Uno show su due ruote: il 2022 di Luca Giaimi

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Per certi versi Luca Giaimi spiazza anche sé stesso: quel giorno in Portogallo, ad Anadia, all’Europeo di Ciclismo a Inseguimento Juniores, categoria Individuale, sapeva di essere forte, ma non pensava che sul gradino più alto del podio ci si sarebbe salito lui, concedendo il bis -coi compagni si era già aggiudicato l’oro a Squadre-

E spiazza un po’ quando alla domanda sugli idoli, include quell’affascinante canaglia di Thomas Shelby, geniale ma spesso spietato leader dei Peaky Blinders nell’omonima serie Netflix. Per complicata e inestricabile che sembri la situazione alla fine di ogni stagione Thomas ne sa però praticamente sempre uscire vincitore, e così Luca per ogni corsa che si è posto come obiettivo il finale l’ha visto alzare le braccia al cielo per celebrare e appena subito dopo la medaglia al collo.

Se Mr Shelby però spesso gioca sporco per soddisfare la sua brama di potere, non c’è assolutamente nulla di furfantesco nelle vittorie piene e spettacolari di Giaimi, 17nne portacolori della Team F.lli Giorgi, in passato in forza sino a Dicembre 2021 all’UC Alassio della sua città natale, basate non solo sulla forza di volontà e il talento, ma anche al duro lavoro e a una dedizione assoluta alle due ruote. E se l’antieroe inglese ha già visto consumarsi la sua epopea in 6 adrenaliniche stagioni, quella di Luca è appena agli inizi, ma già il suo 2022 è stato uno show da lustrarsi gli occhi, di quelli che fanno pretendere uns eguito.

Lo stellare 2022 dello Sport ligure

Tutto nell’Inseguimento Juniores: a giugno la vittoria nei Campionati Italiani di Noto battendo in finale il compagno di Nazionale battendo in finale il veneto Alessio Delle Vedove; quindi il doppio successo in Lusitania, assieme a Delle Vedove, Renato Favero, e Matteo Fiorin. A settembre il capolavoro che chiude magistralmente l’opera: i Campionati del Mondo a Squadre di Tel Aviv, con il genovese Andrea Raccagni che, sebbene impiegato solamente nelle semifinali contro la Nuova Zelanda, va ad affiancarlo nel team iridato. All’ultimo atto l’Italia ha battuto la Germania, mentre Luca nell’Individuale ha chiuso con un eccellente 4° posto.

Ormai, con delle premesse così, il pubblico vuole ben più di 6 stagioni, e così Luca Giaimi finirebbe per battere anche il famigerato Thomas Shelby: del resto per una stellina dell’Inseguimento, l’obiettivo non è stare alla ruota dei suoi idoli, ma andargli incontro per superarli. E se pure l’obiettivo sembra ambizioso, Luca è già in strada per raggiungerlo. Forse però stavolta non spiazzerà nessuno quando ci riuscirà.

Da dove nasce la passione per il Ciclismo? Quando hai cominciato a praticarlo?

“Fin da piccolissimo mi piaceva tanto andare in bici e all’età di 7 anni mi sono iscritto in una squadra di Mtb di Albenga l’Ucla. Tra giri nei boschi, salti e discese mi sono innamorato di questo sport e piano piano ho iniziato anche a fare li prime gare, nelle quali fin da piccolo riuscivo a primeggiare abbastanza facilmente.”

Quanto ti alleni ogni giorno? Come mantieni il tuo corpo in forma?

“La media giornaliera di allenamento è di 2h/2h30 che si dividono tra bicicletta da corsa, pista con la nazionale, palestra e qualche volta anche mtb. Tutti questi allenamenti, insieme a una dieta fatta su misura, fan sì che rimanga in forma e soprattutto cresca fisicamente”

Qual è stata l’emozione più grande della tua carriera?

“La mia emozione più grande penso sia stata quest’anno quando ho vinto l’Europeo nell’Inseguimento Individuale in Portogallo in maniera totalmente inaspettato. Andavo là con la consapevolezza di essere forte ma mai avrei immaginato di riuscire a vincere, dato che ero al primo anno nella categoria e c’erano corridori esteri di livelli davvero alti”

Quali sono per te i valori dello sport, in generale, e quelli in particolare del Ciclismo?

“Lo sport secondo me, specialmente ad alti livelli, diventa non solo una passione ma un vero e proprio stile di vita che ti differenzia da tutti i coetanei. Crea carattere, determinazione e aiuta nella vita dato che ti insegna il vero sacrificio e la fatica che serve per raggiungere un obbiettivo, piccolo o grande che sia. Ho notato che questa cosa negli ultimi tempi nei ragazzi e nelle ragazze della mia età è quasi svanita dato che sono abituati ad avere tutto e senza fatica.”

Ci racconti un segreto…rivelabile? Una pratica, un rito, un motto che ti ha aiutato a diventare un giovane campione?

“Non ho riti o motti, però diciamo che se sono la persona che sono è dovuto in particolare alla famiglia e a papà, che mi ha insegnato che se desidero qualcosa devo lavorare con tutto me stesso per ottenerlo. Oltre a ciò, ho di mio un carattere molto competitivo: punto sempre al massimo e non so se per fortuna o bravura fino ad ora sono riuscito a raggiungere qualsiasi obbiettivo.”

Una passione al di là del Ciclismo?

“Mi piacciono molto i mezzi di qualsiasi tipo, dalle macchine fino ad aerei ed elicotteri, passando per tutti i tipi di mezzi d’opera che esistono. Se non guardo o faccio cose inerenti al mondo del ciclismo guardo o, se ho la fortuna, faccio un giro su tali mezzi”

 Qual è il tuo rapporto con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

“Con la Liguria ho un ottimo rapporto: ho buona parte delle radici familiari qua e poi per il mio sport è un posto ideale, sia come clima che posti per allenarsi, oltre a luoghi davvero belli da visitare duranti i lunghi giri in bici.”

 C’è una figura, del mondo dello sport o in generale, che è per te motivo di ispirazione?

“Prendo ispirazione da diverse campioni dello sport per lo più del ciclismo e del calcio oltre che a un personaggio del mondo del cinema, Thomas Shelby. Nel ciclismo i miei idoli e persone che ammiro sono Sagan, Pogacar, Van der Poel e Van Aert che ad ogni corsa fanno sempre emozionare il pubblico con le loro azioni e modi di essere; nel calcio adoro il fenomeno Messi come campione puro e Ronaldo come frutto di duro lavoro e determinazione. Thom Shelby invece ammiro il modo di agire e il carattere fermo e potente del personaggio”

Che consigli daresti a un bambino che si avvicina al Ciclismo per la prima volta?

“Provare e divertirsi ma non solo nel ciclismo in tutti gli sport perché da piccoli bisogna prendere tutto per gioco e in automatico poi arriva la competitività”

Quali sono i tuoi programmi per il 2023?

“Programmi definiti ancora non ne ho, però da adesso fino a fine febbraio farò dei ritiri con la squadra e con la nazionale tra Lombardia, Spagna e Sardegna per concludere il periodo di preparazione. Da marzo in poi inizierò le gare e l’obbiettivo è quello di affermarmi come corridore di alto livello anche all’estero sia su strada che su pista con obbiettivi principali di fare il meglio possibile ai campionati italiani, europei e mondiali. Oltre a questo ho un altro grande obbiettivo in una gara storica del ciclismo in Francia che è la Parigi-Roubaix che si terrà ad Aprile”

Federico Burlando

 

Per ulteriori Informazioni:

https://www.youtube.com/watch?v=7WSI90eyhn0

 

 

 

 

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