Davide Pignone e l’amore per il Canottaggio: “Mi ha insegnato tutto”

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Lo Sport è finire la prova più estenuante con il record più soddisfacente, alzare lo sguardo spossati e puntare subito un altro probante obiettivo, che sia sempre afferente al mondo dello sport oppure no, ma sempre con l’adrenalina di chi sa mettersi in gioco.
Si è quindi sportivi in tanti modi differenti e tutti nobili, e su quel palco nel 2005 ce ne erano di veramente grandi: Davide Pignone premiato tra gli Atleti Liguri dell’Anno per i suoi risultati nel Canottaggio dalle mani un titano della disciplina come Giuseppe Abbagnale, un’altra fulgida dimostrazione che una volta diventati sportivi si resta tali per tutta la vita, e si porta la determinazione dell’agonismo in ogni sfida che si va ad affrontare.

Davide è asceso su quel palco per i piazzamenti finali, difendendo l’azzurro dell’Italia e della Elpis Genova ma poi da lì ha saputo farsi strada per il lavoro che c’era dietro di essi, quello che magari non si può osservare da fuori ma poi si vede chiaramente quando c’è una prova ad affrontare. Lui non solo ci è andato incontro con la consapevolezza di chi sa come aggredire un traguardo, ma ha imparato remando a levare il capo per andarsene a cercare di tali che fossero alla sua altezza. Rivolgendola all’indietro, ci può vedere solo motivi di soddisfazione, in coda l’uno dopo l’altro, sino a quel 2005 che è sempre più lontano, ma resta comunque un brillante traguardo dell’orizzonte passato, e un barchino di partenza per tutte le rotte del futuro.

Cosa ricordi del momento della tua premiazione sul palco di Stelle nello Sport?

“Ricordo molto bene l’emozione di salire su un palco come quello del Carlo Felice, gremito di persone pronte a celebrare i propri beniamini sportivi. Ricordo anche l’incontro con un mio omonimo, Alex Pignone, campione di Nascar e di moto, con il quale ancora oggi sono in contatto”

Cosa ricordi dei risultati e traguardi raggiunti nell’anno in cui il pubblico ligure ti elesse tra le Stelle nello Sport liguri?

“Ricordo il raggiungimento di una finale ai mondiali Under 23 di Amsterdam in singolo e un secondo posto ai campionati italiani Under 23 di Ravenna. Il singolo è una delle discipline più dure del Canottaggio e anche una di quelle che amo maggiormente: tu, la barca e l’acqua, nient’altro. Totalmente immerso nella natura e nei tuoi pensieri, concentrato al massimo per vivere tutta la gara nella tua testa, ancor prima di staccarti dal barchino della partenza”

Come è poi proseguito il tuo cammino sportivo?

“Negli anni successivi mi sono concentrato più nello studio che nello sport e di fatto ho quasi del tutto eliminato il Canottaggio dalla mia vita. Per me fare Canottaggio significava farlo ad alto livello: praticarlo con risultati mediocri e non riuscire a provare di nuovo quelle sensazioni in barca, che solo quando sei davvero allenato puoi provare, non era stimolante”

Lo Sport fa ancora parte della tua quotidianità?

“Purtroppo no. Negli anni successivi a quelli del Canottaggio ho praticato altri sport a livello completamente amatoriale come il Trail Running. Sport completamente diversi ma che ugualmente portano il fisico allo sfinimento. L’obiettivo era diventato competere con sé stessi e “sentire” sempre di più il proprio fisico durante le ore di gara (gare anche di 60km) piuttosto che competere con chi quello sport lo fa a livello agonistico. Era un po’ come fare l’esordiente nel Canottaggio: vedi gli agonisti seri come “mostri sacri” capaci di realizzare imprese impossibili ma non ti viene in mente nemmeno una volta di voler metterti in competizione con loro. L’esordiente fa un altro sport: con soddisfazioni che vanno al di là di vincere delle gare ma che appartengono più alla sfera del conoscimento personale e del superamento dei propri limiti fisici”

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Cosa ti ha insegnato lo Sport da metter in pratica nella Vita?

“Mi ha insegnato tutto: la perseveranza e la gestione dello stress in primis, ma anche la capacità di stare con gli altri e di cercare di superare sempre se stessi”

Qual è il tuo legame con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

“A 17 anni ero già fuori casa per il canottaggio. Ho passato 1 anno a Terni al College federale, poi 8 anni a Pavia sempre per il canottaggio e poi, per lavoro, altri 2 anni a Milano e 7 anni a Bologna prima di ritornare definitivamente a Genova. Da Pavia in avanti, però, tutti i week end tornavo nella mia Liguria: un posto che, dal mio punto di vista e con tutti i suoi limiti, non ha eguali in Italia”

Cosa consiglieresti a un bambino o a un ragazzo che si avvicinino al Canottaggio per la prima volta?

“Di divertirsi prima di tutto e di godere di tutte le piccole sensazioni che la barca ti regala, al di là della fatica”

Quale augurio rivolgi a Stelle nello Sport per i suoi 25 anni? Quali aspetti ti piacciono di questo progetto?

“L’augurio è quello di continuare ancora per moltissimi anni: è un progetto che da un lato rende gli sportivi orgogliosi di essere premiati e riconosciuti dai propri “compaesani” e dall’altro fa conoscere a noi cittadini i tanti sportivi di alto valore che abbiamo. Forza Stelle nello Sport, grazie per quello che è stato fatto in questi anni e auguri per gli anni a venire!”

Federico Burlando

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