“Una Classe di Valori” all’IC Foce con Luca Baldini

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Honolulu , Sharm El Sheik, Fukuoka…Luca Baldini ha nuotato e vinto dappertutto. Messinese di nascita e Genovese nel cuore, ha il mare nelle vene. Ora è il direttore delle Piscine d’Albaro e da grande campione qual è, ha voluto portare il suo esempio di atleta, ma anche di instancabile lavoratore, ai ragazzi della scuola media dell’IC Foce di via Banderali, che ben guidati dall’insegnante Antonietta Muscillo lo hanno tempestato di domande, nell’ambito di una nuova tappa del progetto “Una Classe di Valori” di Stelle nello Sport, dal 2022 in partnership con  Orientamenti School, il progetto di sistema di Regione Liguria che sostiene scuole e famiglie durante tutto l’anno con attività in classe e il coinvolgimento di esperti e testimonial per aiutare i ragazzi a compiere scelte consapevoli e informate per il proprio futuro.

Baldini, da bravo nuotatore in acque libere ha saputo districarsi bene nell’oceano della loro sconfinata curiosità.

Ciao Luca!

  • Un rapido saluto

“Ciao a tutti, vi ringrazio e sono estremamente onorato di essere qui a parlare con voi. Quando si è i diretti interessati è difficile darsi valore da soli, ma sono onorato di essere stato oggetto di una vostra ricerca”

Luca e il Nuoto

  • Cosa ti piace di più del nuoto?

“Il nuoto ti permette di staccarti da tutto, di isolarti, nel bene e nel male. È il bello e il particolare del nuoto”

  • Come è nata la voglia di nuotare?

“Ho sempre avuto la passione per l’acqua! Diciamo che i miei genitori esasperati dal fatto che come vedevo una pozza o un anfratto mi ci buttavo dentro, hanno cominciato a portarmi in piscina, e poi da lì è nato tutto”

  • Qual è il tuo stile preferito?

“Libero, le gare in acque libere si nuotano in stile libero perché è il più veloce. Ma mi piace molto anche la farfalla, perché è molto elegante”

  • Perché preferisci il nuoto in acque libere a quello in acque libere

Commenta Tempestivo sulle Acque Libere Marco Callai: “Perché gli piace soffrire!” –

“Un po’ soffrire ti deve piacere, ma rispetto alle piscine c’è più una sensazione di gioco, ci sono le tattiche, le scie, hai l’avversario a fianco…lo so che sembra strano, ma è più simile al Ciclismo”

  • Che sport avresti fatto se non ti fossi dedicato alla Mountain Bike?

“Mi piace molto la Mountain Bike, e, non so se devo dirlo, perché è un po’ pericolosa, la moto. Anche se non pratico il motociclismo, mi piace molto guardare le gare”

  • C’è mai stato qualcuno che ti ha detto che non avresti dovuto fare nuoto?

“Ma no, tutti mi hanno sempre sostenuto nella mia attività anche da giovane. Io sono molto contento, al di là del coinvolgimento di Marco e di Stelle nello Sport, che è un progetto molto valido, perché mi interessa mostrarvi che lo sport è un valore assoluto, che serve nella vita anche al di là dell’attività atletica”

  • Che sacrifici hai fatto per diventare un nuotatore?

“Quelli che fate anche voi tutti i giorni…siete impegnatissimi con la scuola, di sicuro, o magari fate pure più di uno sport, lo vedo coi miei nipoti, ma poi servono a crescere”

Ora sei famoso, ma c’è qualcuno che prima che lo diventassi ti ha ispirato?

“Famoso non credo di esserlo mai stato- magari in quegli anni in cui nuotavo!- Il mio idolo in assoluto era Giorgio Lamberti. Avevo la vostra età quando lo guardavo, aveva 10 anni più di me, e nel 1989 aveva fatto il Record del Mondo.  Ora ha 3 bambini, di cui uno che vince tantissime medaglie, anche Mondiali, sulle vasche corte”

Luca l’atleta

  • La prima gara in mare aperto?

“Ho iniziato molto presto, più o meno avevo la vostra età. Il Miglio Marino che si fa alla Sportiva Sturla è stata la mia prima importante da Esordiente, poi al Lago di Bracciano nel 1997. Era una gara di selezione per gli Europei, ho provato a partecipare ed è andata bene”

  • Qual è la gara più importante che hai vinto?

“Fukuoka, 2001, il primo Campionato del Mondo che ho vinto, il momento più alto per me”

  • Sei stato un campione sulle lunghe distanze, andavi forte anche sulle brevi?

“Non ero molto bravo nelle distanze corte, ero sicuramente un fondista, nuotatore di fondo o mezzo fondo”

  • Come ti sentivi al traguardo di una gara?

“Bene, perché intanto avevo finito! Poi, la soddisfazione di aver dato il meglio di sé stessi appaga sempre, e se si vince è ancora meglio”

  • Com’è da atleta sentire suonare l’inno, e magari cantarlo su un podio?

“È bello, bellissimo, ma si rischia di farsi coinvolgere dal momento, è come una bolla. Magari sento di più il momento e ne percepisco l’importanza da “esterno”, quando vedo altri farlo”

Cosa cambieresti della tua carriera tornando indietro?

“Qualcosina lo cambierei. Vedendo come è adesso il nuoto magari farei qualcosa di diverso, ma chiaramente è solo fantasia, non si può tornare indietro nel tempo ma sono contento di quello che ho fatto”

Luca e gli Infortuni

  • Una domanda su un momento forte: cosa ha significato dover lasciare la carriera da atleta da un momento all’altro per dei problemi cardiaci?

“Un momento forte, come dici te, perché ho dovuto lasciare mentre ero Campione del Mondo in carica, ma la mia vita da atleta mi ha aiutato a superare il momento”

  • Ti sarebbe piaciuto partecipare alle Olimpiadi?

“Eh sì…era uno dei miei obiettivi, ma non l’ho potuto fare proprio perché ho fatto delle visite specifiche, e in quell’occasione mi hanno trovato il problema al cuore. Ma avrei dovuto comunque qualificarmi, quando ho fatto la visita non ero qualificato”

  • Hai mai saltato una gara subito prima di un infortunio particolare?

“Saltare una gara per un infortunio specifico non mi è mai successo, magari c’era qualcosa che non andava ma poi si tamponava”

Luca e gli allenamenti

  • Quanto ti allenavi quando eri un atleta?

“5 ore al giorno tranne la domenica, tra i 14 e i 16 Km al giorno, nei periodi di avvicinamento alle gare pure di più”

Cosa mangiavi quando eri un atleta?

“Seguivo una Dieta Mediterranea, cercando di avere un giusto contributo di carboidrati. La pasta, il pane, le proteine, che servono ad aiutare il muscolo a nutrirsi. Ancora oggi la nutrizione ha fatto dei passi in avanti enormi rispetto a quando nuotavo”

Quanto ti alleni oggi?

“Ho ripreso ad allenarmi di più perché ora mi sento meglio e mi sento sempre meglio quando lo faccio. È proprio vero che il nuoto fa bene alla salute!”

  • Come ti preparavi per un evento importante, allenandoti di più o di meno?

“Principalmente facendo subito prima della gara un giro di riscaldamento preparatorio”

Quanto è importante lavorare con un team?

“È importante sempre, da piccoli per crescere e da grandi perché ci vuole sempre un confronto, quasi uno psicologo”

  • Com’è il rapporto col tuo allenatore?

“Ottimo! È Filippo Tassara, che lavora ancora con me. È importante avere un bel rapporto col proprio allenatore”

Quanto bisogna allenarsi per diventare un campione come te?

“Quanto tempo non te lo saprei dire, KM tanti di sicuro! L’acqua comunque non è il nostro elemento, e ci vuole tanto allenamento per abituarvici”

Luca e il Fair Play

  • Nel nuoto in acque libere, come ci si regola col Fair Play?

“Situazioni di scontro del Nuoto in acque libere ci sono, però fai così con la mano e ti scusi”

Rispettavi il Fair Play?

“Io credo di averlo rispettato, ma non sta a me dirlo. Sono gli altri a dover dire: “Quell’atleta è veramente corretto” ”

  • E ti è mai capitato di non rispettare il Fair Play?

“Può succedere, ma probabilmente qualche colpo proibito l’ho dato anch’io senza volerlo troppo”

  • Eri amico coi tuoi rivali?

“Eravamo sicuramente amici, c’era un legame di rispetto che inevitabilmente crea dell’amicizia. Alla fine facendo le stesse cose c’era una passione comune e un sacco di rispetto per il lavoro altrui. Nuotando ho sviluppato delle amicizie enormi, bellissime”

Qual è stato il tuo più grande rivale?

“Negli anni ho avuto vari rivali. Marco dice che si sono arresi uno a uno, un po’ è vero! I russi erano molto forti, c’era un certo Alekseij Akat’ev, mi rendo conto che a voi non dirà molto, ma mi sembrava giusto menzionarlo e Thomas Lurtz, che poi ha raccolto molto dopo che ho smesso”

Luca “da Grande”

  • Cosa hai provato dopo che hai dovuto lasciare la carriera?

“Ho dovuto riorganizzarmi, tutto il sistema, ma poi ho avuto la possibilità di allenare e di diventare dirigente. Fa parte del gioco, ma lo Sport ti aiuta anche in questo, a organizzare le tue risorse”

“Questo me lo chiedo anch’io, in questo momento ma anche in generale! Gestire una piscina vuol dire essere sempre in contatto col mio Sport e con le mie passioni. Poi magari ci sono delle cose che non sono collegate al mio sport, ma il motivo principale è sempre la passione”

  • Cosa ti sei portato della tua esperienza da Atleta?

“Essere capace di gestire le proprie risorse e forze e applicarle correttamente. Cercare di avere sott’occhio ogni piccolo particolare”

Hai fratelli e sorelle? Hai una famiglia?

“Ho una sorella e sono sposato”

  • Come mai ti sei trasferito a Genova?

“Ho sempre vissuto a Genova. È la mia città anche se non sono nato qui, mi ci sono trasferito da piccolo con la famiglia. Poi ho vissuto anche a Roma, ma considero Genova la mia città e mi piace molto”

Luca e la Scuola

-Come riuscivi a bilanciare la tua carriera sportiva con lo studio?

“Non è facile! Diciamo che non ero uno studente modello, però sono riuscito a diplomarmi, e poi a proseguire con successo i miei studi di Sport Management. Però ad esempio, anzi se vogliamo un esempio più fulgido, c’è un ragazzo, Matteo Restivo, ha vinto delle medaglie ai Campionati Europei, di altissimo livello, e si è laureato in medicina. Quindi è possibile bilanciare il tutto, anche se non è facile, ci vuole tanto impegno”

  • Qual era la tua materia preferita?

“Ragioneria!”

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