Tita e Banti: campioni olimpici di Vela e… Ambiente!

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Sulla carta quasi non potrebbero essere più diversi, sull’acqua sicuramente non potrebbero essere più completi. Soprattutto uniti. Per raggiungere i vittoriosi traguardi che, a proposito di completezza, li hanno visti nel 2022 fare en-plein e vincere tutte le regate. Ma soprattutto uniti per un obiettivo persino superiore: la difesa del mare e dell’ambiente. Caterina Banti e Ruggero Tita sono la coppia d’oro della Vela Italiana non solo per il colore della medaglia Olimpica conquistata assieme a Tokyo nel 2021 nel Misto del Nacra 17, ma perché esprimono le migliori qualità che si possono riscontrare in uno sportivo, e di conseguente riflesso, in una persona.

Caterina ha 35 anni, è Romana, fa parte del Circolo Canottieri Aniene, ma in gioventù ha passato lunghi periodi viaggiando lungo il Corno d’Africa col padre, professore universitario di linguistica e glottologia specializzato nelle favelle di quelle regioni che trasmettono avventura al solo udirle; e Caterina ne trae spunto per diventare un soggetto straordinario prima ancora di ergersi a campionessa a Cinque Cerchi: col massimo dei voti, triennale a La Sapienza in Storia e Civiltà dell’Oriente e del Mediterraneo, magistrale in lingue e civiltà orientali all’Orientale di Napoli, cinque lingue parlate tra cui l’arabo. Ma è ciò dice in italiano che è sempre puntuale, critiche limate e affilate come una spada che non sbaglia mai il colpo, mai troppo in là, mai troppo eccessive, ma nemmeno troppo caute.

Del resto la Vela è arrivata solo a 20 anni, prima Equitazione, Salto a Ostacoli e anche Scherma. E al punto ci arriva dritta alla presentazione dell’arrivo dell’Ocean Race a Genova:

“Ci siamo resi conti nel corso degli anni che i Mari son sempre più caldi, il sole brucia sempre di più e infatti in faccia siamo pieni di macchie solari ed eritemi! In barca ci sono cose quando navighiamo in barca, ci capita spesso di sbattere contro oggetti, e quindi il mare va rispettato. Dobbiamo cercare di avere tutti quanti uno stile di vita sostenibile, partendo dal Mare. Perché la nostra vita è strettamente connessa a quella del Mare e delle acque”

Le fa eco l’Ingegnere Informatico Ruggero, classe 1992 e 30 anni l’ultimo giugno, dal 2015 tesserato con le Fiamme Gialle, e la metà dell’equazione che sta al timone, che esprime un concetto molto scoutistico, un paradosso dal momento che nella sua intensa vita pre-Vela agonistica la Banti è stata pure una Guida (Scout) per anni: “Il nostro obiettivo è di lasciarlo come lo abbiamo trovato se non meglio”, e poi declina all’applicazione quanto aveva già brillantemente enunciato nella teoria: “Quando abbiamo la possibilità cerchiamo di andare nelle spiagge e di ripulirlo di quello che troviamo, e se andiamo in mare lo riportiamo a terra. Questo è un po’ il nostro compito”, ed è un “Nos” inclusivo, che comprende proprio tutti, non solo chi come lui dall’acqua salata ha tratto non solo una passione ma anche un mestiere: “Il Mare è la nostra palestra, noi ci alleniamo in mare e ovviamente abbiamo bisogno che sia pulito”.

Anche se Tita in realtà avrebbe cominciato da un lago non lontano della sua Trento, Caldonazzo, e a detta sua avrebbe pure lui perso qualche anno di Vela perché quando ha cominciato a 9 anni con suo papà in realtà preferiva giocare coi pupazzetti e sino ai 12 si è concentrato soprattutto sugli Sport Invernali. Già a 12 anni però era nella squadra nazionale, e a 13 conquistava il titolo di campione italiano nella classe Optimist, categoria in cui si aggiudica pure il Campionato Europeo Team Race e un bronzo Mondiale. La sua bacheca e la sua crescita diventano esponenziali: tra i titoli più notevoli, argento nel Campionato Europeo 49er nel 2009, bronzo in quello del Mondo del 2011, e nel 2015 nella categoria giovanile oro all’Europeo e argento al Mondiale.

Due storie che non potrebbero essere più diverse, e che si vanno a incrociare nel 2017, contro il parere di tutti, come ha raccontato Banti in una bella intervista a Francesca Lodigiani del Messaggero; allora entrambi correvano con altri, lei in Nacra  con Rufo Bressani e lui in 49er con Piero  Zucchetti col quale aveva fatto Rio: “L’inizio non è stato facile. Gli unici che ci sostenevano in quella fase erano le nostre famiglie e i nostri Circoli, Le Fiamme Gialle e l’Aniene. Per superare polemiche e isolamento avevamo solo un modo: fare risultati, mostrare la nostra determinazione. Così è stato”.

Le eccellenze di Genova nelle tappe internazionali di The Ocean Race in attesa del “Grand Finale”

 

Eccome, se è stato! “Non perdiamo una regata da settembre 2020. Tra l’altro è cambiato il sistema dei due timoni. Ora si può modificare l’inclinazione in navigazione, anche differenziandola, si vola quindi pure in bolina. Nuova sfida, nuova potenza. Noi però restiamo sobri e umili, con i piedi saldi a terra, consapevoli che la strada è lunga e che, come dice Nadal, a ogni gara si comincia da capo. Ora l’obiettivo è una medaglia a Parigi 2024. Prima però bisogna selezionare la classe per nazione, ai mondiali del 23 in Olanda, e selezionarci noi. Sarà un lungo inverno per esplorare, migliorare, perfezionare, sviluppare la potenza della barca e la forza, fisica e mentale, nostra”

Hanno riportato nello Stivale un Oro a Cinque Cerchi nella Vela che mancava da Alessandra Sensini e Sidney 2000. Oltre all’affermazione a Cinque Cerchi sono arrivati gli Europei nel 2017, 2018, e 2022, e sempre nel 2018 e 2022, due Coppe del Mondo. Partendo da due poli quasi opposti. Due porti dai rispettivi lati d’Italia, nord-est da un lato e sud-ovest dall’altro. Le loro diversità gli hanno vicendevolmente arricchiti. Dimostrando che non importa da dove e quando salpi, ma quanto sei disposto a metterti in gioco per l’avventura. L’importante è cominciare. Vale per la Vela, vale per la salvaguardia dell’ambiente e del Mare. Parola di Campioni.

Federico Burlando

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