Bebe Vio una Stella che orienta tutte le generazioni

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Lo Sport è una delle massime espressioni delle migliori aspirazioni umane. Condivisione, confronto, amicizia, affinamento costante delle proprie capacità.  C’è però bisogno di chi queste magnifiche idee le incarni e di chi invece gli dia i mezzi, le gambe, per stare in piedi e andare in giro per il mondo. Gambe metaforiche, perché si fa benissimo sport in tutti i sensi anche senza, come ha insegnato a più riprese Bebe Vio. E a volte assolutamente concrete, come nel caso dell’ex azzurro del Rugby Martín Castrogiovanni, che è stato al fianco di Bebe, tutti i giorni per mesi, portandola in braccio e sulle spalle, in modo da consentirle i movimenti riabilitativi dopo i recenti interventi chirurgici.

Ed è ormai quasi un anno da quando Bebe è andata a Tokyo per le Paralimpiadi quando sembrava non fosse sufficientemente in forma nemmeno per gareggiare. E invece ha rinunciato solo alla Sciabola, nel Fioretto Individuale è arrivato del tutto inatteso il suo secondo Oro dopo Rio 2016, e poi anche un Argento nella competizione a Squadre. Dichiarò: “Da piccola mi dicevano che non si può tirare di scherma senza braccia e che avrei dovuto cambiare sport, ma ho dimostrato a tutti che le braccia non servono: se hai un sogno, vai e prenditelo”. Quest’ultimo messaggio è quello che vale sempre, da passare in generazione in generazione come una fiaccola Olimpica tra testimoni, e che proprio per la sua trascendenza è stata perfetta a rappresentare a Orientamenti 2020, in piena pandemia, a tanti giovani che guardavano con preoccupazione al futuro.

Un messaggio che è bello richiamare oggi che è stata premiata Mecenate dello Sport dalla Fondazione Varaldo Di Pietro, per coloro che, in campo nazionale e internazionale, forniscono un contributo essenziale per la crescita dello sport e l’esaltazione dei suoi valori, anche attraverso attività di valore sociale e solidale. Proprio perché è importante non solo incarnare tali valori, missione precipua dei Campioni, ma diffonderli, dar loro modo di esprimersi, strutture a supporto, non sono gli atleti a dover essere incensati ma anche società e associazioni, organizzatori, giornalisti, raccoglitori di fondi…insomma chiunque aiuti gli atleti a qualsiasi livello, dal dilettante al professionista, dal bambino al veterano, e a qualsiasi livello di disabilità nel caso dei paratleti, a esprimere e far crescere la sua passione agonistica. E Bebe non è solo una Campionessa sulla pedana: innanzitutto ha fatto da testimonial a numerose campagne meritorie mettendo a frutto il carisma, la simpatia e la straordinaria influenza che ha sui giovani, tanto che è una vera e propria Stella dei Social, ma porta avanti attivamente anche la art4sport, associazione fondata assieme ai genitori il cui obiettivo è “Aiutare i bambini amputati a godere della bellezza della vita ed integrarsi nella società attraverso lo sport”. A ora sono 45 i ragazzi sostenuti, 210 le protesi e gli ausili sportivi forniti, e 250 gli eventi e i progetti portati avanti o a compimento. Numeri che scaldano il cuore forse persino più di quelli che pesano sulla sua bacheca.

Per il premio Varaldo verrà premiata il 30 settembre, mentre a Orientamenti nel novembre 2020, coinvolta da Michele Corti (presidente Stelle nello Sport)  aveva messo bene in chiaro come ogni difficoltà non sia altro che uno sprone a cambiare in meglio, tema di quell’edizione:

“Saper cambiare. Indispensabile se vuoi vivere o non solo sopravvivere. Io ho avuto la fortuna di cambiare completamente vita, anche fisicamente, nel 2008 quando ho affrontato la malattia. Stranissimo ma bellissimo da altri punti di vista. Io sono contro le lamentele, bisogna cercare di godersi la vita in qualunque caso. Frequento l’Università americana e mi sento, in pratica, al centro del mondo. Il cambiamento vuol dire anche attraverso momenti difficile per poi magari trovare qualcosa di figo. Università a distanza? Troviamo i lati positivi, per esempio di quanto è bello essere all’Università in pigiama. Per me è comodissimo non dovermi svegliare mezz’ora prima per mettermi gambe e braccia ma basta prendere il PC”

Proprio in quella cornice genovese giunta alla 25° edizione, aveva spiegato nel dettaglio l’attività dell’art4sport:

“Il nostro scopo è far si che lo Sport diventi una possibilità per tutti. Lo Stato non aiuta, a livello economico i ragazzi amputati a ottenere protesi per camminare e correre. I miei genitori, nel 2009, hanno creato l’associazione Art4Sport e oggi contiamo 38 ragazzi dai 3 anni ai 30. Attraverso lo Sport, si può tornare alla vita di prima. Noi vogliamo fornire quel pezzettino mancante per fare Sport attraverso le attrezzature. Vogliamo fare cultura dello sport. Vogliamo portare, attraverso Fly2Tokyo, una squadra di ragazzi alle Paralimpiadi di Tokyo 2021”.

Bebe Vio a Orientamenti: “Saper cambiare è indispensabile. Sport diventi una possibilità per tutti”

Missione in seguito raggiunta, e diventata anche una serie televisiva su Rai Play. Se puoi sognarlo, puoi farlo. La parola è di Bebe Vio, ma anche la carne e le ossa che le hanno data la sostanza. Quando ci si chiede di che materia sono fatti i sogni, si pensi al sorriso di Bebe Vio e si troverà la più smagliante delle risposte.

Federico Burlando

 

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