Gli Uomini che diventano Squadra: 4 Commissari Tecnici e le loro sfide

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Foto Coni.it
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Quattro top coach, quattro grandi personaggi al servizio dello Sport Italiano. Professione: assemblatori.

Si, perchè Sandro Campagna per la Pallanuoto, Fefè De Giorgi per la Pallavolo, Roberto Mancini per il Calcio e Gianmarco Pozzecco per la Pallacanestro sono accomunati dal destino di avere a che fare con uomini, giovani e veterani, di alto livello, da mettere insieme, trasformare in una squadra competitiva in grado di regalare grandi soddisfazione allo Sport Italiano. Tre di loro sono particolarmente ben noti alla Liguria. Campagna e la “nostra” Waterpolo, eccellenza di Regione. Mancini e la Sampdoria della Bella Stagione ma non solo dato che i suoi pensieri blucerchiati, tra il 1982 e oggi, sono ormai ultraquarantennali. De Giorgi e la sua tappa a Genova nel 2001, premiato da Stelle nello Sport allo Stadio Luigi Ferraris quale palleggiatore della squadra vincitrice di ben quattro titoli mondiali, e nel 2021, salito a bordo della nave MSC per i festeggiamenti dei 75 anni dell’USSI.

Il Salone d’Onore del CONI ha ospitato la tavola rotonda “Allenare l’Azzurro – CT a confronto“. Promosso dal Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro Giovanni Petrucci e aperto dagli interventi del Presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano Giovanni Malagò e del Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, l’incontro è stato moderato dal Segretario Generale del CONI Carlo Mornati.

È una bella idea, una iniziativa che può darci valore aggiunto. Ho sempre detto che i risultati raggiunti dallo sport italiano arrivano perché siamo competenti e abbiamo grandi allenatori. Basta vedere una cosa: noi esportiamo tecnici in tutto il mondo, mentre facciamo più difficoltà per i giocatori e questo fa riflettere”, ha dichiarato Giovanni Malagò aprendo l’incontro. Il Presidente del CONI ha poi fatto una riflessione sulle ultime edizioni dei Giochi Olimpici: “Tra Tokyo e Pechino abbiamo vinto 57 medaglie, una roba mostruosa. Ma c’è l’amaro in bocca per non essere saliti sul podio negli sport di squadra: vincere nel calcio, nella pallavolo, nel basket o nella pallanuoto dà un prestigio particolare. Vedrete che a Parigi interromperemo tutto questo”.

Si parla sempre di grandi risultati e mai si ricorda che abbiamo i migliori tecnici al mondo”, ha osservato Giovanni Petrucci. “Se un atleta è bravo, certamente il tecnico è bravissimo. Oggi ripetiamo quanto fatto anni fa con Sacchi, Messina e Rudic mettendo a confronto le diverse competenze in un anno che precede i Giochi Olimpici”, ha spiegato il Presidente della FIP.

Riscopriamo i valori della maglia azzurra e promuoviamoli a livello scolastico. L’obiettivo non è vincere, ma convincere, perché anche la sconfitta svolge la sua funzione”, ha osservato Andrea Abodi. “La supremazia dei valori, con la V maiuscola, deve precedere i risultati, perché rende orgoglioso il nostro mondo. Si vince così la battaglia quotidiana dell’avviamento allo sport, del consolidamento dell’attività motoria nella scuola. Se a volte l’obiettivo è la supremazia sportiva, per quanto mi riguarda il traguardo quotidiano è la supremazia dei valori”, ha aggiunto il Ministro per lo Sport e i Giovani.

Tanti i temi affrontati, tra cui la difficoltà di gestire al meglio il ricambio generazionale, come ha sottolineato Roberto Mancini“In Italia dobbiamo iniziare a pensare che i ragazzi di 18-19 anni possono giocare ai massimi livelli. Bisogna dar loro fiducia anziché andare a cercare giocatori all’estero. Oggi per me e il mio staff è diventata faticosa l’operazione di selezione. In Under 21 la maggior parte dei calciatori non sono titolari nelle prime squadre. I giovani sono il nostro futuro. Non è un percorso semplice ma la nostra mentalità di base va cambiata”, ha spiegato il CT della Nazionale di calcio.

Gli ha fatto eco Ferdinando De Giorgi“I commissari tecnici e i loro staff devono creare opportunità e un ambiente di crescita per consentire ai giovani di esprimere le loro capacità e il loro talento. I ragazzi hanno una forza incredibile. Quando si crea intorno a loro la situazione giusta e si danno loro responsabilità e valori, tutto il percorso ne trae giovamento”, ha dichiarato il CT della Nazionale maschile di pallavolo campione del mondo.

“I diciottenni vanno considerati a tutti gli effetti degli sportivi idonei per il nostro sistema – ha dichiarato Gianmarco Pozzecco, CT dell’Italia del basket -. La Nazionale deve essere una famiglia. I ragazzi di oggi sono molto più professionali rispetto ai nostri tempi. Tutto questo secondo me li porta a vivere il loro cammino meno serenamente”.

Si è allineato alle posizioni dei colleghi anche Alessandro Campagna“Per un commissario tecnico è indispensabile avere lo sguardo verso il futuro per cercare di capire quali potrebbero essere i prossimi campioni olimpici. Quando si inseriscono i giovani in squadra non si sa mai in quanto tempo si otterranno dei risultati: l’importante è farli sentire parte di un grande percorso vincente”, ha concluso il CT del Settebello.

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