Eraldo Pizzo, la Leggenda in mostra

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Ci son pochi termini come spesso lo è “Leggenda” in ambito sportivo: utilizzato impropriamente sotto il profilo letterale, nella realtà restituisce alla perfezione l’esatto significato di ciò che intende esprimere. Eraldo Pizzo esiste, e sarà per sempre, innanzitutto “Il Caimano”, quindi il Pallanuotista del Ventesimo Secolo, quello che più di ogni altro con i suoi movimenti ha definito come dovrebbe essere l’atleta ideale del proprio Sport. In sintesi, una vera e propria leggenda in metafora, che si è concretizzata con una condotta eccezionale, dentro e fuori dalla vasca.  Le leggende per definizione sono troppo mitiche per essere vere, ma è impossibile non considerare autentico, pure, integerrimo tutto quello che Eraldo ha fatto, come atleta e dirigente. Uomo di Sport a 360°, del Secolo perché tutto il 1900 non ha visto mulinare nessuno come lui con una cuffietta in testa, ma potrebbe essere del suo secolo perché per praticamente tutti gli 86 anni, festeggiati da poco, ha dedicato allo Sport il guizzante ingegno e le poderose energie, anche molto dopo aver appeso il costume al chiodo, affianco alle decine di titoli e premi conquistati.

Le leggende però vanno adeguatamente tramandate, affinché il loro ricordo possa continuare a ispirare le generazioni future, e queste a loro volta quelle che seguiranno, come il passaggio di un testimone Olimpico; qualcosa che Eraldo è stato, tedoforo nella Genova in cui è nato nel 2005, per Torino 2006, e di cui è, nuovamente ma in modo diverso, Testimonial, della Capitale Europea dello Sport 2024, anche se ovviamente la città a cui è legato è la Recco dei suoi trionfi.

Proprio nell’ottica di tramandare e celebrare una leggenda di tali proporzioni, e proprio a Recco, nasce la mostra “Eraldo Pizzo, la mia pallanuoto”. Dal 18 al 26 maggio sarà possibile ammirare l’esposizione di cimeli, rassegne stampa, gagliardetti, fotografie, premi e trofei alla Sala Polivalente “Franco Lavoratori”, in via Ippolito D’Aste, 2b, sede della Pro Loco, dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Il nome dello spazio ospitante abbinato a quanto vi sarà collezionato sarà un altro modo di riproporre una formidabile squadra: Lavoratori fu compagno di Pizzo non solo nella Pro che proprio a partire dal loro due assieme agli altri cinque cosiddetti Re di Recco, Merello, Guidotti, Maraschi, Cevasco, e Giraldi, e allenata da Piero, il fratello di Pizzo, cominciò a edificare la propria epopea, ma anche nella Nazionale che, vincendo l’oro alle Olimpiadi di Roma nel 1960, fece appassionare tutti gli italiani alla Pallanuoto e instaurò anche nel solco tricolore una felicissima tradizione.

La Pro Recco è quindi la leggenda parallela e coincidente cominciata a scrivere a quattordici mani, per quel che concerne chi scendeva in acqua, e ancor più molti cuori e teste a edificare letteralmente tutto quello c’era intorno. Nel mondo della Pallanuoto c’è un prima e un dopo Pro Recco. I confronti coi sette Re dell’Urbe non sono così peregrini, perché  la formazione di quella prima straordinaria compagine è fondamentale quanto quel 21 aprile 753 Avanti Cristo -stessa data di nascita di Eraldo! 2691 anni dopo!- Con la vittoria della Seconda Coppa Campioni della storia nel 1964-65 sono stati l’unica squadra a conquistarla al di fuori del blocco sovietico-jugoslavo sino al 1977-78, e con le altre 3 finali 67’, 70’ e 72’ l’unica compagine occidentale capace di spingersi sino all’ultimo atto fino al 1976-77.

Eraldo Pizzo: 70 anni di sport, 70 anni da leggenda

Una storia che, fondazione originaria del 1913 e varie rinascite a parte, comincia nel 1952 con la conquista del campionato di Serie B, ma che non vale la promozione perché manca una piscina di gioco e un arbitro non poteva dirigere una squadra in mare aperto. Arriva il contenitore di tutto questo estro e nel 1959 arriva il primo di quattordici titoli conquistati in sedici anni sotto la direzione del presidente Gianangelo Perrucci e con altri campioni come Ghibellini, Alberani, Guerrini e Lonzi che si aggregano al club. Non Campionissimi perché ce ne è solo uno, Eraldo Pizzo, che però è capace di imporre la sua classe anche senza gli altri nobili compagni con cui troneggia sull’Italia da Punta Sant’Anna.

Con la cuffia azzurra le prova tutte per regalare un’altra medaglia oltre a quell’oro su cui aveva impresso i suoi sette sigilli. In altre tre edizioni dei Giochi arrivano due quarti e un sesto posto, con triplette e doppiette nelle partite decisive che però non sono bastate a garantire l’accesso al podio. Solo l’emersione di un problema di tonsille e la conseguente asma l’hanno forzato ha lasciare la Nazionale, non potendo più gareggiare nelle piscine orientali, paesi dove soffriva la maggior quantità di polvere presente nell’aria.

Lontano dalla città della Focaccia col formaggio è riuscito a cucinare un altro scudetto storico a Bogliasco nel 1981, il primo per la società, e il ritiro dalle piscine è avvenuto soltanto la stagione successiva, a 44 anni, con un ritorno alla Pro, a cui ha contribuito per un altro scudetto, il sedicesimo sia per sé che per il Club!

Perrucci diventa Presidente della Federazione e Pizzo della Pro Recco: sotto la sua ala in volata arrivano subito in volata altri due scudetti e la seconda Coppa Campioni. Questo timone lo lascerà presto, ma sarà lui a condurre in porto con l’ex compagno dello scudetto 1961 Giovanni Volpi e ancora Perrucci il cambio di proprietà a inizio anni duemila che recherà la Pro Recco a sfidare il suo stesso mito, a un nuovo ciclo di allori a ripetizioni nel Belpaese e in tutta Europa, con le Champions che sono ormai diventate 11 e gli scudetti 35, sempre sul podio dal 2001-02 e primi o secondi dal 2005-06.

Come la Pro Recco è diventata la Pro Recco

Ha contribuito al tramando, non tanto di bocca in bocca, quanto di successo in successo, della leggenda di squadra di cui era stato perno e fulcro fondamentale, la mostra contribuirà a quello della sua figura personale. Una serie di memorabilia per rivivere alla lettera una volta di più la più reale delle leggende. Di cui Stelle nello Sport ha avuto, ha e sempre avrà sempre piacere e orgoglio di essere a sua volta testimone, come lui lo è stato dello spirito Olimpico. Non solo gareggiando o come tedoforo, ma anche donando la relativa torcia alla Gigi Ghirotti. In precedenza, oltre a tutto il resto, va ricordato quando nel 2001 fu premiato proprio da Stelle per tutto quello che ha fatto allo Stadio Luigi Ferraris già alla seconda edizione del Gala dello Sport.

Federico Burlando

Per utleriori informazioni sulla mostra:

Eraldo Pizzo, La mia Pallanuoto

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