Il Pugilato di Michela Braga tra determinazione, testa e cuore

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Tratta da Profilo Facebook Michela Braga

Un ring è, per definizione, quadrato; si potrebbe credere che difficilmente fantasia e creatività siano tra le sue corde. Si tratta però di una finta iniziale, per nascondere un uno-due di sorprese che arrivano dritte al punto, come con la storia di Boxe di Michela Braga. Parte tre lustri fa da un rovescio su un tatami e arriva ora a un passo dal mettere i guantoni su una cintura che non è nera e che in altri sport potrebbero definire iridata. È chiaro che in carriera ne ha viste, passate e ripassate di tutti i colori, ma si potrebbe dire che ce ne è stato uno solo ad accompagnarla dall’inizio delle sue avventure e viaggi, il Rossetto, preziosa tonalità tipica della Liguria quanto lo era l’azzurro lapislazzulo per il Catai.

La Rossetto Boxe infatti è la società con cui sabato 13 gennaio andrà a gareggiare per il titolo del mondo contro Elizabeth Oshoba per il titolo Mondiale dei Pesi Piuma WBC alla Royal Arena di Copenhagen. Una sfida nella sfida arrivare sin qua, non solo per il percorso che si è messa alle spalle. Era lo scorso febbraio, che conquistava un titolo italiano nella Genova che non ospitava un incontro per il tricolore da 24 anni, imponendosi ai punti 96-94, 95-95, 96-94. Parlando di numeri, classe 1990, aveva 32 anni, quanti quelli di Maggie Mo Cuishle Fitzgerald quando comincia a tirare in Million Dollar Baby, e in capo a una stagione appena va a gareggiare per una cintura mondiale. Michela incrociava i guanti invece già da quando ne aveva 16, ma essere approdata in meno di un anno a disputarsi una cintura che abbraccia la pancia del globo sembra comunque un sogno che ha le patinate sembianze Hollywoodiane di un film, e invece sfiorandolo si presenta solido, reale, quadrato. Come un ring.

A febbraio sei diventata la prima ligure campionessa d’Italia di boxe, e a breve, a poco meno di un anno da questo record, sarai chiamata a vincere una sfida ancora più grande. Ci racconti il percorso sul Ring con cui ti sei spinta a un match dal sogno Mondiale?

“Dopo la vittoria del titolo e la riconferma, difendendolo, a giugno, abbiamo saputo che si era presentata l’occasione di andare per il titolo Europeo, contro la Campionessa in carica. Poi è capitato quello che potrebbe essere considerato un colpo di fortuna, che a volte aiuta. C’era la danese Sarah Mahfoud che doveva difendere il suo titolo WBC Silver e stava cercando una campionessa imbattuta della propria nazione e hanno sorteggiato noi e quelli della WBC hanno sorteggiato noi, una possibilità che abbiamo accolto a braccia aperte”

La soprese però non sono ancora finite!

“Mi hanno cambiato anche l’avversaria, l’abbiamo scoperto solo proprio nell’ultima settimana del 2023, la mia avversaria si è ritirata e ha lasciato il titolo vacante in quanto dopo di me avrebbe avuto la WBC Gold, che è un match ancora più importante, e facendo il match con me avrebbe rischiato di perdere, sarebbe stato qualcosa che poteva succedere, e questo avrebbe compromesso la partecipazione alla WBC Gold e quindi ha preferito abbandonare il titolo Mondiale. Quindi mi hanno sostituito l’avversaria trovandomi un’avversaria molto brava, alta un metro e 80, una nigeriana che vive in Inghilterra, 6 match vinti di cui 3 per KO, quindi noi ora è dalla fine dell’anno che stiamo rivedendo e ribaltando la strategia, quindi doppia sfida nello stesso match, ma andiamo avanti, siamo pronti!”

Da dove nasce la passione per il Pugilato? Quando hai cominciato a praticarlo?

“È capitata quasi per caso. Ho incontrato Simone, avevo circa 16-17 anni, ero una bambina, mi ha invitato a provare pugilato nella sua palestra, io già praticavo Judo ma ero ferma perché mi ero fatta un po’ male alla schiena. Quindi mi ha consigliato per rinforzare un po’ la muscolatura dei dorsali di provare il pugilato, è stato amore a prima vista e non ho più smesso”

Qual è l’emozione più grande che hai provato nella tua carriera sportiva?

“L’emozione più grande…è difficile da dire che sia stata una sola, perché comunque questo sport è un minestrone di emozioni, di sensazioni, che sia stato un esordio, un rientro che ho fatto dopo 6 anni di fermo, sia l’esordio nel Professionismo, il titolo italiano, la difesa del titolo, quando vinsi i campionati italiani universitari da dilettante, quando fui chiamata in Nazionale…sono state tutte emozioni grandi. Quando sali su quel quadrato il cuore batte a mille ed è tutto un turbine di sensazioni.”

Quali sono per te i valori dello Sport, in generale, e quelli in particolare della Boxe?

“La Boxe mi ha insegnato tanto nella vita, il rispetto per l’altro, cercare di essere un pochettino più empatici nei confronti delle persone, di dominare la rabbia e l’aggressività, di incanalarla e gestirla. Non è una cosa molto semplice da fare in autonomia. Con uno sport di combattimento come il pugilato che si svolge sul rispetto dell’altro sicuramente si è avvantaggiati”

Hai lanciato una Campagna GoFundMe per aiutarti a sostenere la preparazione del match in Danimarca, e attraverso di te tutto il mondo del pugilato femminile, a oggi purtroppo ancora poco sovvenzionato. Puoi spiegare perché è importante cercare di dare un contributo a tutto il movimento?

“Il Pugilato femminile purtroppo ancora oggi non è molto seguito, siamo purtroppo un po’ indietro ancora, soprattutto in Italia. È sufficiente pensare che la prima donna del nostro paese a partecipare alle Olimpiadi è stata Irma Testa nel 2012, parliamo di 9 anni fa. Dobbiamo evolverci, stiamo cercando di farlo e comunque lo stiamo facendo bene perché il pugilato femminile sta facendo passi da gigante, sia a livello dilettantistico che professionistico. La campagna GoFundMe che ho lanciato è un modo per farmi dare un sostegno da chi mi è vicino, e ho avuto veramente un grande riscontro, 130-140 donazioni, per affrontare al meglio la preparazione che mi porterò al Mondiale”

Quanto ti alleni ogni giorno e come ti mantieni in forma?

“Domanda interessante, eh, eh. Al giorno mi alleno due o tre volte, la mattina alle 7, la pausa pranzo all’una e la sera alle 20. È tutto quanto estremamente equilibrato e calcolato, sia la tipologia di allenamento, che può variare alla Pesistica, ai Guanti, alla tecnica, all’atletica, al rigenerativo…insomma ce ne sono tanti di aspetti da lavorare, molte componenti. Tutto quanto seguito da una bellissima dieta da rispettare! Oltre a dover rientrare nella categoria di peso che dobbiamo rispettare, è molto importante la “benzina” che noi mettiamo nel nostro corpo perché è quella che ci fa andare in un determinato modo”

Come riesci ad alternare l’esercizio sportivo con gli altri impegni della tua vita?

“Semplicemente, per incastrare gli impegni, tutto ruota attorno al Pugilato. Tutto accade nella mia vita, il lavoro e le relazioni sociali, sono un apostrofo rosa tra gli allenamenti. Quando ho un match isolo tutto ciò che non sia Boxe, che diventa il mio mondo; il resto è una parentesi”

Ci racconti un segreto…rivelabile? Una pratica, un rito, un motto che ti ha aiutato a diventare una campionessa?

“Non saprei rispondere! Non c’è una pozione magica, magari ci fosse! C’è tanta costanza, tanta determinazione, sacrifici, limitazioni, perseveranza. Questo è quello che ti permette di raggiungere gli obiettivi. Poi ovviamente non è sempre così: non è detto che se uno si allena tutti i giorni, si fa la dieta, si rispetta tutte le tempistiche, si fa tutto al 100% poi si vinca. Certamente la mentalità di andare avanti e di non fermarsi mai può aiutare a vincere e il mio motto è “Se insisti e persisti, raggiungi e conquisti”, e fino a oggi ha funzionato! Tutto quello che metto in questo sport, il cuore, la testa…è veramente tanto e le persone che mi stanno vicino lo sanno. Tutti gli sportivi si sacrificano, non sono persone comuni, hanno una doppia vita. A volte è già difficile portare avanti una vita sola, figuriamoci due!”

Una passione al di là del Pugilato?

“Mi piace molto lo Sport in generale: surf, correre, CrossFit, tutto quello che è Sport mi piace tanto. Nella mia famiglia sono tutti musicisti, io so suonicchiare il pianoforte e la mia idea per il domani è riuscire a rimettere le mani su un piano, e fare un duetto con mia nonna, che me lo chiede sempre di fare un duetto a quattro mani! All’interno della famiglia sono quindi l’unica pecorella nera della famiglia, gli altri sono tutti dei gran musicisti”

Qual è il tuo rapporto con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

“Sembra scontato ma quello che mi piace di più è il pesto! La Liguria è un posto magico. Offre mare, montagna, ha veramente di tutto, sono fortunata a poter vivere al mare perché mi dico che un conto è correre in mezzo alla nebbia, magari nella pianura padana, e un conto è poterlo fare in riva al mare e se la stagione è bella magari farsi un tuffo. Questo è uno stimolo e aiuta tanto, anche nei momenti di svago, perché quando inizia la bella stagione si può prendere lo scooter, farsi un tuffo al mare, e la vita diventa un po’ più leggera. E comunque oltre al pesto mi piace tanto anche la focaccia! La nostra Liguria è un posto fantastico a livello culinario”

C’è una figura, del mondo dello Sport o in generale, che è per te motivo di ispirazione?

“Quando ero nel dilettantismo, parliamo di un bel po’ di anni fa, mi piaceva tanto Marzia Davide, per me era un idolo, e la cosa bellissima è che poi mi sono trovata in Nazionale al suo fianco e ho avuta la possibilità di allenarmi con lei, e quello è stato veramente un sogno nel cassetto realizzato. Poi crescendo e stando nel professionismo, seguo pugili diverse, mi piacciono molto Katie Taylor, Clarissa Shield, Amanda Serrano. Sono per me altre idoline e motivo di ispirazione”

Che consigli daresti a una bambina o a una ragazza che si avvicina al Pugilato per la prima volta?

“Le direi di approcciarsi in maniera divertente, leggera, cercando di cogliere il retroaspetto del Pugilato, non è solo pugni in faccia, sangue e nasi rotti, quello che gente ne pensa spesso. È anche benessere fisico, coordinazione, aumento dei riflessi, miglioramento del metabolismo. Ci sono tanti aspetti dietro. Poi se una invece volesse incanalarsi nel settore agonistico, allora le dovrei dire di scalare una marcia e cominciar a far sul serio. Metterci parecchia costanza e determinazione. I sacrifici saranno tanti ma le soddisfazioni saranno altrettanto belle”

C’è qualcuno che vorresti ringraziare per averti accompagnata lungo la strada?

“Ovviamente lungo questo percorso non sono sola. Ho veramente tanta gente che mi sta affianco, in primis il mio allenatore Simone Rossetto, lui è la mia ombra. Si allena con me la mattina alle 07.00 sul piazzale della Chiesa di Arenzano, col freddo, la pioggia, il gelo, il vento…lui la sera in palestra fa guanti con me, mi fa fare le passate…soffre con me, ride con me, grazie a lui sono qua, e grazie a lui si riesce a prendere persino un Mondiale in maniera un po’ più leggera perché lui trova sempre la chiave giusta delle mie emozioni.

Tratta da profilo Instagram Michela Braga

Non sono una persona facile da trattare, soprattutto quando sono in periodo pre-gara divento veramente molto spiacevole ma solo chi mi conosce bene sa che sto soltanto indurendo la corazza per affrontare il match, poi dentro rimango sempre della solita morbidezza. Ringrazio veramente tanto Simone. E il mio fidanzato Christian, è un grande materasso nella mia vita, anzi un cuscino! Ammortizzo tutto quello che faccio. È difficile convivere con una donna che pratica uno sport di questo genere a questi livelli, sono un uragano! Lui riesce a tamponarmi, a calmarmi, a motivarmi, mi sopporta e soprattutto mi supporta. Non è così scontato avere un compagno di vita che ti dia un supporto del genere. Lui, Christian, è veramente fantastico!”

Da Simone in palestra a Christian a casa sul percorso spingerti c’è tutta la Rossetto Boxe

“C’è tutto quanto il supporto della palestra, dello staff, della Rossetto Boxe, che sono delle persone fantastiche, che non mancano di chiedermi come sto, come va, se ho bisogno di qualcosa, tutti i ragazzi che si prestano a fare lo sparring con me. C’è davvero qua, in questo settore, ma nella mia Rossetto Boxe, c’è davvero una famiglia. Quando entri lì sei a casa. Mi manca solo di mettermi le pantofole! In questo momento io…è ciò di cui ho più bisogno. Dicendolo mi emoziono. Sono davvero un gruppo fantastico”

Federico Burlando

Per chi volesse supportare Michela e contribuire alla raccolta fondi

https://www.gofundme.com/f/titolo-mondiale-wbc-silver

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