L’olimpico della neve Lorenzo Sommariva dal Galà e Pyeongchang 2018 a Pechino 2022

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Con un bel sorriso fresco sopra l’elegante bianca polo della Nazionale è il testimonial perfetto della sua disciplina, una delle più giovani, sviluppatasi a ridosso dell’invenzione dello snowboard tra la fine degli anni 60’ e l’inizio dei 90’.

La vivacità di uno sport che richiama naturalmente le primavere più verdi, il candore degli inverni più nivei.

Lorenzo Sommariva sale sul palco del Gala dello Sport 2018 per essere premiato come Atleta Ligure dell’anno quale vincitore del Trofeo ERG e sorge spontanea qualche domanda. Sul valore e sul talento? Ma figuriamoci, quelli sono evidenti, spiccano nell’Azzurra divisa da gara, sulle distese da lui battute a tutta velocità, come l’esatto e magnifico opposto di una striscia d’aereo su un cielo terso. Semmai, cosa ci fa un genovese Doc alle Olimpiadi Invernali? Lo si sarebbe immaginato su un altro tipo di tavola. E invece…Ma soprattutto, introdotto l’argomento “tavola”, com’era il cibo a Pyeongchang, Corea del Nord, laddove nemmeno Marco Polo ha osato spingersi?

«Mangiavamo in un albergo locale e il piatto tipico era una zuppa condita con del ghiaccio, quindi non era proprio il massimo da mangiare!»

Non particolarmente invitante; gli andrà forse meglio dal punto di vista gastronomico e non solo quest’anno a Pechino: nella rassegna a cinque cerchi che prenderà il via in il 4 febbraio, è l’unico rappresentante della Liguria tra i 122 atleti, 48 femmine e 74 maschi, che difenderanno l’onore del tricolore. Allora com’era andata?

«Sono soddisfatto delle mie Olimpiadi e molto contento di come sono andate, a parte il risultato! A fine stagione mi sono riscattato vincendo due gare di Coppa Europa e portandomi l’umore un po’ più in alto. Adesso, prossima stagione, mi porterò su in montagna dove comincerò preparazione atletica e allenamenti su neve»

Era conscio di dover crescere ancora un po’ nonostante fosse già svettante tra le vette, perché nonostante sia uno sport simbolo della gioventù, lui vi è approdato già… ”attempato”: addirittura a 21 anni! Nel 2014! E in soli 4 anni ha saputo qualificarsi a un’Olimpiade nel Snowboard cross.

Un cognome marinaro come le sue origini, che però forse tradiscono in parte il suo futuro: in fondo Sommariva si può riferire a un approdo collocato ben in alto. E lui, di alti traguardi, in senso sia metaforico che letterale, ne ha tagliati. Nel 2020 è arrivato secondo nella classifica finale di Coppa del Mondo, nel 2021 ha vinto l’argento mondiale a Idre Fjäll nel Mixed Team assieme a Michela Moioli che proprio a Pyeongchang nello Snow Board Cross l’Oro individuale l’ha conquistato.

Ci sono tutte le premesse per veder volare ancora più su, anche se le acrobazie non sono propriamente la sua specialità, questo campione venuto dal livello del mare, che in soli 8 anni, da quando ha cominciato ad allenarsi coi tecnici della Nazionale, è entrato nella squadra dell’Esercito e assieme a lui sta facendo volare le speranze sue, dei concittadini e dei connazionali. L’unica scorciatoia nella sua scesa tra le discese è stata la casa di famiglia a Chamois, ove ha sviluppato la passione per la montagna e le sue attrattive invernali, tra cui slackline e sci alpino, che tutt’ora pratica nel tempo libero.

Pyeongchang è forse stato un digiuno necessario, in ogni accezione e anche di successi, per lasciar montare la fame per tutto quello che sarebbe venuto in seguito, e che ancora può arrivare; la speranza per Pechino è di fruire di un menù migliore, di poter mordere una medaglia.

Federico Burlando

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