Simone Corona, una linea tra Hockey, Scuola e Sarzana: “Lo consiglio a tutti i bambini”

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Il percorso più breve che collega due punti è una linea retta, distinta come il filo che avvolge Sarzana all’Hockey su Pista.
Si potrebbe dire che sono due diversi volti di uno stesso punto fermo nella vita di Simone Corona, una duplice costante da far partire tutte le direttrici d’azione. Il percorso più breve che tuttavia è il più facile e veloce solo sul piano euclideo: sul campo da gioco e da allenamento c’è sempre invece tantissimo lavoro da fare per raggiungere il vertice e mantenerlo.

Numero uno dei numeri uno nel 2010, portiere Juniores delle squadre che si imponevano in Italia e in Europa, quando veniva premiato sul palco di Stelle nello Sport tra gli atleti Liguri dell’anno, ne ha fatta di strada da allora pur quasi non allontanandosi di un passo da quel verde punto al centro di una pista, come giocatore e bandiera, ma anche come riferimento e Professore di Matematica per i suoi studenti. Brillanti risultati con la sua Classe, intesa come talento abbinato alla determinazione, ma anche come insieme di alunni, un’intersezione fondamentale col Gioco di Squadra. Ed ecco se li si mette tutti insieme l’uno accanto all’altro questi punti, tutti i conti tornano e viene fuori una storia sportiva esemplare, di quelle che vanno spiegate per bene, perché in futuro la formula possa moltiplicarsi, magari tendendo all’infinito.

Cosa ricordi del momento della tua premiazione sul palco di Stelle nello Sport?

“Io avevo vinto il premio per una delle categorie giovanili, e mi ricordo che già mi faceva strano essere premiato a Genova, essendo sempre cresciuto a Sarzana, dove vivo ancora oggi, e vincere un contest a livello regionale”

Cosa ricordi dei tuoi risultati e traguardi raggiunti nell’anno in cui il pubblico ligure ti elesse tra le Stelle nello Sport liguri?

“Quell’anno lì, quando ho vinto il premio di Stelle, ero andato nella Nazionale di categoria, ed ero diventato Campione d’Europa, inoltre con il Sarzana avevo vinto il Campionato Italiano. Un anno ricco di successi, comunque sicuramente non mi aspettavo di avere un ritorno così grande e di poter vincere una premiazione con un tal numero di atleti in lizza!”

Sei ancora in Pista tanti anni dopo il premio. Quali sono state le emozioni e le soddisfazioni più grandi della tua carriera sportiva?

“Dopo quell’anno lì ho fatto un anno di giovanili a Viareggio e poi sono tornato a Sarzana, e son 10 anni che difendo la porta della squadra in cui sono cresciuto, con cui ho vinto il primo trofeo della storia Senior, la Coppa Italia, nel 2022, e son felice di essere arrivato, cresciuto nella mia società, al suo punto più alto. Tra l’altro quella vittoria lì ci ha permesso anche l’anno dopo di giocare la Champions League, ed è stato magico poter affrontare le squadre più forti d’Europa con la maglia del Sarzana che è una cittadina di 20 mila abitanti!”

Come mantieni il tuo corpo in forma?

“Giocando in Serie A1 e allenandoci tutti i giorni siamo seguiti da massaggiatori e professionisti. Avendo ancora l’Hockey uno spazio importantissimo nella mia vita cerco logicamente di fare tutto per rendere al meglio in pista anche adesso che ho 31 anni”

Cosa ti ha insegnato lo Sport da metter in pratica anche fuori dal campo di gioco?

Lo Sport insegna prima di tutto impegno, organizzazione, dedizione pe raggiungere i risultati. Io, assieme all’Hockey, ho sempre studiato, mi sono laureato in Matematica, a Pisa, dopo ho cominciato la mia carriera parallela da Professore. Adesso, sempre grazie agli insegnamenti dello Sport che ti spinge a continuare a impegnarsi per raggiungere gli obiettivi, sono professore di ruolo nel Liceo della mia città. Lo Sport non priva di momenti a livello sociale, anzi aiuta a gestire il tempo, a organizzarsi, a essere più focalizzato sui propri obiettivi e a creare dei legami solidi che poi sono quelli che durano di più nel tempo”

Qual è il tuo legame con la Liguria? Cosa ti piace di più della Regione?

“È un legame veramente d’amore, perché io vivo nella zona delle Cinque Terre, e sono ad esempio un grande camminatore e ho battuto tutti i sentieri che vanno dalla mia zona sino a Levanto, zona Cinque Terre, Porto Venere…e sono sempre innamorato, come il turista che viene a visitarla la prima volta”

Il Secolo XIX ha illustrato i recenti successi del “Professore con i Pattini”. Come  ai tempi dell’Avvio Sprint, in realtà l’ennesima tappa intermedia nel periodo di grande crescita dell’Hockey Sarzana

Cosa consiglieresti a un ragazzo che si avvicina a una Pista di Hockey per la prima volta?

“Io faccio promozione con la mia società nelle scuole, negli asili, per portare i bambini a praticare questo Sport. Quello che consiglio a tutti i bambini: è uno sport speciale, dentro l’Hockey si insegnano due sport! Il pattinaggio, che comunque è una cosa bella saper pattinare, e poi c’è l’agonismo della stecca, della partita, che è tipico degli sport di squadra, condisce tutto con un senso ancora più bello. È veramente uno Sport che non richiede un grande sacrificio, bisogna imparare bene a pattinare, le basi, ma poi da grandi soddisfazioni, e anche i ragazzi della mia età che giocavano e poi hanno smesso vengono sempre a fare delle amichevoli, tra di loro, a livello amatoriale e non agonista, perché è uno Sport che quando si inizia si fa fatica a lasciare”

Quale augurio rivolgi a Stelle nello Sport per i suoi 25 anni? Quali aspetti ti piacciono di questo progetto?

“Che continui altri 25 anni, almeno! È veramente un progetto molto bello, che da la possibilità a un ragazzo veramente qualsiasi di essere premiato per i suoi risultati giovanili, per il suo impegno, di essere veramente una Stella,  e di essere a contatto con delle stelle vere. Mi ricordo che alla mia edizione della premiazione c’era Mimmo Criscito, che è sempre stato un mio idolo calcistico e un giocatore che avevo a tutti i Fantacalci:  quando sono stato chiamato nel suo stesso contesto, è stato una grande soddisfazione”

Federico Burlando

 

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