Lo Sport in Liguria per la Giornata della Terra

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Cosa può fare lo Sport per la Terra, l’Ambiente, e la salvaguardia dell’ecologia? Il pianeta non è altro che una perlina azzurra striata di caldi colori terragni sospesa nel vuoto dell’Universo, un sassolino tra le galassie, che però è il confortevole nido di miliardi di essere umani e triliardi di esseri viventi.
Più nello specifico, circa cinque centinaia di miliardi di altri mammiferi e uccelli, 3,5 trilioni di pesci, e 10 quintilioni di insetti. Sono soprattutto i primi, gli uomini, le scimmie evolute, a svolgere da amministratori di questa casa comune, con risultati alterni. La comunità scientifica ha rifiutato la proposta di definire tale era geologica Antropocene, proprio “Essere Umano” dal Greco Antico άνϑρωπος, ma resta sufficientemente evocativo di quanto le sorti del pianeta in un senso o nell’altro dipendano dalla nostra specie. Siamo più che una casa, una famiglia, come diceva il capo indiano Seattle  delle tribù Duwamish e Squamish in un’orazione rivolta al Presidente degli Stati Uniti del 1854 rimasta celebre: “Noi siamo una parte della terra, e la terra fa parte di noi. I fiori profumati sono i nostri fratelli, il cavallo, la grande aquila sono i nostri fratelli, la cresta rocciosa, il verde dei prati, il calore dei pony e l’uomo appartengono tutti alla stessa famiglia”. Ognuno deve fare la sua parte secondo le proprie possibilità, e allora, ritornando alla domanda iniziale, quanti sono 3000 chili di spazzatura raccolta, un giorno, a Genova, sui sentieri, nel 3° Campionato Mondiale di Plogging?

Lo Sport è Cultura, è uno dei motti di Stelle nello Sport, ed è formazione dell’individuo oltre che delle proprie capacità atletiche, vale non solo la Mens Sana in Corpore Sano ma anche il suo riflesso, partire dai valori di correttezza, integrità e collaborazione promossi dalle varie discipline per sviluppare coerentemente un pensiero etico e proattivo su tutte le questioni del mondo. E cosa vi è di più centrale e globale di come la Terra viene (da noi stessi) trattata?

È una domanda che spesso si pongono tutti gli Sportivi, e in primis coloro che svolgono le loro attività non solo all’aria aperta, ma proprio in un contesto naturale. Si pensi a Velisti, Nuotatori e Canottieri, che, per sentirsi completi, necessitano dell’acqua più di molti altri esseri viventi! -Se si escludono i trilioni di pesci!- I Ciclisti invece rispetto al livello delle acque si innalzano, in contesti colonizzati dall’uomo e dalla sue strade, ma resi maestosi dalla Natura e dalle sue montagne, su cui i conduttori di Mountain Bike su due ruote e gli Escursionisti su due piedi si inoltrano ancor più a capofitto.

Con tale spirito e per tali ragioni sempre più organizzazioni sportive cercano di legare degli obiettivi ambientalistici allo svolgimento delle loro attività. Per dare un’idea dell’impatto che può avere a livello mondiale un tale sforzo riprodotto in quanti più angoli possibile della superfice terracquea, per la Giornata della Terra 2024 vogliamo ricordare alcune degli sforzi prodotti in tal senso nell’ultimo anno in Liguria e invitare a immaginarsi il risultato di tali iniziative moltiplicato per ognuna delle città in cui si vive lo Sport e la sua cultura.

Per cui, ritornando al 3° Campionato Mondiale di Plogging, sono tanti o pochi i 3000 chili di spazzatura raccolta dagli oltre  80 partecipanti da 16 Paesi diversi, dal Porto Antico ai sentieri del Parco delle Mura? Sono comunque tantissimi, e per certi versi troppi, perché sono stati “creati” prima che degli autentici sportivi li accumulassero in una sfida pensata apposta per coniugare Sport e Amore e Salvaguardia dell’ambiente. ll plogging infatti è un’attività sportiva consistente nell’unione di corsa e raccolta rifiuti promossa dal 2017 dal podista svedese Senator Armstrong e che ha rapidamente raggiunto una virtuosa fama planetaria. All’ultima edizione della Festa dello Sport, che a breve, ancora nell’incantevole scenario del Porto Antico inquadrato in un’azzurra cornice di fine maggio, rinnoverà la sua allegra magia, al Minimiglio i bambini che vi hanno aderito avevano un sacchettino per raccogliere l’eventuale rumenta in cui avessero dovuto imbattersi lungo il percorso.

Mondiali Plogging 2023: oltre 3000 kg di rifiuti raccolti a Genova

La Festa nello Sport è ovviamente un contesto in cui Sport, Cultura e valori etici si fondono per formare la miglior società del futuro, che riparta dall’energia e dalla purezza della gioventù. Per questo da anni in collaborazione con alcuni partner storici come Amiu e Iren si prefigge di essere non solo più impattante possibile nel coinvolgimento di bambini e ragazzi, ma di esserlo il meno che può con l’ambiente, con l’avvento delle mini borracce per renderla Plastic Free.

Un focus ambientale che attraversa l’Orbe e anzi più nel dettaglio lo circumnaviga ce l’ha anche The Ocean Race, la prestigiosa regata, che ha toccato terra in Italia per la prima volta in Italia la scorsa estate proprio a Genova per il Gran Finale, l’ultimo approdo, con la triestina Francesca Clapcich a sollevare il trofeo sul palco del Waterfront, prima velista italiana a riuscire nell’impresa. Tra gli scopi espliciti della competizione, sfruttando il suo prestigio Internazionale e un accordo con il Segretariato generale delle Nazioni Unite per gli oceani, c’è l’attività di promozione della difesa dei setti mari e dei loro ecosistemi, portata avanti attraverso un’apposita società, la Relay4Nature.

Come la Ocean è un lungo viaggio a tappe in cui l’ultimo porto da cui si è salpato il convoglio di avventurosi in gara consegna il testimone di una grande sfida alla prossima meta, tutto il significato della Giornata della Terra consiste nel valore di tramandare il mondo da una generazione all’altra più ricco in valore di come lo si è trovato. Di fatto è il messaggio, a volte ascritto ai nativi americani, ma certamente appartenente anche alle tribù Maori, così come riportato da sir Robert Baden-Powell, e posto al centro della sua proposta educativa: “Noi non abbiamo ereditato il mondo dai nostri padri, ma lo abbiamo avuto in prestito dai nostri figli e a loro dobbiamo restituirlo migliore di come lo abbiamo trovato”. Un testimone da passare anche con lo spirito di De Coubertin, da bravi sportivi, come una staffetta ideale, dalle future generazioni a noi.

Federico Burlando

Qui il discorso del capo delle tribù Duwamish e Squamish Seattle, a cui è ispirato il nome della celebre città dello stato di Washington, del 1854 di cui si riporta un ulteriore passaggio:

“Se noi vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare che essa è sacra e dovete
insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni tremolante riflesso
nell’acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi, nella vita del mio
popolo.
Il mormorio dell’acqua è la voce del padre, di mio padre. I fiumi sono i nostri fratelli ed essi saziano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono i nostri fratelli ed anche i vostri e dovete perciò usare con i fiumi la gentilezza che userete con
un fratello”

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