Pietro Sibello e l’importanza di guidare tutto con passione, dall’Optimist a 8 anni a Luna Rossa

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Il successo non è mai definitivo, il fallimento non è mai fatale; è il coraggio di continuare che conta. È una citazione di Winston Churchill, che assieme a un’altra frase del grande statista inglese, sull’avventuriero dei mari che non sa se s’imbatterà in un vento favorevole o nella tempesta, si abbina perfettamente allo spirito e alle gesta di Pietro Sibello. Nato ad Albenga nel 1979, veleggiando col fratello Gianfranco sul 49er dal 1998 al 2002 si è imposto come uno dei timonieri più forti al mondo, vincendo un Campionato Europeo e 3 medaglie di bronzo ai Campionati del Mondo. Poi da lì un continuo saliscendi tra le onde. Altri momenti di gloria, più sugli Alberi Maestri che sugli Altari, ma anche sconfitte difficili da fronteggiare. Nello Sport, nella Vela e nella vita bisogna saper fiutare il vento, districarsi tra i nodi, indirizzarsi con speciali bussole: cuore, ambizione, giudizio. Non poteva esserci un testimonial migliore per il Salone degli Orientamenti 2021, dove ha raccontato ai tanti giovani accorsi la sua storia.

Lui e Gianfranco nella Finale a Cinque Cerchi del 2008 nella cinese Quingdao erano a un passo dal gradino più alto del Podio, primi davanti a tutti, quando davanti a loro si aprì una voragine d’acqua che inghiottì non solo le loro chance per l’Oro, ma anche di medaglia, complice un’interpretazione molto libertina e poco De Coubertiana del regolamento da parte dei Giudici, che favorì una mossa inconsulta dell’equipaggio danese. Nel 20212 la malattia gli impedì di partecipare ai Giochi di Londra dopo aver già qualificato la barca. Sarebbe abbastanza per demotivare praticamente chiunque, ma Pietro, essendo una Stella dello Sport, e come tale premiato già due volte, quasi viene da un altro pianeta.  Un astro del firmamento che col suo esempio è pronto a illustrare la via a chiunque ne abbia bisogno.

Sulla sua di strada mete altrettanto ambiziose di quelle lasciate alle spalle: Luna Rossa e la Coppa America. Ciò che più sognavo quando era solo un bambino, quello su cui da anni non sta smettendo di lavorare senza sosta, nonostante appena pochi mesi fa sia già stato colto un obiettivo incredibile: la Finale contro New Zealand. Del resto, più che il successo o il fallimento, è il coraggio di continuare che conta.

Pietro Sibello in cattedra al Salone Orientamenti per raccontare una storia di successo che però è passata necessariamente anche tra le sconfitte e i momenti di difficoltà. Oggi i fasti di Luna Rossa, ma “Saper Reagire” è un tema che conosci bene!

«Tutti gli sportivi raccontano sempre di momenti belli, grandi vittorie, che però arrivano dopo grandi sconfitte, che sono alla fine quelle che insegnano di più, agli sportivi o anche alle persone, nella vita. Quando riesci a reagire diventi più forte e a raggiungere l’obiettivo finale. Nella mia carriera ho avuto sicuramente due o tre eventi importanti negativi, che rimangono comunque parte di me, mi hanno insegnato a reagire e a migliorarmi, e poi ad arrivare sino ad oggi, questa rivincita con Luna Rossa e la vittoria della Prada Cup, che è sicuramente uno dei momenti più belli della mia carriera»

Hai sempre avuto le idee chiare: una piastrella preparata quando andavi a scuola alle media nella tua Alassio con il simbolo del Moro di Venezia. Era uno delle barche di quella Coppa America che ti vede oggi grande protagonista. Il messaggio è: avere un sogno e coltivarlo sempre con passione

«Io fortunatamente sin da bambino ho sempre avuto le idee chiare. Dal primo giorno che son salito sull’optimist ho capito che era la mia strada, la mia passione, e, come dici tu, l’ho coltivata giorno per giorno»  

Il consiglio per i giovani è

«Sicuramente, è trovare la propria strada, la propria passione, fare quello che ti piace, perché è l’unico modo per riuscire a tirare fuori il massimo, a fare quei sacrifici che servono per raggiungere poi gli obiettivi, se ti piace fare qualcosa i sacrifici saranno meno duri e avrai sempre la forza di diventare sempre più bravo e sempre più forte in quello che ti piace»

La medaglia scippata a Pechino 2008, L’Olimpiade negata a Londra 2012, la forza di reagire e di entrare nel team di Luna Rossa, e anche qui un caso negativo, perché nel 2017 il patron Bertelli ritirò la barca per il cambio delle regole in corsa, come si fa a reagire a così tanti eventi negativi mantenendo l’ottimismo e la voglia di giungere al risultato?

«È la passione che guida tutto. È la passione che ti fa voler riprovare le sensazioni positive che hai provato in passato, nel mio caso quindi ritornare in acqua, risentire il vento e le onde, e cercare di migliorarsi, portare sempre al meglio la barca a vela. Ovviamente ci vogliono anche persone intorno che ti aiutino in quelle situazioni, come i famigliari e gli amici. È importante essere una persona equilibrata, non solo nello sport ma anche nella vita. È tutto l’insieme che alla fine fa la differenza»

Marzo 2021, l’Italia riscopre il fascino della Coppa America, la gioia notturna nel seguire Luna Rossa, e su quella barca c’è un Pietro Sibello che si è tagliato addosso un ruolo straordinario, stratega. Eri veramente il jolly, quello che fiutava il vento, che grande soddisfazione…

«Sì, è stato molto bello, tutto un percorso che è andato in crescendo. Io ero randista, e lo sono stato sino alla fine, e quindi regolavo la vela principale, focalizzato sulle performance della barca. Poi però abbiamo visto che qualcosa non funzionava al 100% nel nostro equipaggio, nel nostro equilibrio»

Cosa è scattato?

«Abbiamo deciso che dovevamo guardarci di più intorno, per vedere il vento, dove conveniva andare, guardare meglio l’avversario, e a quel punto l’uomo che era più in grado di coprire questo ruolo ero io, e piano piano ho cominciato a prendermi cura di questo compito. Ho sentito che i miei compagni mi hanno dato fiducia e questo mi ha fatto crescere, e passo dopo passo siamo arrivati all’obiettivo. È stato molto bello»

Dopo 21 anni avete riconquistato la Louis-Vuitton Cup, avete dato filo da torcere a New Zealand in finale, e adesso siete già al lavoro, non è stato soltanto l’evento finale ma un percorso, verso un obiettivo che ancora non è conosciuto

«Sì, ovviamente la Coppa America è un percorso molto lungo e molto difficile perché riguarda molti aspetti della preparazione e dello sviluppo della barca, sin dalla Progettazione, quella prima idea che può essere forse la più importante, che ti fa fare quel passo in più rispetto agli avversari. Ora è proprio il momento di darci dentro, di organizzarsi, di fare squadra, di trovare qualche soluzione al di fuori del comune per fare il passo in più. Presto sapremo qualcosa da Team New Zealand, il protocollo, le regole di classe, speriamo che ci facciano sapere presto anche il luogo e la data della Coppa, così inizieremo a prenotare i biglietti»

Intanto Genova nel 2023 si appresta ad accogliere il Gran Finale della Ocean Race, che occasione è questa per la Regata attorno al Mondo, che è un altro straordinario evento della Vela Mondiale?

«Beh, direi che nella Vela gli eventi più importanti sono le Olimpiadi, la Coppa America e l’Ocean Race, che con l’arrivo a Genova è il massimo, se si pensa a Cristoforo Colombo, alla partenza per andare a scoprire l’America, dunque per andare a scoprire l’America e i Navigatori Oceanici non c’è nulla di meglio dell’Ocean Race che arriva a Genova. Io ammiro veramente i velisti che fanno questo tipo di regate, io probabilmente non sono adatto a questo tipo di vela ma lo seguo, perché è super interessante»

Spesso rappresentano una sfida nella sfida…

 Ci sono tappe molto lunghe, di una ventina di giorni, e questi equipaggi superano difficoltà veramente notevoli nell’Ocean. Come dicevamo prima le difficoltà sono sempre dietro l’angolo, l’importante è riuscire a superarle. Chi riesce a farlo al meglio poi sarà il primo ad arrivare a Genova»

LSarà un grande evento per la Città, intanto la Vela Azzurra è tornata a vincere un oro alle Olimpiadi di Torino, un messaggio importante. Tra i tecnici della Nazionale c’è tuo fratello Gianfranco, che ha fatto questo tipo di percorso. Com’è per lui il dopo-atleta? Insieme sul Fortynine avete vinto tantissimo, ora com’è stato avviare questo nuovo percorso?

«Gratificante, mettere a disposizione la propria esperienza sia dal punto di vista tecnico che personale credo che sia una cosa importantissima per tutto il movimento italiano sportivo e velistico. Lui è molto contento di insegnare ai ragazzi, i trucchi per essere più veloci, e anche soprattutto per affrontare mentalmente nel migliore dei modi le difficoltà e riuscire a imparare questa mentalità del sacrificio quotidiano. Per arrivare all’obbiettivo»

Ennesima dimostrazione che il sacrificio abbinato alla passione da sempre soddisfazioni

«Abbiamo visto che i risultati iniziano ad arrivare, da moltissimo tempo mancava l’oro per la vela Italiana. Tita e Banti hanno fatto veramente un Olimpiade incredibile, perché dal primo all’ultimo giorno sono stati in testa e questo è sintomo di una grandissima preparazione che c’è dietro; di nuovo, la preparazione, il lavoro, la strada che ci sono voluti per arrivare lì sono la cosa più importante, speriamo che questo sia da traino per gli altri ragazzi che ci provano per Parigi»

Intervista di Michele Corti, articolo di Federico Burlando

Pietro Sibello (insieme a Gianfilippo Mirabile) è stato intervistato da Michele Corti nell’ambito dell’incontro promosso da Stelle nello Sport al Salone Orientamenti 2021 (video integrale)

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