia di voltresi. Al sabato sera, quando arrivava una squadra titolata, come la mitica Pro Recco di Eraldo Pizzo, la Canottieri Napoli di Fritz Dennerlein, la Florentia di Gianni De Magistris, il Camogli di Mino Di Bartolo, l’Elah Pegli di Repetto, Parmegiani e Argeri, era una festa di piazza. Il calcio passava in secondo piano.

Eraldo Pizzo, la Leggenda in mostra

Solo quando si presentava il Bogliasco si mobilitavano anche i calciofili. Perché nella squadra bogliaschina militava Gianni Fossati, figlio del “Sciu Rensu”, allora presidente del Genoa. A decine i tifosi rossoblù voltresi si accalcavano per scambiare quattro parole con il massimo esponente del sodalizio calcistico genovese.

[.] Per continuare il nostro cammino abbiamo bisogno di tutti. Come quando la Mameli riusciva a mobilitare decine di volontari in occasione di importanti manifestazioni. Un nome su tutti: il “Trofeo del Nuotatore” ospitando i campioni del futuro provenienti da tutta Italia. In quei giorni Voltri diventava la capitale del nuoto giovanile italiano. Le vie della città si popolavano di ragazzi e ragazze con le loro tute multicolori. Atleti arrivati da tutte le città dell’Italia settentrionale e centrale. Una visibilità enorme…”.

Tra gli altri atleti del periodo d’oro meritano menzione, seppur fugace, per la Pallanuoto, pure Giorgio Calcagno, Carlo Massa, Aldo Ferrando, e Olinto Canossa. Giovani voltresi catalizzatori di un movimento pallanuotistico di prim’ordine. In questo periodo la Mameli vinse un campionato italiano under 20 “B” 1966, un campionato italiano giochi della gioventù, 1976/77, un campionato italiano under 17 “A” 1978, la stella d’argento al merito sportivo 1968, e la stella d’oro al merito sportivo 1975.

Nel Nuoto, tanti anni dopo Davide Baiardo, si affermarono a livello nazionale le sorelle Lanfranconi, Diana e Graziella. Nel 1967 Letizia Baiardo vinse il campionato regionale con i 100 dorso. Mentre, più recentemente, a portare in alto i colori della Mameli, sono stati Luca Baldini, vincitore di quattro titoli mondiali di fondo in acque libere, oggi Direttore delle Piscine d’Albaro,  e Marco Formentini vincitore di titoli europei sia in piscina che in mare.

120 anni di passione

La società è andata incontro poi a difficoltà via via sempre più crescenti dal 2000 in avanti.  Nel 2013 con la restituzione dell’impianto alla civica amministrazione, che ha interrotto qualsiasi finanziamento e non è stata in grado di garantire altri mezzi di sostentamento e ripianamento della situazione debitoria, ad esempio con la concessione d’uso di una spiaggia libera attrezzata, ha cessato ogni attività sportiva.

Ma nel maggio 2019 è rinata, e oggi, con il riacquisto del Marchio, può legittimamente e a tutti gli effetti 120 anni di Storia, che non sono Storiografia, perché sono fatti, successi, impressi in una comunità che muta ed evolve, ma sa cosa ha attraversato. Gli Scripta Manent, ma ciò che resta è soprattutto il motivo per cui occorre tramandare. 120 Anni Mameli tutti da raccontare.

Come spiega la medesima società:

“Questo sodalizio ha regalato lustro e onori alla città di Voltri. Anche dal punto di vista professionale si è potuto constatare quanto la Mameli abbia avuto un ruolo importante di integrazione tra le giovani generazioni e fidelizzato un intero paese. Per migliaia e miglia di voltresi, e non solo, la Mameli rappresenta il periodo più bello della loro vita. Quello della gioventù. Inevitabilmente il nome Mameli riporta alla memoria imprese sportive in piscina e amicizie strette sulle gradinate dello stadio del nuoto. Spesso, in questo ambiente permeato di fatica e odore di cloro, sono sbocciati amori molti dei quali sono risultati tanto profondi da durare tutta una vita.

Dunque: 120 anni di storia. Poche società sportive, almeno in Italia possono vantare un simile biglietto da visita. Non a caso risulta il più antico sodalizio di Pallanuoto della Federazione Italiana Nuoto.   Molto più di un secolo integrandosi perfettamente nel tessuto sociale e sportivo della delegazione.  Quasi 120 anni non potevano passare invano. Perché tutti i voltresi, a partire dai nuotatori e pallanuotisti degli anni Trenta e Quaranta, hanno dato un importante contributo non solo allo sport ma anche alla vita sociale. Intere generazioni sono cresciute all’ombra della piscina della Mameli. E proprio per non disperdere questi valori, questo simbolo di sportività, il nostro gruppo ha voluto ricominciare. Anzi, proseguire. Sì, perché anche quando la Nicola Mameli ha attraversato momenti di difficoltà amministrative, la Società ha continuato a vivere nei cuori dei voltresi e non solo. Questo perché l’impianto, per decenni, è stato il fulcro dell’attività natatoria di tutto l’immediato ponente genovese e del suo entroterra. E tutti gli appassionati di nuoto e pallanuoto, in questi ultimi anni, sperano di rivedere una piscina piena di ragazzi e giovani atlete e atleti che si allenano e gli spalti gremiti in occasione di un evento sportivo.

Per questo motivo, dopo l’acquisizione del marchio, abbiamo voluto riprenderci anche la storia della società. E nel nostro interlocutore, la Federazione Italiana Nuoto, abbiamo trovato un partner animato dagli stessi propositi. Perché la Nicola Mameli è anche la storia di Voltri e del ponente ligure. La storia del nuoto e della pallanuoto della delegazione genovese”.

Federico Burlando

La Mameli è viva. Che storia !

Per ulteriori Informazioni

Asd Nicola Mameli 1904

Si ringrazia la società per l’ampia e ben tratteggiata documentazione messa a disposizione per rendere il più completo e minuzioso possibile il magnifico quadro dei loro 120 anni!

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