Michele Bino: “La mia Scherma tra serietà, costanza e resilienza”

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Gli schermidori non sono cavalieri anche se hanno tutti una lama al loro fianco e alcuni tra loro la Spada in ogni sua possibile accezione; e oggi che si ritrova più spesso in arcione su un sellino che in guardia su una pedana, Michele Bino, per meritorie che siano le sue gesta, difficilmente finirà elencato in un qualche ciclo arturiano.

Ma come tutti gli eccellenti sportivi coi Cavalieri della Tavola Rotonda condivide una serie di valori universali di cui è a tutti gli effetti Campione. Ovvero esemplare metro di paragone, ma anche garante e patrocinatore. Di serietà, costanza e resilienza ha fatto mostra tutta la vita; mentre tutti gli altri valori ha cominciato a difenderli a Spada Tratta ben prima di essere premiato tra gli Atleti Liguri dell’Anno nel 2004, nella categoria Junior. E ha continuato a farlo ancora a lungo, cogliendo via via risultati di sempre maggior prestigio, battendosi per i colori dell’Italia e della Cesare Pompilio. Lo ricordiamo nei 25 anni di Stelle nello Sport perché anche se l’arma è nel fodero, l’esempio di un autentico atleta vale sempre, come un cavaliere sempre pronto a dar di sprone.

Cosa ricordi del momento della tua premiazione sul palco di Stelle nello Sport?

“Sono passati ormai 20 anni ma il ricordo del palco del Carlo Felice è ancora vivido: non ero particolarmente emozionato quanto orgoglioso di me stesso e di quello che stavo, sportivamente, facendo”

Cosa ricordi dei risultati e traguardi raggiunti nell’anno in cui il pubblico ligure ti elesse tra le Stelle nello Sport liguri?

“Non ho un ricordo dettagliato dei risultati di quella particolare stagione; il periodo era però quello della nazionale italiana under 20 con la quale avevo vinto l’anno prima i campionati europei di categoria e con la quale avevo iniziato a partecipare con costanza alla stagione di Coppa del Mondo con buoni risultati; a livello italiano ero uno dei primi 4 atleti della mia disciplina: era un momento di grande crescita sia atletica sia umana”

Come è poi proseguito il tuo cammino sportivo?

“Sono arrivato ad essere un professionista della disciplina: nel 2008 sono stato infatti ingaggiato dalle Fiamme Oro, gruppo sportivo della Polizia di Stato.

Dal 2005 al 2010 sono stato parte della nazionale italiana assoluta di Spada, partecipando stabilmente alle diverse stagioni di Coppa del Mondo durante le quali avevo mostrato una costante crescita: ero riuscito, infatti, ad ottenere alcuni interessanti piazzamenti; ho poi conquistato un bronzo individuale ai campionati italiani assoluti e due bronzi a squadre nella medesima competizione; ho vinto il campionato italiano under 23, classificandomi poi 3° in altre due edizioni”

Lo Sport fa ancora parte della tua quotidianità?

“Certamente! Non posso fare a meno di praticare sport: da alcuni anni mi confronto con la disciplina della bici da enduro. Non ho alcuna velleità di risultato ma per partecipare in modo dignitoso alle competizioni è necessario arrivarci comunque preparato fisicamente e tecnicamente: cerco dunque di avere una programmazione settimanale che mi consento di raggiungere tale scopo”

Cosa ti ha insegnato lo Sport da metter in pratica nella Vita?

Serietà, costanza e resilienza: i progetti personali, non solamente lavorativi, non sempre vanno subito nella direzione desiderata, così come i risultati sportivi.

Lo Sport non è altro che una metafora della Vita durante la quale è necessario costruirsi un percorso logico e razionale da seguire (in ambito sportivo: gli allenamenti) affrontando le problematiche che di volta in volta si incontrano concentrandosi sulle possibili soluzioni piuttosto che rimuginare sulle stesse; ovvero, riprendendo il parallelo: il debriefing di una gara e la pianificazione delle successive azioni da compiere per migliorare durante la competizione successiva; la resilienza è poi fondamentale per portare a termine il proprio compito o realizzare un progetto e non fermarsi alle prime difficoltà, così come in ambito  sportivo si sviluppa questa mentalità: “mi è andata male una gara ma subito dopo torno al allenarmi come prima!””

Qual è il tuo legame con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

“Il legame con la mia regione è forte: tutte le settimane sono in giro con la mia bici sui nostri bellissimi monti. Quello che mi più mi piace è la “versatilità” della nostra terra: abbiamo il mare, le montagne, un clima mediamente buono sulla costa, Genova con la sua storia, i porti e tanto altro. Spero di vederla crescere ancora da tanti altri punti vista sui quali siamo ancora carenti”

Cosa consiglieresti a un bambino o a un ragazzo che si avvicina alla pedana per la prima volta?

“Non mi sarebbe possibili dare un consiglio netto ad un bambino od un ragazzo che si approccia alla pedana; gli direi “vai e vedi se ti piace”. È uno sport particolare, complicato da certi punti di vista”

Tratta dal blog della Cesare Pompilio: Filippo Armaleo, Jacopo Musso, Michele Bino, e Sergio Trivelli ai Campionati Italiani a squadre di serie A2 del 2018

Quale augurio rivolgi a Stelle nello Sport per i suoi 25 anni? Quali aspetti ti piacciono di questo progetto?

“Vi auguro di portare avanti il vostro progetto così come lo avete fatto fino ad ora; vi auguro, altresì, di poter diventare sempre di più la voce di tutte le società sportive dilettantistiche davanti alle istituzioni che dovrebbero avere maggiore cura dell’aspetto sportivo inteso come fenomeno educativo.

L’aspetto che più mi piace è quello della valorizzazione dei nostri atleti locali (calciatori di serie A e B esclusi – non ne hanno necessità): per un ragazzo di discipline sportive olimpiche, ma non solo, avere visibilità e riconoscimento da parte della collettività è una gratificazione davvero importante nel suo cammino di crescita umana e sportiva”

Federico Burlando

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