Francesco Bocciardo: il sovrano del Nuoto alla seconda vittoria paralimpica

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Cortese, gentilissimo, un cuore d’oro. Pensi a Francesco Bocciardo e prima ancora che i successi in vasca ti vengono in mente gli infiniti sorrisi, la premura con cui si approccia alle persone e l’attenzione con cui le ascolta, prima di prendere a sua volta la parola. Sempre con garbo, intelligenza, puntualità. Quando racconta la sua storia, tradisce sistematicamente le emozioni di cui è intrisa, l’entusiasmo per il nuoto e per il supporto di amici e famigliari, la passione dei sacrifici, la gioia delle medaglie, ma non c’è mai una traccia di superbia o arroganza.

Un testimonial naturale di Stelle nello Sport, non solo per il Premio come Atleta BIG 2017. A Tokyo invece in barba alla sofisticatissima etichetta nipponica è stato proprio prepotente.  Un vero tiranno. Ha percorso tutti i 200 metri come se si trattasse di una distanza lunga la metà, e si è trovato ad affrontare la quarta e ultima vasca quando ancora gli avversari sguazzavano nella terza. È occorso che tirasse fuori tutta la sua straordinaria agonistica per vederlo ostentare del dispotismo sul prossimo, ma alla fine l’ha fatto. E così ha cinto il secondo oro Paralimpico nei nei 200 stile libero s5, dopo i 400 metri sempre stile libero di Rio, prendendosi anche, con 2:26.76 il record a Cinque Cerchi, 3 secondi e 11 decimi da quello del Mondo, da lui stesso detenuto.

Ovviamente la “prepotenza” sugli avversari è meramente retorica e relazionata al suo exploit. Francesco riserva loro il medesimo grande rispetto che mette in mostra nella vita di tutti i giorni. La quale, ai suoi livelli, comprende certamente tanto tempo con occhialini e cuffia immerso nel cloro, ma pure un dedicato impegno verso la collettività.

Da dieci anni è testimonial del progetto Stelle nello Sport, è attivissimo nel progetto  “Una Classe di Valori”, e si interessa come funzionario per la regione Liguria delle politiche a sostegno della disabilità. Ruoli di responsabilità, a cui è approdato non solo per il carisma e la sensibilità personali e per gli allori agonistici, ma anche per quelli accademici, non meno virtuosi. 110 e lode nella Laurea Magistrale in Amministrazione e Politiche Pubbliche colta nella natia Genova, tra una Paralimpiade e l’altra -quella del Sol Levante son già le terze, aveva già gareggiato a Londra-

Diffondere per le scuole il suo messaggio tra bambini e ragazzi attenti ed entusiasti è per lui fondamentale. Raccomanda sempre di dare il massimo per i propri sogni e non smettere mai di credervi. Lui è l’esempio vivente di come non esistano ostacoli che non possano essere sormontati da tenacia e determinazione.

Nato nel 1994, da giovanissimo gli è stata diagnosticata una forma di Diplegia spastica per cui avrebbe incontrato problemi di mobilità alle gambe, gli è stato consigliato di nuotare come forma di terapia. I genitori lo hanno trascinato in piscina e lo hanno spronato a spendere tutto in acqua. E hanno continuato per anni. Non per le medaglie, i risultati o la fama, che sono arrivati, o più propriamente, conquistati, col tempo. Ma per sé stesso. Per aiutarsi e migliorarsi.

Così si è tuffato a 3 anni e non ha mai smesso di andare. Nel 2010, con i Campionati Italiani Giovanili di Nuoto a Sori è diventato un atleta Parolimpico categoria S6. Da lì un’ascesa costante.

Londra gli è servita soprattutto come rampa di lancio per quei voli con gli occhialini di cui ha fatto sfoggio in Brasile e in Giappone. Alla rassegna del 2016 è arrivato forte dei record italiani stabiliti nel 2014 nei 100 metri dorso e nel 2015 nei 400 400 mt stile libero, un mese prima di vincere anche i Mondiali di Glasgow nella medesima categoria. Poi da lì tre medaglie agli Europei di Funchal, in Portogallo, altre affermazioni agli Italiani, e 3 ori a quelli di Dublino, oltre a 2 argenti, quasi tutte nello Stile Libero, ma un gradino più alto del podio anche nella Rana. Un campione versatile, anche per interessi. E che infatti ora punta ai 100 metri Stile Libero e Rana. Pochissimo tempo per rifiatare. Del resto quando ha descritto il suo ultimo magnifico trionfo ancora ansimava per lo sforzo:

«È stato di sicura una gara molto sofferta, la più importante. Non c’erano molte aspettative, ma mi sono detto: “Proviamoci”. Mi facevano male le braccia ma ho continuato ad andare. Ho giocato il tutto per tutto partendo al massimo, all’ultima virata ho capito che ce la potevo fare. Vorrei ringraziare il Ct della nazionale Rigamonti, la mia nutrizionista e psicologa della nazionale, tutti i famigliari e gli amici»

Le ennesime parole gentili e ispirate di un tiranno delle vasche. Un sovrano illuminato dai bagliori del Sol Levante, a caccia sin da ora di nuovi bagliori d’oro, col sorriso dei giusti, con la ghigna dei grintosi.

Federico Burlando

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