Federer saluta il Tennis, la Liguria omaggia il Re

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Genova è Città Superba per definizione, Repubblicana per amore e Ghibellina per interesse. Per secoli ha respinto inesorabilmente o accolto magnificamente i sovrani a suo piacimento. Le mura di Porta Soprana si rivelarono fuori dalla portata di sua altezza Federico Barbarossa di Svevia, Sacro Romano Imperatore; mentre lo sfarzoso Palazzo del Principe fu innalzato apposta per ospitare adeguatamente il suo erede morale, Carlo V D’Asburgo, sui cui domini il sole mai calava. Quando venne il Re del Tennis nel settembre 2009 però dovette scendere a compromessi: non potendo resistere a Roger Federer, occorreva rendersi irresistibili. E così fu.

Federer non è stato solo un giocatore di Tennis. È un’esperienza. Molto simile alla sindrome di Stendhal, il turbamento che coglie gli spiriti più sensibili al bello di fronte a un’opera d’arte straordinaria. La Rock Star della Letteratura David Foster Wallace, che ha dedicato a pallina e racchette pagine immortali, gli ha dedicato un saggio definendolo “Un’Esperienza Religiosa”.

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Di lui ha scritto “la sua particolarità è che è Mozart e i Metallica allo stesso tempo […] Dimostra che la velocità e la potenza del gioco professionistico odierno sono semplicemente lo scheletro, non la carne; Il genio non è riproducibile. L’ispirazione, però, è contagiosa, e multiforme, e anche soltanto vedere, da vicino, la potenza e l’aggressività rese vulnerabili dalla bellezza significa sentirsi ispirati e (in un modo fugace, mortale) riconciliati”.

Federer entra nel circuito nel luglio 1999, ha annunciato il suo ritiro ieri, 15 settembre 2022, e a Genova il ricordo non può che andare a quell’altro settembre, il 20 del 2009, quasi 13 anni esatti prima, poco più di 10 anni dopo il suo esordio. Dal 2004 al 2008 più che un Re è stato un Imperatore, un Nume, una forza della Natura, su tutti i campi tranne che sul palcoscenico più prestigioso del Roland Garros, dove il suo grande rivale Nadal è semplicemente ingiocabile. Rafa riesce poi a sconfiggerlo in una partita leggendaria a Wimbledon, e Roger ha un momento di relativa difficoltà. Ma in capo a qualche mese si riprende quasi totalmente e si può dire che la versione che lo abbraccia entusiasta a Genova è l’Opera D’Arte fruibile a 360°, nel pieno della sua lunga fase di apogeo.

La Federazione ha designato la Superba per un appuntamento non solo di grande prestigio, ma anche importanza: i playoff di spareggio di Coppa Davis tra Svizzera e Italia. Stadio Beppe Croce di Valletta Cambiaso. La Davis sarà un cruccio di Re Roger sino al 2014, quando finalmente riuscirà a regalare alla sua Svizzera il tanto agognato trofeo. Tra il 2005 e il 2007 decide di concentrarsi esclusivamente sugli impegni individuali, e così nel 2008 Roger deve tornare in forza alla selezione Elvetica per riportarla in World League tramite gli spareggi Playoff.

Verso la fine del 2009 è nuovamente chiamato a difendere le patrie insegne per il medesimo scopo: il ritorno al Grande Tennis. Che in Italia al Maschile tra gli anni 80’ e la più stretta attualità è una chimera. Ad affiancare Re Roger c’è Stan Wawrinka, altro grande campione nato all’ombra delle Alpi. Roger di Basilea, 28 anni, Stan di Losanna, 24nne. A completare la squadra Stephane Bohli, Marco Chiudinelli, e Michael Lammer, Capitano Ivo Werner.

Genova prepara l’abito dei giorni migliori e stende il tappeto-campo rosso della Valletta, poco distante dalla villa progettata da Gian Galeazzo Alessi nel Rinascimento. I biglietti vanno a ruba. E come si conviene, si fanno sfilare i rampolli di casa, intesi come Liguria e come Italia. Capitan Corrado Barazzutti convoca infatti Fabio Fognini, che a 22 anni non è esattamente un debuttante, si è già messo in mostra nel Gran Ballo del Circuito e ha tante mosse da far vedere. Andreas Seppi, Simone Bolelli, Potito Starace sono gli altri Azzurri.

Ci sono tutti gli ingredienti della Semifinale del 2014, quando Fognini riaccenderà speranze di gloria sopite da tempo e proprio Federer le placherà con la consueta classe, per poi aggiudicarsi la finale con la Francia e l’unico storico trofeo che ancora mancava alla sua bacheca sterminata quanto una leggenda. Ma questo è un altro racconto: Genova 2009 è una bella Storia di una sfida che in sé e per sé di storia non ne ha. Troppo più forte gli ospiti. Inoltre Federer puoi sperare di batterlo una volta sola, e una ogni decine di partite. Ogni tanto anche gli Dei inciampano. Il problema è che è successo appena la settimana precedente: a gennaio Nadal lo sconfigge in finale degli Australian Open, quindi con lo spagnolo infortunato vittoria al Roland Garros e a Wimbledon; tutti si attendono il tris agli US Open, dove arriva in finale. Ma il “Gigante Buono” Juan Martín del Potro riesce a sconfiggere il Re dal guanto gentile in una partita epica, dopo che questi era stato sfiancato da una semifinale con Djokovic.

Sono in tanti a insidiare la sua corona, e nonostante già impugni lo scettro di più grande di sempre e gli acciacchi siano sporadici, il Re è stanco per le tante battaglie sui numerosi fronti. Ci si interroga sulle sue condizioni, ma alla fine la speranza è quella di veder il miglior Federer. Purtroppo per i colori azzurri, non deluderà.

L’Italia esce sconfitta, ma con onore. Solo gli scrosci di pioggia tipici dei Settembri locali funestano la festa. Federer sconfigge prima Starace e poi Bolelli per il punto del 3-1 sotto lo sguardo di un pubblico che si strappa le mani per gli applausi. Non tutti per il Re: l’Italia si fa amare per l’eroica resistenza. Sempre Starace e Bolelli avevano piazzato il punto della bandiera sconfiggendo la coppia Wawrinka-Chiudinelli, a cui impone la primissima sconfitta nella competizione dopo 10 vittorie consecutive. Fognini viene schierato a risultato acquisito e vince contro Michael Lammer. 3-2.

Il ritorno del Re in Liguria

Federer è stato un campione totale, un simbolo di regalità anche negli atteggiamenti. Sempre pronto a promuovere lo spirito sportivo nei giovani. Se mancherà tanto al Tennis, è perché sapeva abbinare a una fredda eleganza nel gioco il fuoco della passione, alla classe più cristallina, la competitività più tagliente. Grazia, lealtà, ardore si muovevano con lui ovunque andasse, dentro e fuori dai rettangoli di gioco.

Non solo in Liguria verrà ricordato per un vero colpo a effetto. Imperversa il Covid, vige la quarantena. Tutto fermo? Non per forza; un vero sportivo non si arrende mai. Ecco i Video dello Sport praticato durante la quarantena. Lo Sport che va avanti comunque. Vittoria e Carola  si riprendono mentre giocano ognuna a casa loro, l’una contro l’altra. Tecnicamente, sopra casa loro. Da un tetto all’altro. 13 e 11 anni, tanti sogni e tanta voglia di giocare.

Il Re le vede e promette che andrà a renderle omaggio. È un signore e sa che dovrà cedere la Corona un giorno; e si predispone la miglior eredità. Il futuro che avanza. Fa loro una magnifica sorpresa organizzata dallo sponsor Barilla. E si mette a giocare con loro sui tetti. A Finale Ligure. Poi offre loro di andare a giocare nella scuola di Nadal.

Votiamo per Carola e Vittoria, candidate al Laureus Sporting Moment Award

Ieri ha dimostrato che ci vuole signorilità nel dire gli addii, a Liguria e a Genova l’aveva già ostentata con gli Arrivederci. Ciao Re, hai casa nel cuore di ogni appassionato di Tennis, ma dal mare della Città dei Fiori al pinnacolo del Maggiorasca se lo vorrai sarai sempre accolto come un Principe. Anche in abiti borghesi.

Federico Burlando

 

 

 

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