Stella tra le Stelle: Sara Anzanello e il Gala 2007

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Clamorosamente per lei che con l’Italia e in Italia aveva vinto tantissimo, e in primis il cuore dei suoi compatrioti, per quella carica di simpatia ed energia che elettrizzava ogni intervista e ogni parquet, le mancava il titolo più scontato, lo scudetto.

Sara Anzanello viene a Genova al Gala dello Sport 2007 a premiare Leila Bottaini, atleta ligure Juniores dell’Anno, promessa della Pallavolo, anche se il giorno dopo c’è una finale a Pesaro per la finale di Coppa di Lega, ma ci teneva troppo a portare sul palco il suo sorriso:

“Domani giochiamo…le mie compagne sono già andate e io ho avuto questo permesso dalla società. Mi manca lo scudetto, quella è la pietra dolente! Ma tempo ce ne è, io sono fiduciosa! E poi con la nazionale, adesso stiamo facendo un programma mirato all’Olimpiade del prossimo anno, soprattutto, ma comunque non dimentichiamo l’Europeo di settembre, dove spero di raggiungere il podio più alto possibile!”

In azzurro sin dal 1998, quando vi approdò 17nne, era il sole della Nazionale che conquistò lo storico Mondiale del 2002, non solo per il suo ruolo Centrale, o per i suoi Muri che potevano fare ombra a ogni schiacciata avversaria, ma perché nello spogliatoio o davanti alle telecamere sapeva illuminare gli animi in pochi istanti, a volte con un semplice sguardo.

Quella finale contro la Vis Pesaro, come altre indossando la casacca tricolore o quella novarese dell’Asystel, la vince: una Coppa di Lega che va ad aggiungersi agli altri: Italia di A1 e A2, Challenge, Super, e poi, un argento all’Europeo del 2005 oltre al Mondiale, e ancora due Coppe del Mondo, ambedue in Giappone, nel 2005 e nel 2007; e ancora, 5 podi al World Gran Prix.

Lo scudetto però le è sempre mancato. Diceva che c’era tempo, e sì che lei l’ha sempre sfruttato al massimo. Uno dei motivi per cui oggi viene ricordata. Colpita da un male infame nel 2013, una grave forma di epatite contratta in Azerbaigian mentre giocava nel campionato locale, al solito non si è tirata indietro ma è avanzata per fronteggiare l’avversario. È tornata a giocare per un breve periodo, con buoni risultati, ha fatto parte del Club Italia, ha dato sfogo al suo talento per il disegno.

Ma il male è sempre stato lì. Non è riuscito a intaccarne la positività, la volontà di vivere appieno la sua esistenza, e così, ripresentatosi sotto forma di linfoma, l’ha stroncata. Nell’ottobre del 2018. Dopo che le era stato diagnosticato nell’agosto dello stesso anno, e aver testimoniato una volta di più quanto fosse una gioiosa guerriera. Incapace di cedere di un passo di fronte al dolore o allo sconforto. Il titolo della sua biografia, “Chiamatemi ancora Anza”, uscita postuma per ricordarla per mano dei suoi genitori e a scopo benefico, è un invito a illuminarsi una volta di più avvertendone la solare presenza.

Lo scudetto, quello vero, l’ha infine mancato; ma, ora Stella tra le Stelle, c’è tutto il tempo, l’eternità, per ricordarla come una vera Campionessa d’Italia. Dentro e fuori dal campo.

Federico Burlando

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