Carlo Gatti: “Il Rugby è legacy e condivisione: uno sport duro che forma il carattere”

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Vent’anni dalla premiazione nel 2004 tra gli atleti liguri dell’Anno e 25 di Stelle nello Sport: la somma sfora di uno quel quarantaquattro che forse sarebbe stato perfetto per ricordare le imprese di Carlo Gatti sul campo da Rugby.

Ma con l’ovale va sempre così: la sua forma ordinata è perfetta, ma le sue traiettorie sono impronosticabili. Ed è una metafora di tutto lo Sport: a priori si può già prevedere che strutturerà a modo il carattere, incanalerà la grinta verso la virtù, spronerà alla divertente disciplina del gioco di squadra; ma solo con tante mete raggiunte alle proprie spalle, guardando all’indietro per tutti i passaggi riusciti, si può ricostruire il percorso di una vittoria che va oltre il campo.

Lo mette bene in chiaro: tra i valori di ciò che ha praticato c’è la legacy, l’eredità, da tramandare di generazione in generazione come una palla da difendere nel cuore di una mischia, da far pervenire a chi tende le mani speranzoso verso di essa.

Così dopo il ritiro ha continuato a essere una colonna della sua Pro Recco, prima un (mobilissimo!) pilastro sul terreno di gioco, poi da allenatore un pilone per tutti i giovani che hanno potuto poggiare sulla sua enorme passione come sostegno per lanciarsi a loro volta verso le mete della vita. Sulla stessa direttrice è doveroso ricordare che è tra i fondatori dei Siluri, il gruppo di giovani giocatori delle sue squadre, Cus Genova, Pro Recco, e, dopo gli anni 90’, dei migliori talenti emergenti italiani e liguri, che giocano partite amichevoli a inviti, spesso a scopo di beneficenza. Tanto ha dato e molto gli è stato restituito, proprio anche in quel 2003 che l’ha visto protagonista nella sua terra appena rientratovi, quando salì sul palco con tutta la squadra; e nell’anno dopo in cui ve lo fece salire tutta la Liguria. Forse i conti non tornano alla perfezione, ma solo perché sono saltati come in una Touche in cui si va a seguire una traiettoria imprevedibile, a prenderne una infinita.

Cosa ricordi del momento della tua premiazione sul palco di Stelle nello Sport?

“Quella sera è stata speciale! L’organizzazione ha predisposto un’entrata speciale sul palco di tutta la squadra, che è praticamente apparsa da sotto, lentamente, con la musica della Haka, effetti speciali…insomma, è stata proprio un’entrata fantastica e la sala era molto bella. La cerimonia…è stato molto emozionante!”

Cosa ricordi dei tuoi risultati e traguardi, delle mete raggiunte nell’anno in cui il pubblico ligure ti elesse tra le Stelle nello Sport liguri?

“Tornavo da 7 anni giocati fuori, tra Nazionale e altre cose. È stato speciale perché ritornare a casa e raggiungere degli obiettivi, la Serie A con la Pro Recco, è stato un sogno. Quello è stato un obiettivo speciale per me perché comunque è stato giocato da tutti molto bene”

Come è poi proseguito il tuo cammino sportivo?

“Ho continuato a giocare, ad allenare per diversi anni, sempre coinvolto, adesso poi, ultimamente, per lavoro mi sono leggermente staccato”

Lo Sport fa ancora parte della quotidianità?

“Sì, assolutamente! Penso che quando si pratichi lo Sport ad alto livello, questo rimanga dentro di te, e quindi quotidianamente devo fare Sport per scaricare della tensione, stare meglio, e anche socializzare e stare con gli altri. Fa parte della mia vita”

Cosa ti ha insegnato lo Sport da metter in pratica nella Vita?

“Sembra scontato, ma il Rugby è uno sport particolare, in cui si sviluppa molto il concetto di legacy, di condivisione, di vita col prossimo, e queste caratteristiche poi vengono naturali anche nella vita “normale”, saper lavorare in team facilmente te le trovi anche nella vita quotidiana e nel lavoro”

Qual è il tuo legame con la Liguria? Cosa ti piace di più della Regione?

“Più la conosco, più adoro il forte legame che c’è tra le montagne e il mare, questa connessione diretta che ci permette di viverla a 360°, quando uno finisce di lavorare o in vacanza ti permette di vivere… una vita speciale, outdoor! È proprio magica”

Cosa consiglieresti a un bambino o a un ragazzo che si avvicinino al Rugby per la prima volta?

“Sicuramente a un bimbo direi che potrebbe trovare un ambiente speciale e tantissimi amici. È uno sport duro, però forma parecchio il carattere”

Quale augurio rivolgi a Stelle nello Sport per i suoi 25 anni? Quali aspetti ti piacciono di questo progetto?

“Stelle nello Sport sicuramente è un evento…un qualcosa di speciale che ci ricordiamo tutti, e la cosa più bella che da luce a tante piccole stelline di Sport “minori”, che poi piccole non sono, perché dietro c’è tanto sacrificio, tanto lavoro, e quindi il fatto di vedere in risalto tanti ragazzi e persone che fanno tanti sacrifici, e che non riguardino solo il calcio o Sport più visibili, è una cosa meravigliosa, anche come riconoscimento di tutto il sacrificio che queste persone fanno. Un evento di grande valore e insegnamento come proprio è lo Sport!”

Federico Burlando

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