Trees4Goals e il progetto di Mutunkei: piantare 11 alberi per ogni gol

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Qual è il segreto per vincere sempre nello Sport? Dare il massimo, rispettare il gioco e l’avversario e divertirsi. Qual è il segreto per stravincere sempre? Fare in modo che la propria attività sportiva serva un’ulteriore nobile causa. E il bello che quando avviene, siamo tutti un’unica, grande squadra. Vince Lesein Mutunkei col suo progetto, piantare 11 alberi per ogni gol segnato, uno per ogni compagno di squadra. Perché se si arriva a segnare, è merito di tutto il team, non solo il realizzatore finale. Ma con la sua iniziativa vincono tutti: l’ambiente e il mondo, l’aria, la stessa a Nairobi, da dove proviene, a New York, dove è stato tra i relatori del natio Kenya al Youth Climate Summit del 2019. È atterrato lo stesso giorno in cui l’allora 15nne Greta Thunberg ha tenuto il celebre discorso sul clima inaugurandolo con un importante incipit: «Non si è mai troppo piccoli per non poter fare la differenza». Il medesimo concetto da cui è partito Lesein per Trees4Goals, “Alberi per i gol”, ma anche “Alberi come traguardi”, un’idea che spera possa essere adottata dalla Fifa, che l’ha portato già a piantare più di mille alberi e a coinvolgere i suoi compagni nel porre le basi per farne crescere più di 700.

Innanzitutto, è d’uopo specificare che lui non segna per far crescere rigogliosi verdi tronchi africani, ma il contrario. L’attività seminale è il premio per essere andato in rete, è qualcosa che ha pensato per incentivarsi a dare il massimo in campo nel 2018. Da bambino quando andava dai nonni capitava che piantasse un alberello. Erano vacanze in cui, come racconta lui stesso in un’intervista, si dava a ogni genere di «attività outdoor. Arrampicata, passeggiate nella natura, campeggio, pesca. Poi a 12 anni sono venuto a conoscenza della deforestazione e del cambiamento climatico, e ho capito che se non avessi fatto qualcosa avrei perso tutte le cose che amavo fare»

Da qui il passaggio a “Non esiste non essere sufficientemente grandi per fare qualcosa”. Il suo idolo è Wangari Muta Maathai, la prima donna africana a ricevere il Premio Nobel per la pace per «il suo contributo alle cause dello sviluppo sostenibile, della democrazia e della pace». È stata membro del parlamento keniota e Assistente Ministro per l’Ambiente. Da lei ha tratto l’Esempio del Colibrì, una storia a cui ricorreva spesso: davanti a un terrificante incendio che andava bruciando l’intera foresta, tutti gli animali scappavano, tranne il minuscolo colibrì, che con coraggio una goccia alla volta faceva avanti e indietro dal lago per spegnerlo; la scimmia o l’elefante avrebbero potuto portare più acqua, ma il colibrì faceva comunque del suo meglio.

Così Lesein ha deciso di essere quel colibrì, e spargere la sua goccia sui campi da calcio e sulle pianure: ne sono venuti fuori un centinaio di gol e più di mille alberi, mille speranze in più per il mondo. Da 12 anni, 1 pianta per ogni rete; poi dai 18 anni la splendida idea di moltiplicare per l’intera formazione e rendere partecipe tutto il football club Ligi Ndogo, con cui gioca. Lui però non si accontenta: la goccia è diventato un rivolo, e la speranza è che sfoci in un mare. È già nato nella sua comunità un programma gemello, Hoops for Trees, “Cerchi per gli Alberi”, che suona però anche come “Speranze per gli Alberi”, con uno schema analogo ma incentrato sul basket.

Insomma, il pallone per rimpiazzare…i campi da calcio. Sono infatti aree larghe quanto 164 terreni a 11 i 50 mila ettari di foresta che vengono erosi ogni anno. Numeri che sconvolgono e che spingono Lesein ad ampliare il pubblico con cui condividere le sue ambizioni. Il progetto poggia su solide basi, non c’è solo sogno e passione, per lo sport e per la natura:

«La ragione per cui le persone si interessano non è per via di un qualche ragazzo che parla di piantare alberi e segnare gol; le persone possono vedere il mio sforzo e l’impatto di prima mano. Se vuoi cambiare qualcosa nella tua comunità, devi essere il primo a cominciare.  Le persone giovani saranno quelle più coinvolte dalla crisi climatica e perciò sono quelle a cui mi rivolgo. Voglio essere capace di raggiungerle e aiutarle a a prendere qualcosa che davvero amano fare e renderlo qualcosa che pure aiuti a conservare l’ambiente, prendere quella passione e trasformarla in qualcosa di emozionante»

Per il futuro spera di poter «raggiungere più scuole in Africa e in tutto il mondo. Mi piacerebbe inoltre che la Fifa adottasse Trees for Goals, a causa della quantità di persone che potrebbe così raggiungere. Credo che abbia il potere di ispirare il cambiamento e creare una generazione più verde. Il calcio è un gioco così universale e la crisi climatica è un problema universale: la capacità di raggiungere miliardi di tifosi in tutto il pianeta lo rende il palco perfetto».

Lesein ha dato il calcio d’inizio e ha pure servito l’assist perfetto per la Fifa, a cui spetterà il compito di recepirlo e di non sbagliarlo a porta vuota; ma il suo passaggio è aperto a chiunque. Spetta a noi coglierlo al volo e andare a realizzare successi-goals per gli alberi, per l’ambiente e, in definitiva, proprio per noi stessi. Al mondo siamo uniti in un’unica squadra.

Federico Burlando

Per ulteriori informazioni:

https://www.instagram.com/trees4goals/

https://www.facebook.com/Trees4Goals/?ref=page_internal

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