Erica Barbieri: “Lo Sport mi ha insegnato la caparbietà”

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Nell’immaginario comune il Judo è spesso fissato come lo Sport che più insegna a reagire di fronte a una forza avversa, ribaltando quanto viene lanciato addosso e capovolgendolo a proprio favore. Un approccio che si fa filosofia e prescinde dalle singole tecniche. Erica Barbieri nella sua carriera agonistica è stato un fulgido esempio di come portare sul tatami contemporaneamente tutte le sfaccettature più nobili della disciplina, ma è soprattutto fuori da esso che ha dato prova di una tempra fiera e resiliente, traendo energia dalle difficoltà più stringenti per proiettarsi con ancora più slancio verso nuovi obiettivi.

Quando è stata premiata come Atleta Ligure dell’Anno, nel 2008, era in un punto di spartiacque del suo lungo viaggio, che da La Spezia l’ha portata prima a indossare i colori del Gruppo Sportivo dei Carabinieri, che ancora oggi difende con orgoglio e senso del dovere, e da lì in giro per il mondo a battersi in rassegne Europee, Mondiali e, infine, anche Olimpiche. Pur con dei risultati straordinari, non era riuscita a qualificarsi per Pechino per un soffio…e come reazione, cominciò già da quel palco a programmare la spedizione di Londra quattro anni dopo. Lo Sport è saper vedere una partenza appena tagliato un traguardo, ed è bello fermarsi un attimo per vedere tutti quelli tagliati da Erica, una via maestra per le future generazioni.

Cosa ricordi del momento della tua premiazione sul palco di Stelle nello Sport?

“Non ho una buona memoria, ma ricordo l’emozione di essere premiata a “casa”, nella mia regione, dopo già diversi anni che mi trovavo a Roma! Ed anche l’onore di farlo indossando l’uniforme dei Carabinieri: noi atleti solitamente indossiamo gli abiti tecnici e solo in occasioni speciali la divisa!”

Cosa ricordi dei risultati e traguardi raggiunti negli anni in cui il pubblico ligure ti elesse tra le Stelle nello Sport liguri?

“Venivo da un 2007 ricco di soddisfazioni: Universiadi, Giochi Mondiali Militari, diverse medaglie ai Tornei preolimpici e la sensazione di poter arrivare dove volevo. Ma nel 2008 la doccia fredda della mancata qualificazione a Pechino…per fortuna qualche gratificazione, come il vostro riconoscimento, ci voleva per addolcire un anno orribile”

Come è poi proseguito il tuo cammino sportivo?

“Il quadriennio successivo è stato altrettanto ricco di soddisfazioni con medaglie importanti a livello europeo, sia a Squadre che individuali, un podio sfiorato ai Mondiali e medaglie ai tornei di qualificazione olimpica… Che si è concluso con la partecipazione a Londra 2012! Purtroppo l’avventura olimpica si è conclusa con un nulla di fatto, ma l’emozione di esserci è davvero incredibile!”

Lo Sport fa ancora parte della tua quotidianità?

“Non in forma attiva…seguo gli atleti della nazionale e seguo un po’ la Pallavolo perché interessa a mio marito. Ma per il momento non trovo il tempo per fare sport purtroppo. Per lavoro sono pendolare fra Levanto e La Spezia, ho due bimbe piccole ed il tempo è davvero poco!”

Cosa ti ha insegnato lo Sport da metter in pratica nella vita?

“Lo Sport mi ha davvero insegnato moltissime cose! Ad imparare dalle sconfitte, a non arrendermi davanti alle difficoltà, il valore dell’impegno per raggiungere l’obbiettivo prefissato, a non aver paura della fatica fisica, a sopportare il dolore, la caparbietà…ed anche a livello fisico ti lascia una bella eredità! Per esempio la prontezza di riflessi, la capacità di fare da sé certe cose “faticose” o che richiedono forza. Pur essendo il judo uno sport prettamente individuale, mi ha insegnato il valore della squadra”

Qual è il tuo legame con la Liguria? Cosa ti piace di più della Regione?

“Adoro la geografia della Liguria, il suo profilo sul mare che scende ripido a tuffarsi in mare…quando vengo in treno verso Genova, fra una galleria e l’altra, riesco davvero a cogliere la Bellezza senza fine. Immagino di non essere originale, ma il tratto da Santa Margherita a Genova è qualcosa di emozionante! Senza nulla togliere alle Cinque Terre, naturalmente, ma magari a quelle sono più abituata!! Mi piace anche, checché se ne dica, il carattere dei Liguri…e poi la cucina tipica…non so come ho fatto a vivere tanti anni a Roma senza la mia focaccia quotidiana!”

Cosa consiglieresti a una bambina o a una ragazza che si avvicina al Tatami per la prima volta?

“Ai genitori che mi chiedono un parere, consiglio sempre il Judo per i loro bambini perché è davvero uno sport completo che sviluppa un sacco di capacità: dalla coordinazione, al senso del tempo e dello spazio, del corpo nello spazio. Senza contare che la lotta è una cosa così naturale per i bambini. E poi si impara la disciplina, il rispetto per l’avversario, per il maestro e per il dojo (la palestra)!

Alle bambine e ragazze che si avvicinano al judo potrei dire che, oltre a tutto quello che ho già detto, il judo potrebbe fornirgli una certa capacità di reazione e di difesa in caso di aggressione… E purtroppo non è una cosa da sottovalutare al giorno d’oggi”

Quale augurio rivolgi a Stelle nello Sport per i suoi 25 anni? Quali aspetti ti piacciono di questo progetto?

“Auguro a Stelle nello sport di poter continuare nella sua attività con la stessa passione di sempre! E con la consapevolezza dell’importanza del loro lavoro nel riconoscere il merito degli atleti e, con il loro premio, a stimolare ancor di più la loro voglia di vincere e portare in alto il loro nome, quello della società che rappresentano, della Regione Liguria e dell’Italia!”

Federico Burlando

Si ringrazia l’Arma dei Carabinieri per aver permesso lo svolgimento dell’intervista

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