Standing ovation per il prof. Francesco Bocciardo. Applausi da 800 studenti da tutta Italia

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Clicca sul video youtube per rivedere la diretta con Francesco Bocciardo!

Si apre con il botto la nona edizione di “Una Classe di Valori”, uno dei filoni del progetto Stelle nello Sport dedicato alla presenza dei Campioni nel mondo della Scuola, sempre più oggetto di attenzione anche grazie alla partnership con Orientamenti School, il progetto di sistema di Regione Liguria che sostiene scuole e famiglie durante tutto l’anno con attività in classe e il coinvolgimento di esperti e testimonial per aiutare i ragazzi a compiere scelte consapevoli e informate per il proprio futuro.

Quella andata in scena oggi, alla presenza di oltre 800 studenti, è stata una  “lezione speciale” promossa insieme all’Associazione The Bright Side, grazie al coordinamento del professor Maurizio Braggion, condirettore del TG delle Buone Notizie, e con la partecipazione di Benedetta Gaia Cosmi (giornalista e saggista, componente della giuria del Premio di letteratura sportiva Sandro Ciotti). Ospite d’eccezione, Francesco Bocciardo, due volte medaglia d’oro alle recenti Paralimpiadi di Tokyo e straordinario testimonial di Stelle nello Sport. L’incontro è stato moderato da Michele Corti, presidente dell’associazione Stelle nello Sport.

Lo sport è un mondo di valore ma può esser strada per una professione e un futuro. Questo il pensiero di Ilaria Cavo, assessore regionale alla Formazione.  “E’ un momento importante in cui si incrociano due progetti a cui Regione Liguria tiene molto: Stelle nello Sport e Orientamenti. La presenza di Francesco è la declinazione più autentica di come la Scuola, attraverso l’orientamento, può incrociare lo Sport. Francesco è testimonial del progetto Orientamenti che ha avuto il titolo Restart in occasione dell’uscita della pandemia. Nel 2022 parleremo di Care, ossia prendersi cura delle proprie competenze, anche quelle che arrivano dallo Sport che è un mondo di valori, impegno e passione. Lo Sport è anche opportunità di mestieri come dimostra anche la partecipazione del Coni a Orientamenti”.

“Avere un campione paralimpico nel mio staff all’interno dell’Ufficio Sport mi inorgoglisce e sono felice che parteci attivamente, attraverso gli incontri con gli studenti, a un progetto così virtuoso come Stelle nello Sport – afferma l’assessore regionale allo Sport Simona FerroLo Sport va visto come materia didattica imprescindibile, alla base della crescita e dell’educazione di ogni ragazzo. Francesco è simbolo della rinascita e della perseveranza”.

Una vera e propria “lezione di positività” per docenti e studenti con tante domande preparare per il tre volte campione paralimpico a Rio de Janeiro prima e Tokyo (doppietta) poi.

A emergere subito è lo Sport, come opportunità di riabilitazione. “I miei genitori mi hanno detto sin da subito che avevo una disabilità e che, sotto certi aspetti, ero diverso dagli altri. Mi hanno insegnato a non viverla come un problema, ma in maniera tranquilla e positiva. Ho cominciato come forma di riabilitazione. Sotto consiglio della fisioterapista che mi seguiva, mi hanno portato in acqua. Poco per volta, mi sono innamorato di quest’ambiente”.

Le ragioni di questa folgorazione per il Nuoto sono state così spiegate da Francesco. “Potevo muovermi liberamente, ma soprattutto perché l’acqua è veramente bellissima. Unica. Poi ho molti colleghi che magari hanno una protesi o si muovono tutto il tempo in carrozzina. Dicono che è veramente bellissimo potersi togliere la protesi, poter scendere dalla carrozzina, e non portarsi la protesi o l’ausilio sportivo. Ci sono un sacco di sport bellissimi, come l’atletica o il basket in carrozzina, ma il nuoto è l’unico che non richiede un ausilio”.

L’approccio agonistico è stato anche se, dopo aver assistito ai Campionati Italiani paralimpici di Sori, Bocciardo decise di provarci.  “In occasione degli Europei di Berlino ho partecipato alla mia prima gara internazionale, nel 2011. La prima medaglia importante, può sembrare strano, è arrivata solo con i Mondiali di Glasgow del 2015. Questo significa che per i risultati ci vuole tempo, anni e anni di sacrifici. Io sono partito nel 2011 credendo che sarebbe stato un percorso molto più semplice, agli Europei di Berlino ho fatto fatica a qualificarmi, Alle prime Paralimpiadi, del 2012, addirittura non mi sono qualificato alla finale”.

Francesco racconta di aver superato le delusioni. “Non posso negare che non ci siano stati motivi di sconforto, ma mi hanno portato ai Mondiali del 2015 ed è stata poi la base per le 3 nedaglie Olimpiche.  È stato un percorso difficile ma costante nel tempo. Poco per volta sono migliorato, ho cambiato allenatore, e tecnica, l’ho perfezionata, ho buttato giù secondi”

Il campione paralimpico genovese di Fiamme Oro e Nuotatori Genovesi indica la strada: costanza, impegno, dedizione. Non esistono scorciatoie. “Come diceva una mia amica, le medaglie si ritirano in allenamento e si vincono in gara. Bisogna impegnarsi ogni singolo giorno, ogni allenamento deve essere performante, saper andare oltre i propri limiti pur conoscendoli. Non basta allenarsi bene. Bisogna andare a dormire presto, farsi seguire psicologicamente, può non sembrare ma è fondamentale…E’ un percorso lungo. La  soddisfazione più grande è quella di essersi migliorati sempre di più. Uno dei messaggi che mi piace trasmettere più spesso è che non tutti possiamo essere dei Campioni nello Sport, ma grazie allo Sport possiamo essere tutti dei Campioni nella Vita”.

Ecco cosa Bocciardo pensa della sua disabilità. Avere una disabilità ovviamente comporta delle limitazioni, ma non sono cose davvero importanti. Non posso correre ma non è qualcosa di importante. La disabilità non è qualcosa di contagioso. Ognuno di noi ha delle differenze, delle particolarità. Disabile da che punto di vista? Io, per certi versi, riesco a fare molte più cose dei cosiddetti normodotati. Tutto dipende dal nostro impegno, dalla nostra determinazione, da Noi. È fondamentale l’approccio della famiglia, io sono quello che sono grazie alla mia famiglia che mi ha cresciuto con questi valori cercando di farmi capire che questa disabilità non era necessariamente qualcosa di negativo”.

Francesco si batte per una società sempre più inclusiva. “Ognuno di noi merita di avere un sogno e di lottare per coronarlo. Quando ero piccolo, in acqua, mi ripromettevo di andare forte quanto gli altri se non più forte. Quando ho conosciuto il movimento paralimpico, mi son posto come obiettivo di partecipare a una Paralimpiade. Quando ho raggiunto questo step, mi sono detto: “Proviamo a vincere una medaglia”! E a Tokyo: “Proviamo a raddoppiare”. Bisogna porsi sempre nuove sfide, non avere paura”.

Una domanda da Palermo, città da cui arriva la bella storia di Ilaria Bedini, donna in sedie a rotelle che si laureata con una tesi su Bullismo e e Cyberbullismo. “Io non ho mai subito attacchi di quel tipo anche se a scuola alcuni ragazzini hanno provato a farmi un po’ pesare la mia condizione di disabilità, di farmi sentire inadeguato, ma io sono sempre riuscito a far passare il mio messaggio, che non è realmente un problema. Il bullismo, legato alla disabilità, nasce dall’ignoranza. Non è una dimostrazione di forza ma di debolezza, è un tema che mi è sempre stato caro in quanto membro delle Fiamme Oro. I bulli magari hanno dei problemi di personalità, per arginare il dolore tendono a prendersela con gli altri. Quello che consiglio, in generale, è di non seminare odio, quando una persona prende in giro, attacca, non fate altrettanto”.

Il valore dello Sport. “Ci siamo resi conti di quanto ci mancasse negli ultimi due anni. E’ come l’ossigeno: fino a quando ce ne è, non ti accorgi di quanto è importante Oggi bisogna fare interventi mirati pe le famiglie con più difficoltà finanziarie. A livello di Regione abbiamo attivato la Dote Sport, che è un intervento molto concreto. Bisogna investire sugli impianti. Potremmo parlare per ore, ma la chiave di volta è considerarlo una specie di medicina. Lo Sport è salute”.

Gli chiedono il metodo per conciliare Scuola e Sport. Ho sempre studiato anche se non ero uno studente fenomenale. L’organizzazione che mi ha dato lo studio mi ha molto aiutato nello Sport e viceversa, tanto mi sono laureato a pieni voti!”

Bocciardo, come Federica Pellegrini, non ama nuotare in mare “perché ho paura di essere punto da una medusa o da qualcosa che non mi piace”. E senza il Nuoto, “mi sarei dato al Canottaggio, all’Atletica o al Tennis in Carrozzina”

L’inno di Mameli lo rende felice. “Lo sa persino Michele Corti che sono stonato ma mi piace cantare! Quando canto c’è sempre uno che mi dice di stare zitto, ma quando canto l’Inno nessuno può zittirmi, e allora canto felice!”

 

Oltre 800 gli studenti collegati: numerose scuole genovesi ma anche di altre regioni quali Emilia Romagna, Marche, Puglia e Sicilia. Numerose le classi iscritte da IC Sturla (De Toni) e IC Molassana e Prato (Molassana e D’Azeglio). In collegamento da Palermo quattro classi dell’ IC Scelsa, da Trani la Scuola Rocca Bovio Palumbo (con ben 10 classi), da Parma la Scuola Anna Frank e da Civitanova Marche la Scuola Garibaldi.

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