Il movimento di Igor Cassina al Galà 2011: “L’amore per lo sport rimarrà per sempre”

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Con un nome così, doveva proprio inventarsi qualcosa di straordinario per cancellare dall’immaginario comune l’omonimo e spassosissimo personaggio gobbuto interpretato da Marty Feldman in Frankenstein Junior.

E ora, quando si pronuncia Igor, non torna alla mente solo l’iconico sguardo sghembo dell’attore e la sua torva figura, ma un personaggio da un lato altrettanto simpatico, dall’altro decisamente più elegante e atletico: Igor Cassina. Che, tra le altre sensibili differenze, è un personaggio reale e non fittizio. Seppure il movimento alla Sbarra che da lui trae il nome, con tutti i dogmi dell’ufficialità, non sembra di questo mondo. Del resto la sua biografia si intitola “Il ginnasta venuto dallo spazio”, e certe sue imprese non sembrano proprio da umano. Lui però ci ha messo un po’ ad atterrare tra le Stelle. Doveva salire sul palco nel 2005, fresco dell’Oro a Cinque Cerchi dell’anno precedente ad Atene, ma è stato trattenuto da impegni sportivi. Scusa, ahinoi, non più valida al Gala del 2011: perché averlo a Genova è bello, ma vederlo destreggiarsi lassù in alto danzando con il suo strumento e irridendo le leggi di Newton lo era ancora di più. Appena due giorni prima avrebbe infatti dovuto affrontare il suo ultimo cimento internazionale. Purtroppo però un infortunio al dito gli ha negato di salutare il suo pubblico direttamente dalla pedana; un prestigioso palco però ha saputo cogliere le parole della sua eredità da campione.

Il premio stavolta non lo riceve, ma lo consegna: a Giulia Gualco e Sara Re, appena esibitisi, in quello che per certi versi è pure un passaggio di testimone. Le due atlete dell’Auxilium infatti andavano a cominciare la loro fortunata trafila nella squadra della Nazionale.

«Complimenti per la vostra bella serata, mi fa piacere, complimenti a tutti agli atleti e in modo particolare, dal momento che patteggio per il mondo della ginnastica, a queste due giovani promesse che hanno uno stile molto elegante, come è la ritmica in generale»

Questo piccolo dito ha subito una frattura proprio due prima dell’ultima gara della mia carriera a Firenze, ma spiace però vabbè, andrò avanti a fare degli allenamenti, magari pensando di fare un altro addio in un altro contesto, e comunque l’amore per il mio sport, per la ginnastica, rimarrà per sempre anche se ho maturato l’idea e il volere di lasciare per sempre le competizioni internazionali»

Inevitabile il riferimento per il campione lombardo classe 1977 al Kovacs teso con avvitamento a 360° sull’asse longitudinale, il movimento che lui ha creato e a cui poi ha dato il suo nome, addirittura prima della spedizione in terra di Grecia.

«Una bella soddisfazione: il Movimento Internazionale mi ha riconosciuto quale primo atleta al mondo a presentare questo movimento unico. Mi fa piacere aver fatto qualcosa che, umilmente parlando, rimarrà nella Storia. È anche bello vedere atleti che oggi giorno lo presentano, e il commento dice: “Ha eseguito il movimento Cassina”; è qualcosa di straordinario, che rimarrà per sempre».

Così come il ricordo di una grande persona dietro l’atleta. Insomma, difficile cancellare dalla memoria il sorriso sghembo dell’Igor di Feldman, ma l’Igor Cassina, tanto il movimento quanto l’autore, sono ormai altrettanto epici. Da un lato la magia del cinema; dall’altro quella della Ginnastica.

Federico Burlando

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