Genova e la Coppa Davis: un filo lungo quasi 100 cento anni

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Le emozioni del 26 novembre scorso sono ancora fortissime. Sinner, Arnaldi, Musetti, Sonego, Bolelli. Una formazione che mai nessuno dimenticherà, con ben tre liguri di nascita o tesseramento sportivo.

La Coppa Davis arriva a Palazzo Tursi nell’ambito del Trophy Tour della Federazione Italiana Tennis e Padel. La preziosissima “Insalatiera”, inseguita dal Tennis azzurro per 47 anni, sarà a disposizione delle gratuite visite del pubblico nelle giornate di Sabato 27, Domenica 28 e Lunedì 29 gennaio dalle ore 9 alle 19 e Martedì 30 gennaio dalle 9 alle 12 all’interno del Salone di Rappresentanza. 

Tratta da Pagina Facebook Ufficiale Fitp

Un appuntamento importante, quello tra la città e la Coppa, fortemente voluto dalla FITP Liguria e inserito nel calendario eventi di “Genova 2024 Capitale Europea dello Sport”. 

Siamo orgogliosi di ospitare la Coppa Davis a Genova – conferma Alessandra Bianchi, assessore allo sport del Comune di Genova – e regalare a genovesi e turisti l’opportunità di vedere da vicino un trofeo che è nella storia dello sport mondiale. Dopo l’inaugurazione della Mostra delle Società Centenarie promossa dal Coni, con la recente visita del Ministro per lo Sport Andrea Abodi, l’arrivo della Davis è un altro momento di grande visibilità nazionale per Genova 2024. I visitatori potranno ammirare un trofeo che, oltre all’inestimabile valore sportivo, racchiude in sé anche un profondo legame storico con la nostra città nato nel lontano 1928, consolidatosi con le altre 7 edizioni giocate a Genova e tutt’ora in essere con la presenza di due giocatori in squadra, portacolori dei nostri Circoli”.

Un’occasione unica per essere davvero partecipi di un successo che non è stato soltanto di noi tennisti – spiega Andrea Fossati, presidente Fitp Liguria – ma di tutti gli italiani, sportivi e non. La Coppa farà il Giro d’Italia e non poteva che essere Genova, Capitale europea dello sport per il 2024, una delle primissime tappe”.

Genova e la Coppa Davis, un feeling speciale nato nel lontano 1928. Nove incontri, sette vittorie, due sole sconfitte, nel 2009 contro la Svizzera di “Sua Maestà” Roger Federer e nove anni dopo contro la Francia, poi finalista sconfitta solo dalla Croazia. Questo il bilancio, più che positivo, delle sfide disputate dalla nostra nazionale all’ombra della Lanterna.

La prima, nel 1928 appunto, contro la fortissima Australia. L’ultima contro la Francia, nel 2018, è stata l’ultima edizione della competizione organizzata con il vecchio format. Genova e la Liguria portafortuna in Davis, anche e soprattutto ricordando la vittoria a Sanremo nell’ottobre 1982 contro la Corea del Sud.

Quarantacinque centimetri di altezza, con posa su tre piedistalli: la Coppa Davis potrà essere ammirata dalle ore 9 di venerdì 26 gennaio. E proprio nelle mattinate in settimana saranno diverse le scuole che programmeranno una “gita” a Palazzo Tursi. Nel Salone di Rappresentanza del Comune di Genova arriveranno anche numerose Scuole Tennis. Domenica 28 (ore 18) la Coppa sarà ammirata dai dirigenti dei Circoli tennistici liguri che parteciperanno alla tradizionale Cerimonia annuale di premiazione organizzata dalla Fitp Liguria.

Cinque giornate intense. La Coppa Davis ripartirà il 30 gennaio e non è escluso che alcuni degli “eroi di Malaga” riescano a raggiungere il capoluogo ligure per un evento a sorpresa. Genova e la Liguria, infatti, hanno giocato un ruolo chiave.

Lorenzo Musetti e Simone Bolelli sono storiche “colonne” del Park Tennis Genova, Matteo Arnaldi (vincitore del proprio singolare nella finalissima in terra spagnola) è nato a Sanremo e da lì a spiccato il volo in un 2023 spettacolare, lo stesso Jannik Sinner è cresciuto tennisticamente a Bordighera nella Academy di Riccardo Piatti e Lorenzo Sonego è esploso dopo aver vinto per due edizioni consecutive l’Aon Open Challenger di Genova.

LA STORIA

Di Enrico Casareto

La storia della Coppa Davis a Genova. Dalla prima sfida contro l’Australia nel 1928 sui campi del TC Genova, fino all’ultima, giocata contro la Francia a Valletta Cambiaso nel 2018.

Nove incontri, sette vittorie, due sole sconfitte, questo il bilancio complessivo delle sfide di Coppa Davis giocate a Genova.

Un rapporto d’eccezione quello fra il capoluogo ligure  e la leggendaria insalatiera ‘argento.

Nella storia della nostra nazionale di Davis, iniziata nel 1922, dalla Superba sono infatti partite tre entusiasmanti rincorse, che hanno condotto gli azzurri a un passo dal trionfo finale.

Proprio l’esordio del 1928 contro la fortissima Australia sui campi del TC Genova, rappresentò l’inizio di un sogno che si infranse solo al penultimo ostacolo.

La nazionale italiana infatti, dopo aver battuto i canguri, superò in serie Romania, India e Regno Unito e vinse la finale della zona europea con la Cecoslovacchia qualificandosi per lo spareggio interzonale contro gli Stati Uniti.

Uberto De Morpurgo e Placido Gaslini persero però la sfida che promosse gli americani al Challenge round con la Francia di Lacoste, Cochet e Borotra.

Due anni più tardi la nazionale battè sempre sui campi del TC Genova nella finale zona europea, dall’11 al 13 luglio, una fra le favorite per la vittoria finale, il Giappone. Fu una sfida caldissima, per intensità e condizioni climatiche. Il punto decisivo vinto da De Morpurgo su Ohta venne arbitrato addirittura dal vice presidente della FILT, Clemente Serventi, davanti a un pubblico numerosissimo, in parte assiepato sulle mura dell’Acquasola, limitrofe al campo di gioco. Il lunedì successivo alla grande vittoria gli azzurri partirono per giocare a Parigi un’altra sfortunata finale interzonale contro gli Stati Uniti.

Nel 1998 invece, dopo aver superato l’India sul Centrale Beppe Croce di Valletta Cambiaso, la squadra dell’allora capitano Paolo Bertolucci, successivamente eliminò a Prato lo Zimbabwe e a Milwaukee gli Stati Uniti e conquistò il lasciapassare per la finale del Forum di Assago persa poi a Milano contro la Svezia complice anche l’infortunio alla spalla patito da Andrea Gaudenzi in occasione del suo singola della prima giornata.

Ma torniamo agli anni ’30.

Prima del secondo conflitto mondiale, oltre alle sfide con Australia e Giappone, sui campi del TC Genova si giocarono altri due incontri di Davis, contro Egitto nel 1932 e contro l’Austria nel 1933.

Nel 1932 gli azzurri batterono 3-2 gli egiziani, in virtù del singolare decisivo vinto da Oscar De Minerbi al quinto set contro Granguillot.

Da quel momento la nostra nazionale prese lo slancio per superare nei turni successivi Spagna, Svizzera e Giappone, prima di cedere a Milano alla Germania nella finale della zona europea.

Nel 1933 l’Italia, che schierò De Morpurgo, Giorgio De Stefani e il doppio formato da Valentino Taroni e Augusto Rado, giocò il secondo turno della zona europea contro l’Austria e vinse 4-1 sui soliti campi del TC Genova, ma si arrese poi sull’erba di Eastburne il turno successivo.

Il campionato del mondo a squadre di tennis tornò a Genova solo nel 1964.

La Davis abbandonò il TC Genova 1893, il cui campo centrale, teatro delle partite dal 1928 al 1933 aveva lasciato già il posto al Liceo scientifico Cassini.

Contro la Rhodesia, per il secondo turno della Zona europea, si giocò sulla terra rossa del nuovo Stadio del tennis Beppe Croce di Valletta Cambiaso.

Nicola Pietrangeli, Beppe Merlo e Giordano Maioli in doppio assieme a Nicola, firmarono il 5-0 ma si arresero alla Svezia a Torino nel turno successivo.

Nel 1969 la vittoria contro il Belgio per 4-1 precedette la vittoria sull’ Austria a Barletta, ma la nazionale si arrese poi a Mosca 5-0 contro l’URSS nella semifinale della zona A europea.

Pietrangeli sul Beppe Croce conquistò il singolare della sicurezza contro Drossart. Il grande Nicola, per l’occasione capitanato da Orlando Sirola, a lungo suo mitico compagno di doppio, curiosamente proprio a Genova aveva giocato i suoi primi campionati nazionali juniores a 15 anni.

Dopo la già citata Italia-India del 1998, la successiva sfida alla Svizzera del 2009 rappresentò un evento di portata unica, con Roger Federer ammirato da tutto il centrale Beppe Croce.

Gli elvetici, supportati da un pubblico numeroso e caldissimo conquistarono l’accesso al world group vincendo il play off promozione e l’Italia rimase in gruppo I.

Protagonista assoluto fu naturalmente Roger Federer, numero uno del mondo e ai tempi vincitore di quindici titoli del Grande Slam.

Roger firmò il punto decisivo battendo Potito Starace per 6/3 6/0 6/4. Il doppio formato da Starace e Simone Bolelli aveva tenuto in vita l’Italia accorciando le distanze in virtù del successo sulla coppia Chiudinelli Wawrinka.

Al di là dell’esito della sfida, Genova fu in quel settembre la capitale del tennis italiano, perché la Davis si giocò a breve distanza dalla prima edizione del nuovo AON Challenger Memorial Giorgio Messina con montepremi aumentato da 30.000 a 100.000 dollari.

Nel 2018 infine la Francia staccò il lasciapassare per la semifinale proprio sulla terra rossa di Valletta Cambiaso. Nella prima giornata Fabio Fognini, ai tempi numero 20 del ranking mondiale, battè Chardy pareggiando i conti con i transalpini dopo tre ore e mezza di battaglia. La Francia si aggiudicò poi nettamente il doppio del sabato e firmò l’ultima giornata il punto decisivo con Lucas Pouille, numero 11 ATP, che superò Fognini  2-6, 6-1, 7-6(3).

La sfida fra Azzurri e transalpini rappresentò l’ultima ideale apparizione della Coppa Davis tradizionale in Italia, prima della riforma del torneo e dell’avvento del nuovo format, inaugurato nel 2019 e, ad oggi, resta l’ultimo incontro di Davis organizzato a Genova.

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