Ange e Josh: la sportività nel Rugby vale 1000 medaglie

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È partito tutto da Grenoble. La gioia di essere diventati grandi quasi da un momento all’altro, quella serie di batoste che non sembrava finire mai ma che ti aiutava a crescere a fianco ai giganti, ma anche quella corsa che pure sembrava interminabile, e si è conclusa nel migliore dei modi. Il 22 marzo del 1997 l’Italia del Rugby nel dipartimento dell’Isère sconfiggeva per la prima volta una squadra dell’allora Cinque Nazioni, e non propria una qualunque, dal momento che la Francia appena una settimana prima aveva ottenuto il Grand Slam. Due anni dopo là all’ombra delle Alpi nasce Ange Capuozzo, nonno paterno napoletano e madre originaria del Madagascar, e di conseguenza quella corsa che sabato al Millenium Stadium di Cardiff è valsa la vittoria agli Azzurri nell’ultima partita del Six Nations 2022 dopo 36 sconfitte consecutive.

È una storia bellissima con due migliori attori protagonisti, perché nel Rugby e nello Sport in generale ma soprattutto nella disciplina del Terzo Tempo per eccellenza non ci sono veri antagonisti. C’è un altro personaggio che si divide a fine match la scena con lui, le luci della ribalta sono per entrambi e lo spettacolo per tutti. Da una parte l’italo-francese con sangue Napoletano ed Africano nelle vene, un “folletto di 70 Kg per 177cm”, giustamente ribattezzato “Speedy”, un esterno capace di fuggire da un momento all’altro alle maglie avversarie come una dinamo impazzita. Dall’altra un colosso celtico che è l’incarnazione del Galles: Josh Adams, da Swansea, 94Kg per 185cm, Trequarti Ala, titolare in tutte le 5 partite che hanno portato i Red Dragons al Grande Slam del 2019, e il loro miglior realizzatore di mete (7) in una singola edizione del Mondiale (In Giappone nel 2019).

Ange va così veloce che normalmente non lo vedi arrivare anche se parte da lontanissimo, 19nne fa giusto in tempo ad esordire nella massima divisione transalpina col suo Grenoble che la squadra retrocede, lui arriva a questo Sei Nazioni dalla loro serie cadetta. Parte dalla panchina con la Scozia per il suo primissimo Cap e realizza due mete, parte quindi titolare nell’Italia a cui resta una sola chance per evitare l’ennesimo cucchiaio di legno. Nell’antro dei Dragoni però sembra più una speranza sussurrata a bassa voce che un sogno da gridare come una ola. L’Italia non li ha mai battuti sul loro campo, figurati se proprio oggi riesce a spezzare la maledizione…invece dopo 12 minuti il primo sangue è…Rosso. Punizione, vantaggio degli Azzurri. Che concludono il primo tempo in vantaggio 12-7. Vengono recuperati all’inizio della ripresa, sorpassi, controsorpassi, mete annullate, verso il 70’ deve essere attribuita la Medaglia per il Migliore della Partita, un onore tutt’altro che simbolico. Viene naturale premiare Adams, autore di una bellissima e potenzialmente decisiva placcata e il più forte dei padroni di casa che, nonostante un vantaggio relativamente risicato di 20-15 e conquistato con fatica stanno controllando agevolmente il match.

https://twitter.com/SixNationsRugby/status/1505544941149163520

Al 79’ però il fulmine Speedy che entra nella storia con una cavalcata che sembra una danza: con un’azione che persino i suoi quasi concittadini Napoletani non esiterebbero a definire Maradoniana mette a sedere mezzo quindici gallese, prima di servire a Padovani per la più facile delle Mete. Trasformazione e 22-20 negli ultimi due minuti.

https://twitter.com/SixNationsRugby/status/1505469443652075520

Ange Capuozzo è appena entrato nella leggenda, a 22 anni ha appena condotto l’Italia alla vittoria più epica della sua storia, a quasi 25 anni esatti da quella partita nella sua Grenoble, con un’azione incredibile a meno di due minuti dalla fine dei regolamentari e al termine di 7 anni consecutive di sconfitte.

https://twitter.com/SixNationsRugby/status/1505222034124525574

Dovrebbe essere lui il Migliore in Campo, è evidente, ma ormai è troppo tardi per riassegnare il premio. O meglio, lo sarebbe per i giudici, che non possono più correggere la loro decisione nonostante quanto occorso negli ultimi giri di lancette. Ma Josh Adams sente che quella medaglia non è meritata, si avvicina ad Ange mentre viene issato avvolto nel tricolore nel giro di campo, e gli consegna il trofeo subito dopo che lo fanno scendere. Il ragazzo, già commosso dall’estasi di quello che ha combinato, stavolta si fa toccare dall’”avversario”. Ma riesce a sfuggirgli una volta di più, e a ricommuoverlo in contropiede. Insiste affinché Josh si tenga il premio. Il più esperto collega d’oltremanica prova a insistere, ma è destino che quella medaglia vada a lui. I due si lasciano scambiandosi un sorriso. Ma quel momento rimarrà per sempre. Alla fine Speedy Ange si è fatto catturare: il “catch” è avvenuto in una bellissima pagina di sport.

Federico Burlando

 

 

 

 

 

 

 

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