L’ascesa nel firmamento dell’Atletica di Ludovica Cavalli

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Boras (Swezia) 18- 21/07/2019 Campionati Europei under 20 , European athletics U20 - foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Tesserata per l’Aeronautica Militare, si prende tutti i giri di prova che le servono per volare, in pista. Perché sa che nello Sport e soprattutto nell’Atletica occorrono tempo e pazienza per raccogliere i risultati. Poi però una volta infilata la traiettoria giusta, si tratteggia una scia di successi che non finisce più. Ludovica Cavalli, 22 anni, spunta lungo il mare di Genova dalla secolare Trionfo Ligure sotto l’ala di Sergio Lo Presti e va veloce ma senza fretta verso il firmamento della Corsa: a giugno ha conquistato la medaglia di Bronzo sui 1500 metri piani ai Giochi del Mediterraneo di Orano, ultima medaglia di un 2022 in cui l’unico sembra essere il cielo.

Sono infatti arrivati 3 Ori ai Campionati Italiani Assoluti, nella Corsa Campestre sui 3Km, sui 1500 piani, e sui 3000 piani Indoor assieme alle consuete brillanti affermazioni nella categoria under 23; ma in realtà sa che c’è spazio per crescere ancora. Si affacciano infatti all’orizzonte gli Europei di Monaco, ma anche il prosieguo degli studi di Chimica, avviati a Modena, e tanti nuovi giri di Pista. Da cui ripartire per altrettanti obiettivi d’alta quota.

Da dove nasce la tua passione per l’Atletica? Quando hai cominciato a praticarla?

“Mi piace correre da quando sono piccola, non ricordo un’età precisa in cui è iniziato a piacermi. Andavo a correre la domenica mattina con mia mamma ancora prima di iniziare a praticarla come sport. Ho iniziato quando avevo 14 anni. Prima giocavo a calcio e siccome era uno sport che mi legava tanto a mio nonno, che mi arbitrava la domenica, ho fatto fatica a lasciarlo per incominciare a correre”

 

Quanto ti alleni al giorno? Come mantieni il tuo corpo in forma?

“Gli allenamenti variano in base al periodo dell’anno. In preparazione invernale, quando ci concentriamo esclusivamente sugli allenamenti, mi alleno due volte al giorno. Sotto gara non faccio più di un allenamento al giorno.

I miei allenamenti variano da ripetute in pista, corse lunghe, forza in palestra e salite brevi o lunghe. Mi tengo in forma anche attraverso l’alimentazione sana ed equilibrata e il giusto riposo quotidiano”

Qual è stata l’emozione più grande della tua carriera?

“È difficile selezionare solo un avvenimento in otto anni di atletica. Le emozioni sono state tante, dalle prime gare fino alle ultime. Mi piacerebbe ricordare il mio ultimo italiano assoluto, in cui ho in vinto la medaglia d’oro nei 1500m. È stato frutto di tanto lavoro, sia mentale che fisico, ho lavorato su me stessa come mai ho fatto prima. È stata la gara in cui più ho sentito che la strada che stiamo percorrendo è quella giusta.

All’arrivo, ancora incredula, sono corsa ad abbracciare i genitori, che mi hanno fatto la sorpresa e sono corsi a vedermi, facendosi 489 km di macchina. Vederli felici e fieri di me è stata la cosa più bella di quel giorno”

Quali sono per te i valori dello sport, in generale, e quelli in particolare dell’atletica?

“Lo sport, in generale, lo definisco una ‘palestra di vita’. È utile ai giovani per imparare valori che ci porteremo per sempre nel nostro bagaglio di esperienze. Insegna il rispetto dell’avversario e delle regole; il sacrificio per ottenere ciò che si vuole; la costanza che è fondamentale per arrivare ai risultati prefissati; insegna anche a perdere, perché non si può sempre vincere ma da una sconfitta si può imparare e lavorare su ciò che ci manca.

Personalmente dall’atletica ho imparato a migliorarmi ogni giorno. A lavorare con costanza per una crescita: emotiva e fisica. Sto imparando a reagire quando ci sono dei momenti ‘no’ e sono costretta a crederci quando tutto sembra perduto. Sono sempre messa alla prova e ogni giorno vado a dormire con qualcosa di nuovo su cui ragionare”

Come hai affrontato il periodo del covid, difficile per tutti ma in particolar modo per gli sportivi?

“Immagino che per ogni ragazzo/a il covid sia stato un momento di vita particolarmente complicato. Stavo in casa con l’idea che il tempo me lo stessero strappando via e io non potessi farci nulla. Mi sono portata dietro un po’ di strascichi psicologici, ma riprendere la vita il più possibile ‘normale’ e ricominciando a praticare il mio sport mi ha aiutata ad andare avanti”

Ci racconti un segreto… rivelabile? Una pratica, un rito, un motto che ti ha aiutato a diventare una campionessa?

“Prima di andare al campo gara chiamo la mia mamma, ripasso con lei la tattica di gara che ho accordato con il mio allenatore. Mi dà la giusta dose di carica e tranquillità. Dopo mi sento pronta”

Una passione aldilà dell’atletica?

“L’atletica e lo studio occupano tanto spazio all’interno della mia vita di tutti i giorni. Una volta finito l’allenamento mi dedico alla mia università. Posso dire che sia la seconda passione, lo faccio volentieri”

Qual è il rapporto con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

“Amo la mia regione, in particolar modo la mia città. Anche se ora abito a Modena, quando ritorno mi sento subito a casa. La mia famiglia è tutta a Genova, quindi tornare e rivederli è sempre bellissimo.

La Liguria è tutta bella. Essendo abituata al mare ligure per me è difficile vivermi altri posti balneari allo stesso modo. Mi piace molto Sestri Levante, ho il ricordo di quando, da piccola, andavamo la sera, con la mia famiglia e qualche amico, a vedere i negozi e giocare in spiaggia”

C’è una figura, del mondo dello sport o in generale, che è per te motivo di ispirazione?

“Fin da più piccolina ho avuto il piacere, tramite i raduni nazionali giovanili, di venire a contatto con gli allenatori e atleti che hanno fatto la storia dell’atletica italiana, come Gigliotti o Gabriella D’orio. Per me il loro supporto è stato di grande aiuto nella mia crescita. Oggi, lavorando nello stesso campo del prof Gigliotti, posso confermare che non potrei essere più fortunata di avere l’opportunità di essere sostenuta da un grande allenatore come lui”

Che consigli daresti a una bambina o a una ragazza che si avvicina all’atletica per la prima volta?

“Il primo consiglio che mi sento di dare è di divertirsi, lo sport serve a questo, soprattutto quando si è piccoli. Il secondo, come mi diceva sempre mia mamma quando tornavo a casa giù di morale, è di avere pazienza. Uno sport come l’atletica richiede tanta dedizione e tanta costanza, solo dandosi il giusto tempo si raccoglieranno i risultati più alti. Infine di avere la forza di non mollare nei momenti bui, perché se si impara a sopportare quelli, tutto il resto farà un po’ meno paura”

Quali sono i tuoi programmi per il futuro?

“Ho tanti programmi e altrettanti sogni. Per ora mi concentro sul portare a termine il mio periodo in altura, a Sestriere prima degli europei di Monaco”

Un saluto finale ai tuoi tifosi e ai lettori di Stelle nello Sport!

“Saluto tutte le persone che mi seguono e tutti i lettori che si sono fermati a leggere la mia intervista. Un grazie speciale a Stelle nello Sport!”

Federico Burlando

Si ringrazia il Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare per aver permesso e agevolato lo svolgimento dell’Intervista

Per ulteriori Informazioni:

https://www.instagram.com/_ludovicavalli_/

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