A Matteo Arnaldi l’Oscar di Stelle nello Sport . “Felice di portare la Liguria nel Mondo”

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Si chiede Giulietta se una rosa cesserebbe d’avere il suo profumo, se cambiasse di nome; forse però la Davis, la Coppa del Mondo del Tennis, restituisce meglio le proporzioni di quello che ha combinato Matteo Arnaldi assieme a tutta la squadra azzurra, come la chiama a volte, la Davis, dopo aver contribuito a riportarla in Italia, e quasi nel cortile di casa sua.

Perché Genova in questo 2024 vuole essere la casa di tutti gli sportivi, liguri, italiani ed Europei, e per accoglierli questo week end ha steso un tappeto verde nel municipio, un rettangolo di smeraldo intarsiato dalle linee bianco alabastro necessarie per giocare a Tennis, e da una rete bassa, per permettere alle dozzine di bambini occorsi di duettare con Matteo e con  Diego Nargiso, tennista napoletano di nascita e genovese di adozione, il cui nome, come finalista, è pure inscritto sugli annali, per lui due volte d’argento, della Coppa.

È una storia d’amore tormentata quella tra gli Italiani e la Davis, ben più di quella di Romeo e Giulietta che perlomeno non son dovuti restare distanti a lungo dopo la prima volta che si sono abbracciati. I cavalieri azzurri di racchette armati hanno provato più volte a riconquistare l’amata, ma dal 1976 è sempre fuggita e di conseguenza non l’hanno mai vinta. Ora che Matteo e questa Giovine Italia sta illustrando una nuova Età dell’Oro colmandola di stagione in stagione di capitoli sempre nuovi, è definitivamente riesplosa la passione. Così, tra l’ennesima vittoria di Jannik Sinner contro Djokovic in semifinale all’Australia Open e la vittoria in rimonta contro Medvedev che vale il ritorno al podio più in alto di uno slam, ha parlato sabato 27 gennaio durante l’evento dedicato a lui e al trofeo esposto a Palazzo Tursi:

“Ringrazio tutti perché è un evento incredibile, c’è pieno di gente! Genova diventerà Capitale dello Sport ed è qualcosa per tutta la Liguria. Ci son tanti atleti che rappresentano la regione in giro per il mondo, e son contento di far parte di loro, e di aver portato soprattutto a casa la Coppa del Mondo, assieme a tutto il resto dell’Italia. Ci sono stati intoppi, partite difficili, a Malaga è iniziata con me che perdevo tre match point, però piano piano ne siamo venuti fuori”

Ha spiegato come, per quanto sia stato fondamentale Sinner, il successo sia arrivato come Nazionale, gruppo, collettivo, come in quasi tutti i più epici successi tricolori: “Jannik soprattutto ha portato tanti punti importanti, però credo che noi siamo sempre stati una squadra unita, piano piano siamo andati a migliorare durante la settimana fino ad arrivare in finale dove abbiamo giocato il nostro miglior tennis. Il mio momento più bello della Davis, tra i tanti, forse è stato quando la palla è terminata fuori e siamo corsi tutti in campo per abbracciarci”.

Si è poi soffermato ulteriormente sul portentoso compagno, mai come prima d’ora sulla cresta dell’onda, con la solida speranza di restarci a lungo, e sul rapporto che avevano durante la competizione: “Sinner ha un buon tempo sulla palla, quindi di destro o sinistro non c’è tanta differenza, mi piace molto come colpisce la palla e come sta sempre lì durante il match, non ha cali, è sempre la stessa persona durante tutto il match. Parliamo un po’ di Formula 1, di motori, in Davis ci siamo confrontati un po’ con tutti gli altri ragazzi sul Tennis e su cosa si può migliorare e cosa no”.

Un momento abbagliante per tutto il movimento, che non solo riporta alla memoria i passati fasti, ma fa credere che possano finalmente essere superati, una nuova alba, la più ardente di gloriose luci, dopo le tenebre più profonde. Partorita, anche qui, da un amplissimo lavoro di squadra che contempla tutta l’ambiente:

Non so se è in atto una Rivoluzione del Tennis Italiano o se c’è già stata, tutto ciò che arriva adesso è frutto del lavoro negli anni precedenti fatto dalla Federazione, iniziato tanto tempo fa. Credo che noi, io assieme a tutti gli altri ragazzi, riusciamo a portare il Tennis in tutte le città d’Italia e di far appassionare i ragazzi ancora di più rispetto a prima”.

La stella Matteo Arnaldi nel firmamento della Coppa Davis

Lo sguardo dallo Stivale si riduce a quell’arco che si propaga dai piedi delle Alpi alle valli degli Appennini, e che lambisce il Tirreno, a quel fiorito cantuccio che sembra essere terra fertile per i campi da Tennis, e che in generale assieme al Mare e ai Monti sembra avere lo Sport nelle ancestrali radici:

“Credo che in Liguria ci siano tanti talenti in tutti gli Sport, e soprattutto nel tennis, nella “parte di là”, come Mager, Fognini…e la Federazione ci da una grossa mano, come le strutture per allenarsi”.

Matteo Arnaldi: la strada dell’eccellenza nel Tennis passa ancora da Sanremo

Quindi, in questo 2024 ambizioso per Genova e la regione, con Matteo che è appena diventato ambasciatore di Genova Capitale Europea dello Sport, per confermarsene una volta di più rappresentante più che degno, non può che annunciarne di probanti, perché anche se è già un Campione del Mondo, queste proporzioni non gli bastano ancora:

“Ci sono tanti obiettivi per questo 2024, uno era giocare il tabellone in Australia, che non avevo ancora mai disputato, così come altri ATP, che sono in programma, e che l’anno scorso non avevo giocato, come Miami, India Wells e Montecarlo. Piano piano voglio salire nel ranking, uno dei primi obiettivi sarà diventare testa di serie a livello Slam. Sarei contento se ne vincessi uno, eheheh! In realtà, ho tanti obiettivi ma sarei contento se continuassi a migliorare, ad alzare il livello giorno ogni giorno, a competere con i più forti”

Federico Burlando

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