In sella a 4 Paralimpiadi con Francesca Salvadè

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Pietro e Raimondo D’Inzeo, Cavalieri, sono gli atleti italiani che hanno partecipato a più Olimpiadi nella storia sotto le insegne del tricolore -8 a testa, da Londra 1948 a Montreal 1976- Sono andati in fuga sui loro destrieri e sembrano irraggiungibili, ma Francesca Salvadé, genovese del 1989, a 32 anni a Tokyo aveva già partecipato a 3 Paralimpiadi, si è recentemente qualificata per Parigi 2024 assieme alla squadra azzurra di Paradressage e ha tutto il necessario, tempo, classe e determinazione per acchiappare i due fratelli e il loro record di partecipazioni ai Giochi. Soprattutto da quando si è dedicata a 360° alla sua passione sportiva, nonostante si sia laureata brillantemente in Giurisprudenza già nel 2017. “Atleta eccellente, eccellente Studente!” era il nome della borsa di studio che ha vinto per i suoi meriti tra i tomi e i recenti, e descrive perfettamente la sua vita di dedizione alle passioni che la contraddistinguono.

Salta in sella giovanissima, come ha raccontato a Sportability: “Ho iniziato a montare a cavallo da piccolissima, da quando avevo tre o quattro anni. Mia sorella montava a cavallo, mia madre era appassionata. I cavalli hanno sempre fatto parte della mia vita. Inizialmente ho sempre fatto salto a ostacoli, anche con buoni risultati tra i normodotati, sono arrivata a vincere gli Italiani tra i normodotati. Poi nel 2011 è arrivato il mio primo dressage, e oltre il salto a ostacoli ho iniziato il dressage a livello paralimpico e internazionale. Iniziando a frequentare e a rappresentare la Nazionale ho abbandonato un po’ il salto a ostacoli e mi sono appassionata alla nuova disciplina”.

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Affetta dalla spina bifida, non ha mai lasciato che potesse essere un freno alle sue ambizioni, e anzi ne ha tratto da sprone. Prima del debutto nel 2011 in Normandia, nella manifestazione sportiva per disabili, aveva gareggiato nel salto ad ostacoli insieme ai normodotati. Da quel momento una serie di affermazioni nazionali e internazionali importanti, anche se è mancato il boom vero e proprio. Ad esempio al momento nelle sue rassegne a Cinque Cerchi ha sfiorato la medaglia ma non l’ha ancora colta. E del resto non solo l’importante è partecipare, ma il farlo è già un risultato che rivela un’abilità eccezionale.

A Londra 2012 ad esempio è arrivata ottava nell’ individuale quando non erano più di 10 mesi che si cimentava in quella disciplina e si allenava con quel cavallo. Un grande risultato. Col cavallo Muggel in seguito tra i tanti piazzamenti un quarto posto agli Europei del 2015 e un quinto posto con la squadra ai Mondiali, poi dopo solo due mesi col successore di Muggel, Oliver Vitz, una finale di squadra di Europeo.

Gli allori degli D’Inzeo restano su un lontanissimo soprattutto perché lei è bravissima a prendersi la ribalta senza bisogno di paragoni così eccelsi, ma è bello ricordare che se pure sono stati ribattezzati “i fratelli invincibili”, in realtà è soltanto dalla terza Olimpiade che hanno portato a casa delle medaglie e soltanto in quella del 1960 conclusero con un en-plein, con l’oro e l’argento a Roma nel Salto Ostacoli l’uno davanti all’altro. Francesca predica sempre che ci vuole pazienza e anche saper trarre il meglio dai momenti bui, così da darsi la forza per balzare con più forza verso le mete future. La sua canzone preferita è We Are the Champions e non ha bisogno di una medaglia per essere Campionessa, già lo è. Semplicemente lo sarebbe ancora di più se arrivasse un podio o un record di partecipazioni ai Giochi.

Partita dal Circolo Ippico Rapallo e da Zefiro e Astrid per le prime lezioni, andando avanti con Muggel e Oliver Vitz  ha già superato mete illustri e ostacoli ammirevoli, senza darsi troppe arie ma anzi mettendole in pratica con grazia -si chiamano infatti così gli esercizi del Paradressage- . Ora sull’orizzonte della sua strada c’è Parigi. A chi piace scommettere e cavalcare c’è una puntata comoda: Francesca Salvadé pure a Los Angeles 2028, landa di Cow Girl. Ma prima il 2024: è un viaggio così piacevole con lei che non bisogna affrettare le tappe. E del resto saprà conquistarsi tutto ciò che è nelle sue possibilità.

Federico Burlando

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