
Già Bronzo Olimpico a Pyeongchang 2018 e vicecampionessa Mondiale a Garmisch-Partenkirchen nel 2011, sempre nello Slalom Gigante, dominando nel SuperG di St. Moritz è diventa l’azzurra più vincente di sempre in Coppa del Mondo: 17 allori a 16 rispetto proprio a Deborah Compagnoni, e 5 vittorie a 4 nel Super Gigante, una in più della compagna Sofia Goggia, per un decennio e una giornata tinti di azzurro. Infatti, “in meno” solo undicesimi secondi dalla seconda classificata, Elena Curtoni, con 5 tricolori nelle prime 10 e la Goggia che si issa al secondo posto nella classifica generale dietro l’Americana Mikaela Shiffrin e guida un terzetto quasi al 100% tricolore in quella di specialità. Infatti ora la Brignone in questo ultimo ranking è terza e a dividerla dalla compagna c’è Lara Gut-Behrami, ticinese e provvista di cittadinanza italiana, sebbene arruolata per la Svizzera.
È letteralmente un periodo d’oro per la Brignone, che tra il 2019 e il 2020 ha vinto quattro classifiche di Coppe del Mondo. Buon sangue non mente, ma non è poi così paradossale che vi scorra anche dell’acqua dentro, quel mare di Liguria così limpido quando è calmo, così dirompente quando è scuro. Valdostana, ma è nata a Milano, esattamente a metà tra le sue due anime, l’una legata al Monte Bianco e ai suoi algidi dintorni, l’altra ai caldi colori della Baia dei Saraceni e dello Scoglio di Varigotti. Papà Daniele infatti è di Savona, e non le ha insegnato solo, anche lui, ad amare le discese con le racchette, ma anche le salite delle Crêuze.
Un attaccamento ai luoghi non meramente anagrafico: Federica ha più volte dichiarato di sentirsi Ligure per molti versi tanto da dichiararsi gastronomicamente innamorata e dipendente di focaccia e pesto, adorare le ripetute passeggiate per i Monti di Finale e aver voluto sostenere a più riprese i Genovesi dopo la caduta del Morandi, affermando di conoscerne bene la tenacia.
Del resto la Brignone incarna un po’ il sogno di molti Liguri che stretti tra le catene montuose e le distese bagnate hanno imparato ad apprezzarle entrambe, e gli piacerebbe scendere almeno una volta tutto di un fiato da Sauze o Limone sino alle Cinque Terre, passeggiare un po’ e poi gettarsi in acqua. Coi suoi continui saliscendi in giro per il pianeta che però si concedono sempre un tuffo nell’avita terra ci va molto vicina. Chissà, è la “Ligure” delle imprese sugli Sci. Se c’è qualcuno che può riuscirci, è lei. È scritto nel destino di due cuori, una baita, e pure una Crêuza tutta speciale che sale da Savona sino al tetto del Mondo.
Federico Burlando


















