Luca Spirito: la pallavolo nel sangue, la Liguria (e il Beach Volley!) nel cuore

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La pallavolo a 360° e a 330 giorni all’anno, gli altri 30 per la sua Liguria, la famiglia, gli amici di sempre, che anche lì c’è tanta pallavolo, ma soprattutto quello che difficilmente può trovare a Verona, il Beach Volley. Che non sembrerebbe, ma è qualcosa di diverso dallo sport che pratica a livelli internazionali. Luca Spirito non si è spinto sino alla città di Giulietta e Romeo per trovare il suo grande amore, la Pallavolo, ve lo hanno introdotto i genitori praticamente tra le mura di casa, lui semmai al contrario con la sua passione c’è andato in giro per lo Stivale, il Mediterraneo e il Vecchio Continente.

Tutto è cominciato nella sua Albisola, ma già a 16 anni nel 2009 è nel Club Italia, prima in B2 e poi in B1. Col ritorno ad Albissola arriva la vittoria nell’Europeo Under 20 del 2012.D a allora una crescita costante, sia nei club che con le selezioni azzurre, con passaggi alla Pallavolo Genova, l’A2 in Brianza, l’A1 a Molfetta e poi la convocazione all’Europeo del 2017 e l’argento alla Grand Champions Cup, al termine di un biennio colmo di soddisfazioni: nel 2016 al primo approccio con il Verona Volley la conquista della Challenge Cup, competizione a cui contribuisce a qualificare la Porto Robur di Ravenna la primavera seguente.

Se le radici sono innegabilmente Liguri e ponentine oltre che solide, è in riva all’Adige che ha germogliato e che, a 28 anni, l’età più matura per un palleggiatore, si appresta a dare i migliori frutti di un raccolto comunque già copioso.

– Sei nella classifica Big-Trofeo Bayer di Stelle nello Sport, stai ricevendo molti attestati di stima dai tuoi sostenitori sparsi per tutta la Liguria. Ti aspettavi una tale ondata di affetto dalle persone?

“Non mi aspettavo questo affetto, perché comunque il tempo che ho passato in Liguria ero più giovane, piccolo, e adesso ho lì miei amici più cari, quelli d’infanzia, ma la maggior parte del mio tempo lo passo fuori. Giocando a Verona, facendo sport e tutto quanto in Liguria non posso passare molto tempo”

– Da dove nasce la passione per la Pallavolo? Quando hai cominciato a praticarlo?

“Nasce dalla mia famiglia, famiglia di pallavolisti, papà e mamma pallavolisti e per forza di cose mi ci sono trovato! Mi è piaciuto e poi da gioco è diventato lavoro”

Quanto ti alleni ogni giorno? Come mantieni il tuo corpo in forma?

“Ci alleniamo tutti i giorni tranne uno, quello libero, di solito il lunedì dopo la partita, e generalmente facciamo quasi sempre 2 allenamenti al giorno da 2 ore e un quarto, 2 ore e mezza l’uno”

– Qual è stata l’emozione più grande della tua carriera?

“Partecipare alle varie competizioni internazionali con la Nazionale, perché penso che indossare la maglietta della propria nazione sia il sogno di ogni sportivo, quindi non c’è un momento particolare ma se devo indicarne uno, l’Europeo con la Nazionale Seniores. Anche se non è andato come volevamo, è stata una grandissima emozione”

Quali sono per te i valori dello sport, in generale, e quelli in particolare della Pallavolo?

“Mi è sempre stato insegnato che in uno sport come la Pallavolo, di squadra, bisogna saper lavorare assieme, condividere le cose assieme, saper essere squadra. Il fatto che si creino dei rapporti all’interno e all’esterno del campo sono dei valori aggiunti”

Come hai affrontato il periodo del Covid, difficile per tutti ma in particolar modo per gli sportivi?

“È stato difficile all’inizio perché comunque quando è scoppiato tutto il casino che è venuto fuori è stato molto difficile trovare una soluzione a quanto stava succedendo, anche perché quando hanno messo il primo lockdown ero in casa a Verona, in appartamento, e non avevo neanche un balcone, niente… Quindi ho passato i primi 20 giorni sigillato in casa, sono andato una volta a far la spesa e mi sembrava che non ci fosse più nessuno nel mondo perché le strade eran deserte! Nel momento in cui han stoppato il campionato e tutto, che non si poteva più giocare, son tornato a casa e ho avuto la fortuna di avere lì da mia mamma un po’ di spazio esterno e posso dire di essermela passata abbastanza bene, perché tra una cosa e l’altra avevo la possibilità di vivermi un po’ la natura, riposare, e ricaricare le pile”

– Ci racconti un segreto…rivelabile? Una pratica, un rito, un motto che ti ha aiutato a diventare una campione?

“Sinceramente, un segreto per diventare campione, non avrei nulla da dire!  So soltanto che per arrivare a certi livelli, in alto, bisogna fare molti sacrifici. Secondo me il segreto è avere affianco le persone giuste, le persone che ti supportano, le persone che ti aiutano… la mia famiglia lo ha sempre fatto, i miei amici lo hanno sempre fatto, quindi da questo punto di vista, quindi se devo trovare un segreto per la strada che sto percorrendo è questo”

– Una passione al di là della Pallavolo?

“Potrò sembrare monotono, ma la mia più grande passione oltre alla Pallavolo è il Beach Volley. Molto simile per certi aspetti, però completamente diverso. È una cosa che mi piace tantissimo, come l’ambiente del Beach Volley. Chissà, magari un giorno potrò fare qualche competizione…”

– Qual è il tuo rapporto con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

“Allaccio la mia Liguria al Beach Volley! Quelle volte che riesco a essere a casa al 90% è estate, e ci sono i miei amici che sono ovviamente tutti quanti nel mondo della pallavolo, e quindi ci troviamo, giochiamo a Beach Volley, passiamo dei bei momenti in spiaggia, quindi quando penso alla mia Liguria…penso al mare, alla spiaggia, penso a un paesaggio meraviglioso perché è unico in tutta Italia”

– C’è una figura, del mondo dello sport o in generale, che è per te motivo di ispirazione?

“Sin da piccolo il mio idolo sportivo, sia per questioni di famiglia che “di tifoserie”, è sempre stato Del Piero. Mio padre è juventino, quando c’erano le partite della Juve da guardare in televisione ero sempre con lui a guardarle, e Del Piero è sempre stato il mio idolo. Adesso se devo trovarne uno, magari è un po’ banale, ma vedendo “The Last Dance” su Netflix, Michel Jordan! Penso sia l’esempio numero uno dello sportivo che vuole vincere tutto, che vuole arrivare al massimo”

– Che consigli daresti a un bambino a un ragazzo che si avvicina al Volley per la prima volta?

“Innanzitutto divertirsi e fare gioco di squadra con i propri compagni, perché questo è uno sport di squadra. Sia per divertirsi che per provare a vincere, perché una volta che iniziano i campionati, quelli under 12, 14, 16 e così via, ci si diverte ma si gioca anche per andare il più avanti possibile, e questo si può fare solo se si gioca assieme”

– Quali sono i tuoi programmi per il 2022?

“Sinceramente non li so ancora, perché adesso siamo in attesa dei playoff 5° posto, che inizieranno il 17 aprile, per cui ci stiamo allenando, e una volta finita la stagione vedremo un po’ come si svilupperanno le cose, se sarò chiamato in Nazionale, oppure no! Se sì, andrò a fare allenamenti, competizioni, tutto quello che mi verrà richiesto, se invece non sarà la prima estate totalmente libera da un po’ di tempo e quindi magari la dedicherò un pochettino a me, al mio tempo libero, magari a fare un po’ di competizione di Beach Volley, non si sa mai”

– Spiega per quali ragioni è importante votarti e lancia Un messaggio-saluto finale a tutti i tuoi sostenitori di Stelle nello Sport!

“Non saprei spiegare perché votarmi, sono veramente felice per tutti i voti che ho ricevuto, che sto ricevendo, e spero di poterli ripagare in un qualche modo, quindi se continuerete a votarmi sarò solo che contento, quindi un grazie proprio a tutti, un abbraccione e ciao!”

Federico Burlando

Si ringrazia il Verona Volley per aver agevolato lo svolgimento dell’intervista

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