Claudio Pirani e i suoi 45 anni di Scherma: “Ogni minuto in pedana è un regalo per me”

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Il tempo pretende le sue stagioni, per Claudio Pirani è sempre stata quella della Scherma.

A seconda però delle condizioni ha coltivato la propria passione con diverse cure: alla base sempre e comunque amore ed entusiasmo, che gli sono stati resi fruttificati, per ogni minuto che le dedicava. Poi anche se i percorsi della vita lo hanno inevitabilmente stretto anche ad altre affezioni e interessi, è sempre stato capace di non recidere il legame con lo Sport a cui era stato introdotto nell’infanzia. Così è sempre stato pronto a cogliere altri e più vari frutti, nel momento migliore della propria maturità e della loro stagionatura.

Negli anni 90’ sono arrivate le prime vittorie da agonista, quelle che sanciscono che chiunque pratichi Sport è un ammirevole atleta e che si può essere campioni a tutti livelli. Continuando a inseguire la sua lama, sempre davanti e in difesa dei colori della Cesare Pompilio, trascinati su più podi d’Italia, finisce per penetrare una dimensione Mondiale: i Master over 50, dove, nella rassegna alla fine dello scorso ottobre, ha conquistato un terzo posto nella Spada a Daytona Beach negli Stati Uniti. Il tempo pretende le sue stagioni, e queste i loro colori: per Claudio ora gli allori riverberano di sfumature iridate, dall’azzurro al bronzeo.

Da dove nasce la passione per la Scherma e cosa ti ha spinto ad alimentarla per così tanto tempo?

“Mi sono approcciato alla scherma all’età di 8 anni per “colpa” di mio padre che incontrò per strada un suo vecchio Maestro che lo invitò a portarmi in sala. Ebbene sì, anche mio padre, e pure mio zio, hanno praticato Scherma… ma erano decisamente scarsi. Per fortuna non ho ricalcato le loro orme!

La cosa di cui mi vanto è poter dire che non ho mai smesso, ho avuto alti e bassi legati agli impegni di studio e di lavoro, ma sono stati 45 anni nel corso dei quali ho conseguito la maturità, la Laurea senza “abdicare”. Anni in cui ho fatto l’atleta, l’istruttore, l’arbitro, il tecnico delle armi -colui che ripara le attrezzature- … forse è per questa varietà di esperienze mi sono sempre divertito”

 Ci racconti il tuo percorso “sulla pedana”’ sino alle porte del Mondiale Master?

“Come detto la mia storia in Pedana parte da molto lontano. Ho iniziato con il Fioretto, come si usava allora, ma senza apprezzabili risultati. Sono passato alla Spada intorno ai 14 anni, ma per avere qualche soddisfazione ho dovuto attendere i 25 anni: nel 1994, ‘96 e ‘98 abbiamo vinto con i compagni di squadra tre titoli italiani degli allora 3° e 4° categoria. Certamente l’entrata nel mondo master ha portato migliori risultati anche se non ho mai vinto alcun titolo italiano individuale, solo un secondo posto nel 2021. A squadre lo abbiamo vinto nel 2008, 2010, 2013, 2022

Claudio Pirani argento ai Campionati Italiani Master

Alla rassegna iridata come ci sei arrivato e cosa hai provato?

“Nel 2021/22 ho avuto un’ottima stagione e sono quindi stato convocato per gli Europei a squadre ad Amburgo, un bel terzo posto. La vera differenza che sentivo era l’indossare la tuta della Nazionale: portare la scritta Italia addosso ti dà davvero un qualcosa in più. Mi fa sentire davvero orgoglioso del “ruolo”.

Gioia ligure a Daytona Beach: Claudio Pirani terzo ai Campionati Mondiali Master

La partecipazione ai Mondiali è possibile solo dopo i 50 anni: ne ho 54 e quindi ho avuto solo 4 jolly. Due sono andati perduti per la pandemia, nel 2022 ho partecipato a quelli organizzati a Zara in Croazia (8°) e nel 2023 a quelli di Daytona Beach (Florida- USA) in cui ho fatto 3°. Alla gara partecipano persone che nella loro carriera agonistica hanno avuto ben altro curriculum -ho perso la semifinale con un atleta che partecipò alle Olimpiadi a Barcellona- quindi ho saputo gestire e sfruttare al meglio la giornata. Un ottimo girone con tutte vittorie, numero 2 della diretta e poi tutte vittorie, alcune rocambolesche, fino al 3 posto. Ma che soddisfazione!”

Quanto spesso ti alleni? C’è un “segreto” per mantenere il corpo in forma così a lungo?

L’allenamento deve conciliarsi con il lavoro, quindi si riesce a dedicare un paio di giorni a settimana, la sera. A ridosso degli appuntamenti importanti la preparazione è più focalizzata, grazie alla disponibilità di Paolo Zanobini e Edoardo Zanello, i due Maestri della Pompilio, che si rendono disponibili a sedute mattutine “prima del lavoro”. E per quanto possibile si aumenta la frequenza, ma senza esagerare… sono pur sempre vecchio!

Segreti particolari non ce ne sono, forse una predisposizione genetica e un veloce metabolismo: il mio punto di forza è la velocità nell’eseguire le azioni, ed anche 2 kg si sentono. Certamente dei genitori che mi hanno insegnato a mangiare bene -mai fuori pasto-, il non essermi mai arenato su un divano, il non aver mai smesso di praticare attività fisica”

Che valore ha per te lo Sport Master?

Il valore dello sport Master è per certi versi simile a quello “da giovani”, per altri aspetti molto diverso.

I punti comuni, specie in uno sport come la scherma, restano la sfida con l’avversario che è anche un po’ sfida contro te stesso, me contro te, la mia strategia contro la tua, l’adrenalina, l’odore della pedana e della palestra, la soddisfazione del risultato “che è solo merito tuo”. Qualcosa che purtroppo vale anche per la sconfitta.

E i punti su cui è diverso per i “meno giovani”?

“La differenza è probabilmente lo spirito, da adulti è ritagliarsi un angolo per sé, staccare dalla quotidianità dell’ufficio e, per chi la ha, della famiglia. Ogni minuto è un piccolo regalo che ti fai.

Altro aspetto un po’ più ludico è ritrovarsi a fare con i compagni di sala, alcuni dei quali li conosci fin da bambino, le stesse cose che facevi in gioventù durante le trasferte: camere da 4, scavalcare le sacche perché sono enormi e occupano tutto lo spazio libero, risate sgangherate senza freni, cene sfiziose … insomma risentirsi giovani…peccato che poi il giorno dopo, lunedì, tu debba andare a lavorare!”

Federico Burlando

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