Premio “Un Cuore da Leone – Gian Luigi Corti”: le candidature 2022

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Il Premio Internazionale “Un Cuore da Leone – Gian Luigi Cortiè nato per celebrare una storia di passione, impegno, generosità e sogni. La prima edizione è stata assegnata a Gianluca Vialli, scelto dalla qualificata giuria nel gruppo di candidature che comprendevano anche le “storie” di Monica Contrafatto, Gianmarco Tamberi, Vanessa Ferrari, Gregorio Paltrinieri e Viviana Bottaro.

Il “tavolo tecnico” del Premio ha definito le candidature per il 2022 da sottoporre alla giuria che sarà presieduta da Filippo Grassia e composta da Gianfranco Coppola, Mimma Caligaris, Gianni Merlo, Giovanni Malagò, Silvia Salis, Luca Pancalli, Evelina Christillin, Luigi Contu, Guido Vaciago, Xavier Jacobelli, Ivan Zazzaroni, Luca Ubaldeschi, Alberto Brandi, Lucia Blini, Giovanni Bruno, Matteo Marani, Martina Maestri, Giorgia Cenni, Alessandra De Stefano, Roberto Gueli, Jacopo Volpi, Marco Fantasia, Claudio Arrigoni, Paolo Pacchioni, Lorenzo Dallari, Consuelo Mangifesta, Andrea Lucchetta, Roberto Beccantini, Michele Corti, Marco Callai, Marco Bisacchi, Giovanna Rosi. Un mix di straordinarie firme del giornalismo sportivo italiano e di grandi donne e uomini di sport di livello internazionale.

Nei primi mesi del 2023, quindi, verrà celebrato il vincitore in occasione della Charity Dinner promossa da Stelle nello Sport a Genova, dedicata alla Fondazione Gigi Ghirotti nel ricordo di Gian Luigi Corti. Il premiato uscirà dalla seguente rosa di nomi: straordinari uomini e donne di sport che hanno davvero una storia di passione, impegno, generosità e sogni.

Le candidature per il 2022

Thomas Ceccon [Nuoto] – Si è laureato campione del mondo a Budapest 2022 nei 100 metri dorso, stabilendo il primato mondiale con il tempo di 51″60. Rappresenta l’Italia ai Giochi olimpici estivi di Tokyo 2020, vincendo l’argento nella staffetta 4×100 m e il bronzo nella 4×100 m misti. Straordinaria la performance agli Europei di Roma con 6 medaglie. Ceccon ha raccontato le difficoltà di integrazione nel gruppo azzurro, difficoltà etichettate anche come “nonnismo” che con grande coraggio ha saputo superare nel corso degli anni.

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Sonny Colbrelli [Ciclismo] – Velocista specializzatosi nelle classiche, soprannominato “Il Cobra”, è stato professionista dal 2012 al 2022. E’ vincitore di una indimenticabile Parigi-Roubaix, oltre al campionato europeo e diverse altre classiche del calendario italiano. Partecipa al Giro di Catalogna 2022, concludendo la prima tappa al secondo posto. Una volta tagliato il traguardo, è soggetto a convulsioni che lo portano alla perdita di conoscenza e ad un arresto cardiorespiratorio. I paramedici gli praticano un massaggio cardiaco con l’utilizzo del defibrillatore. Al corridore è stato quindi impiantato un defibrillatore sottocutaneo. E’ la fine dell’attività agonistica secondo la regolamentazione sportiva italiana. Contrario al cambio di nazionalità sportiva, decide di concludere la sua carriera. “Lascio con il sorriso, mi aspettano sfide nuove”. 

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Yemen Crippa [Atletica Leggera] – Campione d’Europa 2022 nei 10.000 e bronzo a Monaco di Baviera grazie a una straordinaria rimonta. Splendido esempio di Sport e Integrazione. Le sue origini sono etiopi (i genitori naturali morti per una malattia infettiva) e nel 2001 viene adottato dalla famiglia Crippa insieme ai suoi 5 frarelli dopo un periodo in orfanotrofio. In una intervista a Emanuela Audisio di Repubblica, cosi Yeman spiega il segreto dei suoi successi. “La mia determinazione nasce dal fatto che mi sono dovuto conquistare tutto: un tetto, un letto, uno spazio. Ho avuto la fortuna di essere stato adottato in Italia, con fratelli, sorelle, cugini, nove in tutto, anche se una è mancata, dai Crippa, che non ci hanno mai fatto mancare niente, l’essenziale c’era, il resto no”. 

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Ferdinando De Giorgi [Pallavolo] – Campioni del mondo nel volley maschile: un’impresa che mancava da ben 24 anni, meravigliosamente riuscita lo scorso settembre agli Azzurri guidati dall’allenatore dell’anno, il 61enne “Fefè” De Giorgi. Ex palleggiatore della “Generazione dei Fenomeni” negli Anni ’80-’90, con l’Italia da giocatore si è laureato per 3 volte di fila campione del mondo (Brasile 1990, Grecia 1994 e Giappone 1998). Da c.t si è superato: nominato a giugno 2021, a settembre ha vinto l’Europeo e un anno dopo il Mondiale. Non sono solo i successi, ma come li ha ottenuti. Senza mai alzare la voce, accompagnando i suoi ragazzi con passione e impegno, generosità e grande visione. Ha scommesso sul futuro, conquistando il presente. 

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Martina Fidanza [Ciclismo] – Nel 2021 e nel 2022 si laurea campionessa mondiale nello scratch. Un bis davvero storico ma la seconda medaglia d’oro ha un sapore ancora più speciale perché giunta al termine di una stagione con molti problemi di salute. La bergamasca li sintetizza così alla Gazzetta. “Dopo aver vinto il Mondiale 2021 (a Roubaix) ho avuto mio padre Giovanni in ospedale, poi il Covid e l’ablazione, la rottura delle vertebre oltre a un periodo di malattia. Oggi è come tornare all’apice perché le persone si dimenticano in fretta di quello che hai conquistato”. Trova la sua forza nell’immensa passione per il ciclismo, nel sostegno della sua famiglia (il papà Gianni, ex ciclista, è il suo allenatore) e anche nelle Fiamme Oro e della Nazionale 

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(FOTO ANSA / CIRO FUSCO)

Irma Testa [Pugilato] – Medaglia di bronzo ai Giochi di Tokyo 2020, la prima nella storia del pugilato femminile italiano, dopo essere stata la prima a partecipare Rio 2016. Nel 2022 è campionessa europea nei 57 kg. Dopo le Olimpiadi il coming out, spiegato in una intervista a Vanity Fair. “Parlare di orientamento sessuale nel mondo dello sport ha un valore speciale, perché ai campioni si chiede di essere perfetti. E per molti l’omosessualità è ancora un’imperfezione. Per timore di intaccare la propria immagine tanti sportivi tacciono e si nascondono. Anche per me è stato così fino a pochi mesi fa. Ma quella medaglia di Tokyo è diventata il mio scudo”.

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