Sofia Raffaeli: un talento puro della Ritmica, una Stella per orientarsi

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Si chiamano Orientamenti perché possono indicare le direzioni a tutti. Quale intraprendere forse è più difficile, perlomeno per alcuni, perché è più difficile cercare le risposte dentro di sé che dal mondo. È altresì molto piacevole trovarle da Sofia Raffaeli, soprattutto per le decine di giovanissime ginnaste venute a incontrarla dal vivo nella prima giornata del Festival Orientamenti di Genova. Un’atleta e campionessa di 20 anni che quando ne aveva appena 4 si è subito innamorata del proprio Sport, la Ginnastica, ma anche di tutte le altre sue passioni: la Musica e lo Studio in senso più ampio e le materie scientifiche nello specifico, e sta cercando di portarle avanti tutte, farle convivere, crescere l’una affianca alle altre. Anche se tra queste la Ritmica ha assunto una dimensione Mondiale, e almeno in termini di tempo ogni giorno non lascio troppo spazio alle altre.

“È bellissimo essere qua a trasmettere qualcosa ai giovani. Sono anch’io giovane e spesso mi faccio aiutare anche da ragazze della mia età, quindi capisco che è importante questo percorso per tutti e spero che riusciamo tutti a raggiungere i nostri sogni e quando ne viene raggiunto uno non bisogna fermarsi lì ma continuare a sognare, a crescere di volta in volta.  Per me la Ginnastica è tutta la vita, è come un lavoro facendo anche parte delle Fiamme Oro, che comunque mi sostengono nel mio percorso e danno molte possibilità ai giovani. È tutto ciò per cui vivo adesso. Il mio consiglio per i giovani di Orientamenti è di seguire sempre le proprie passioni, di non perderne mai una per strada, anche se ne hanno tante si possono raggiungere, e quindi continuate a combattere per voi e per tutti i ragazzi che avete intorno, perché essere d’esempio per qualcuno è veramente una cosa bellissima”.

Il messaggio è chiaro, reso ancora più splendido da un bellissimo sorriso spontaneo, che affiora ogni qual volta che parla del suo Sport e della sua vita, così intrinsecamente legati, che l’argomento siano le vittorie o i sacrifici, le prove, gli allenamenti che a esse hanno condotto. Non importa il livello che si raggiunge, ma il percorso superato per approdarvi. Non si nasce tutti con un talento immenso, ma si può avere una grande passione da coltivare, anzi anche più di una, e si smette di crescere con loro quando ad esse si rinuncia. Non si è mai troppo giovani o vecchi per dedicarvici, ed essere fonte di conseguenza di ispirazione, il propellente più naturale per far fiorire le proprie qualità e ambizioni.

Raffaeli “stella” dell’inaugurazione del Festival Orientamenti

Si potrebbe dire che, come per altri versi parrebbe ovvio, tutto nasce dalla madre. Ingegnere, come il padre, ma anche appassionata di Ginnastica, a cui è stata avvicinata da piccolissima. In realtà, come per l’interesse per Matematica, Fisica e Chimica, le deve essere stato trasmesso dai geni neuronali, perché lo ha sempre considerato un amore nato e fatto ma infinito dentro di lei, che ad esempio la portava a giocare con un nastro e una palla che le erano stati regalati prima di assistere a una gara di Ritmica. Quando poi ciò è avvenuto, si è creato un legame tra il mondo dentro e fuori di lei, che gradualmente ha cominciato ad avvolgerla, ma pian piano ha finito per avvincere e convincere tutti coloro che assistevano ai suoi esercizi.

“Da quando son diventata Senior, quando avviene il cambiamento più drastico per una ginnasta, ho capito che potevo farcela, che avevo tutte le possibilità per arrivare a raggiungere il mio obiettivo. Ho cercato di lavorare al massimo per prendere quel pass. Per me non sono sacrifici, sono delle scelte che vanno fatto, io ho preso questa e son contenta di stare anche 8-9 ore in palestra, perché mi piace star lì e preferisco star lì invece che andare in giro a fare altro”.

Una strada che non prevede scorciatoie oltre il duro lavoro, ma che seppure ha una direzione ben precisa contempla deviazioni per arricchire i punti di vista. Sulla scuola e l’istruzione non ci ha mai mollato ad esempio, anzi l’impegno da atleta di vertice l’ha spinta a darci ancora di più, o per essere esatti, con maggior qualità, sebbene qualcosa ha dovuto concederlo. Negli anni del Liceo ha dovuto rinunciare a frequentare la “Classe” per degli studi più privatistici, ma così come le sue esecuzioni in pedana sono diventate perfette a causa della costanza con cui ha cesellato la propria Arte, le proprie ore di studio sono diventate dei piccoli capolavori di efficienza. La necessità aguzza l’ingegno, lo Sport a organizzarsi e a essere più brillanti di fronte alle sudate carte, non solo a ottenere dei Pass Olimpici. Da lì ha poi illustrato un ulteriore orizzonte: la Psicologia all’Università, per poi poter educare al meglio la testa delle future atlete che le piacerebbe allenare; perché “Non basta il talento, serve la testa”. E anche questa si esercita, sui libri e con la forza di volontà. Lo si vede nella sua routine:

“Mi sveglio alle 7, in questo periodo che faccio l’Università studio alla mattina, alle 08.30 vado in palestra, vi sto sino all’una e mezza, pausa pranzo un’ora, dalle due e mezza alle sei faccio allenamento e poi torno a casa e studio, però spesso resto in palestra più del dovuto perché comunque essendo che stiamo preparando le Olimpiadi c’è tanto lavoro da fare e più tempo si sta meglio è”.

Si è detto di come non solo sia riuscita a conciliare Sport e Studio, ma di come invece di lasciare l’uno o l’altro li abbia quasi raddoppiati entrambi. Nella nuova metratura quadratura di questa dimensione sul tetto del Mondo, hanno trovato spazio anche le note del cuore, più o meno, anche se non proprio i preferiti, i vintage Rino Gaetano, Mina e Celentano: “La Musica nella Ritmica è fondamentale avercela nel sangue perché per emozionare il pubblico bisogna prima emozionare sé stesse”.

 

Fonte: Open SOurce Wikipedia

Quando si tratta di una persona capace d’ispirare, prima di tutto si scorge il culmine del suo successo, e in una visione lievemente distorta la mole che paradossalmente è a monte della vetta si fiuta, si percepisce, ma non si può afferrare. È per questo che è tanto importante che le bambine e chiunque altro sia venuto ad Orientamenti apposta per incontrarla abbia potuto accorgersi che davanti a loro c’era “una ragazza normale con una passione straordinaria”. E che è traendo da questa che ha tratto il materiale e l’energia per i restanti ritagli di tempo della sua vita, affinché fossero altri momenti felici, “altri” oltre le 8-9 ore di palestra, ma diversi e altrettanto intensi, come le passeggiate in bici con la famiglia nella sua Chiaravalle, verde e onomatopeico centro dell’Anconetano. Ed è importante accorgersi che questi sentieri non sono piastrellati da una serie senza termine di vittorie e successi, ma semmai di inciampi che aiutano a perfezionare il passo un metro di gloria e fatica dopo l’altro.

“Perdere non è un fallimento. Da una sconfitta riesci a capire meglio i tuoi errori; se vinci e fai tutto perfetto non capisce quali sono i tuoi limiti e cosa puoi far in più e meglio. Si può sempre imparare a farlo, ma da piccoli è più facile accettarlo”.

Ed è qui che arriva il trionfo. Il movimento Raffaeli è un’opera Artistica Mondiale, come il Cassina, un’introduzione che non si vedeva da Atene 2004, quando Sofia aveva appena 6 mesi. Ma Sofia Raffaelli, per l’appunto, nasce molto prima dell’elemento che ha concepito e attuato. Arriva dopo i tentativi falliti, la qualificazione alle Olimpiadi di Tokyo mancata per un soffio…dal Raffaelli è cominciato un’ascesa internazionale vertiginosa. Ma il successo era arrivato prima: quando era riuscita a incastrare tutte le sue passioni per cementare la rampa di partenza e saltare verso la vita.

È la prima italiana nella storia a vincere un oro individuale ai Campionati del Mondo nella ginnastica ritmica, è campionessa mondiale all-around 2022 e vicecampionessa nel 2023.

Nel 2019 ha vinto la medaglia d’argento ai campionati mondiali juniores nelle specialità della fune e delle clavette. Ha esordito a livello senior nel 2021 e ha vinto la medaglia di bronzo nel cerchio ai campionati mondiali assoluti dello stesso anno. È la prima e unica ginnasta italiana ad aver vinto un oro nel concorso generale della coppa del mondo (World Cup Atene 2022). È ad oggi la ginnasta individualista che ha ottenuto il punteggio più alto di sempre in una competizione internazionale ufficiale: 36.200 nelle qualifiche della World Challenge Cup di Cluj Napoca.

Ed è Sofia, “una ragazza normale con una passione straordinaria”.  Che storia dietro un Movimento, quanta ne serve per trarre il coraggio di prendere una direzione. Si chiamano Orientamenti perché laddove non si trovano dei segnali indicatori, ci sono delle persone. Normali, eccezionali.

Federico Burlando

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