Bianca Del Carretto: “La mia Scherma in giro per il Mondo”

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Ne colpisce più la penna della Spada, recita l’adagio, parafrasandolo. Ma i profili dell’uno e dell’altro si confondono nel messaggio con cui Bianca Del Carretto ha salutato lo Sport professionistico nel 2016 e ha toccato tutto il mondo della Scherma. Delle parole che andrebbero incise su delle lastre, ed esposte nelle pubbliche piazze, come gli Antichi Romani facevano per le leggi che dovevano essere di pubblica conoscenza. C’è tantissimo da ricordare di quell’addio e di Bianca come atleta. In quel momento salutava con eleganza, come si conviene per la sua disciplina, con i guanti intonsi di una spadaccina senza macchia né paura, anche se le mani se le era sì sporcate, di “sogni ed incubi, di aerei, di spalle lussate, notti insonni, di urla, di gioia e di rabbia, e di tantissimo altro ancora” e di tutto ciò di cui era stato composto il suo viaggio. Partito dalla Liguria, dal club della sua Rapallo, e proseguito “per 26 anni in giro per il mondo”. Con tre tappe che vogliamo qui ricordare e commemorare: 2003, 2008, 2010 sempre tra le Atleti Liguri dell’Anno, non è stata una semplice Stella, ma una costellazione.

Non ci sono solo i risultati nella sua, anche se purtroppo “sono l’unico modo per farsi ascoltare da chi non vuol sentire”; c’è l’esempio di una figura che armi in pugno si è sempre battuta per i propri sogni, e nel farlo è cresciuta, e resta la sua vittoria più grande, a prescindere dal fatto di quanti tra questi ne abbia colti in pieno o solo sfiorati. E giustamente ancora oggi a ricordarli, parla di formazione. Consapevolezza di ciò che voleva diventare. E quando l’adrenalina della pedana si scioglie con la tensione agonistica, a mente fredda ci si accorge che tra le fatiche e le emozioni, lo Sport ha finito per impartire la lezione più importante: apprendere come apprendere. Nei 25 anni di Stelle nello Sport se ne sono viste di storie esemplari per piazze ideali, da cui farsi coprire ogni dì come sprone per mantenere la guardia sempre più alta ogni giorno, per avvicinarsi un po’ di più ai propri sogni.  Ma se non è facile seguire passo dopo passo questa strada letteralmente ogni ventiquattrore, si può dire che ieri Bianca Del Carretto mostrava dalla pedana e spiegava dal palco, oggi resta ancora tutto validissimo, ma sentiamo l’esigenza di farci pungolare un poco, dritti al cuore, ma anche da capo a piedi, come si conviene nella Spada.

Sei salita per ben 3 volte sul podio delle atlete Liguri dell’Anno, nel 2003, 2008, 2010. Hai continuato a crescere assieme a noi anche se eri già grande alla prima premiazione. Cosa hai provato la prima volta?

“Nel 2003, la prima volta che sono stata premiata, avevo 18 anni, era l’anno del mio primo Mondiale assoluto, da lì a poco sarei entrata in Aeronautica Militare, insomma, un anno di grandissimi cambiamenti. È stato forse l’anno in cui ho realizzato di poter fare della scherma davvero la mia vita, anche professionale ed essere premiata da Stelle Nello Sport mi ha aiutato ad acquisire ancora più consapevolezza in quello che stavo per e volevo diventare”

Quanto ti sei sentita orgogliosa quando il pubblico ligure ti ha eletto tra le Stelle addirittura altre due volte?

“Per me è stata sempre una bellissima sorpresa, non ho mai dato per scontata la mia candidatura tra le Stelle -tanto meno la mia elezione! -. Ho sempre vissuto questo riconoscimento con molta gratitudine ed orgoglio nei confronti della mia regione”

Cosa ricordi dei risultati e traguardi raggiunti in queste splendide, gloriose stagioni?

“Sono stati anni di formazione, fatica e tanta soddisfazione. 

Ricordo soprattutto le emozioni, legate ai risultati ma non solo. Sicuramente la giornata in cui abbiamo vinto il Mondiale a squadre nell’ottobre 2009 occupa uno spazio speciale tra i miei ricordi. Più di tutto, in ogni caso, ricordo il grande lavoro e la tanta strada fatti insieme al mio Maestro Roberto Cirillo, senza il quale non sarei mai arrivata a questi livelli”

Come è poi proseguito il tuo cammino sportivo dopo il 2010?

Nel 2009 mi sono trasferita a Legnano, per seguire mio marito e perché sapevo che avrei avuto la possibilità di allenarmi bene e continuare il mio percorso con Roberto. Nel 2012 ho fatto le Olimpiadi di Londra, che non sono andate come avrei voluto, ma che comunque reputo un passaggio importante della mia vita sportiva e non solo. Nel 2013 ho iniziato ad allenarmi a Milano, con il Maestro Andrea Candiani, nel 2014 ho vinto gli Europei Assoluti individuali e la medaglia di bronzo ai Mondiali a Squadre. Nel 2015 ho fatto il mio miglior Mondiale individuale, chiudendo tra le prime 8. Sfortunatamente non ci siamo poi qualificate alle Olimpiadi del 2016 e lì ho deciso che fosse il momento di iniziare una nuova vita

Spada femminile, si ritira Bianca Del Carretto

Lo Sport fa ancora parte della tua quotidianità?

“Nella mia quotidianità, in questo momento, non c’è davvero spazio per lo Sport, almeno per come lo intendo io. Mi manca molto l’adrenalina delle gare, mi è sempre piaciuto allenarmi ma quello che provi durante la competizione è davvero difficile da replicare nella vita “normale”. Cerco di seguire la Scherma quando posso, avendo ancora qualche amico e amica nel circuito. “Purtroppo” mio figlio maggiore ha cominciato a fare scherma, quindi sembra che avrò motivo per vederne ancora per un po’ di tempo…!  “

Cosa ti ha insegnato lo Sport da metter in pratica nella Vita?

“La scherma ha condizionato tutto della mia vita, a partire dal fatto che sono sposata con un ex spadista che ho conosciuto ad un allenamento under 20…

Scherzi a parte, la vita che ho fatto, ha inciso sul mio modo di essere, pensare e comportarmi. Mi ha insegnato a farcela da sola, ad affrontare difficoltà e tensioni a viso aperto, affidandomi a me stessa ed al lavoro fatto per prepararmi. Non ho mai paura di faticare troppo e so di poter contare sul mio impegno per raggiungere i miei obiettivi. Vorrei mi avesse insegnato anche a perdonarmi un po’ di più, ma ci stiamo ancora lavorando…”

Qual è il tuo legame con la Liguria? Cosa ti piace di più della Regione?

“Io ho vissuto a Milano e dintorni per circa 10 anni, sono tornata quando è nato il mio primo bimbo e sono felice di averlo fatto. La cosa in assoluto che preferisco del vivere qui è, in maniera molto scontata, la vicinanza al mare. Mi è mancato moltissimo ed avere la possibilità di vederlo, viverlo e respirarlo ogni volta che lo desidero è un privilegio che ho imparato a non dare per scontato”

Cosa consiglieresti a una bambina o a una ragazza che si avvicina alla Pedana per la prima volta?

Consiglierei di prendersi il proprio tempo, trovare la propria dimensione in pedana e capire quali sono i suoi punti di forza per sfruttarli al meglio. E, decisamente, di divertirsi senza prendersi troppo sul serio prima del tempo!

Quale augurio rivolgi a Stelle nello Sport per i suoi 25 anni? Quali aspetti ti piacciono di questo progetto?

“Auguro di mantenere il prestigio e la visibilità guadagnati meritatamente nel corso degli anni! Penso che Stelle Nello Sport sia un progetto di grande importanza non solo per gli sportivi affermati, ma anche e soprattutto per i giovani che possono trovare una forte motivazione nell’essere nominati e salire su un palco tanto importante”

Federico Burlando

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