“Efficacity”: AMIU lancia un percorso virtuoso con Comune e Regione

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E’ stato presentato nella sala Trasparenza della Regione Liguria, il progetto europeo “Efficacity” presenti l’Assessore regionale allo sviluppo economico Andrea Benveduti, l’Assessore all’ambiente genovese, Matteo Campora,  Pietro Pongiglione, Presidente AMIU Genova e Tiziana Merlino, Responsabile Area Impianti, Ricerca e Sviluppo Innovativo AMIU oltre che una rappresentanza di tutti i partner del progetto che creeranno una Associazione Temporanea di Scopo (ATS).

Il progetto che ha un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, ha ottenuto un finanziamento di oltre 1 milione grazie al bando 2020 del POR FESR 2014-2020 – Asse 1 – Azione 1.2.4 – Poli di Ricerca e Innovazione, a seguito dell’approvazione – nel mese di marzo – da parte della Finanziaria Ligure per lo Sviluppo Economico – FI.L.S.E. SpA con la delibera n. 37.

Lo scopo di “Efficacity” è quello di realizzare un percorso virtuoso, sempre nell’ottica dell’economia circolare, che ha la finalità di migliorare la raccolta porta a porta dei rifiuti ingombranti, agevolando il loro recupero grazie allo sviluppo di un software che ne permetta la catalogazione. Il progetto durerà 18 mesi, con una possibile estensione di ulteriori 6, riguarderà l’intera area metropolitana di Genova.

«Tornare alla saggezza dei nostri nonni di un modello sociale, non basato sul consumo limitato, ma sull’attenta gestione delle risorse disponibili è oggi una frontiera di modernità – spiega l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Liguria Andrea Benveduti –  L’ottimizzazione intelligente ed efficiente del processo di prevenzione, riuso e raccolta dei rifiuti in ambito urbano, è uno degli obiettivi che le amministrazioni hanno il dovere di ricercare e man mano sviluppare. Con Efficacity, non solo conciliamo le infinite potenzialità della tecnologia al rispetto dell’ambiente, ma intendiamo coinvolgere, in un processo integrato, il cittadino, facilitato e responsabilizzato nel riuso e riciclo del rifiuto. In questo senso, come Regione Liguria, abbiamo contribuito a sostenerne economicamente la realizzazione, assistendo con oltre un milione di euro le richieste delle imprese del territorio che hanno partecipato al progetto».

Il software sarà infatti capace, grazie ad un sistema di riconoscimento per immagine, di identificare il materiale di cui è composto l’ingombrante, la sua dimensione ed il suo peso. Gli utenti potranno così verificare se l’oggetto in questione potrà essere o essere di interesse per privati e/o associazioni.

«Intercettare risorse europee per attivare azioni rivolte all’ambiente è strategico per continuare nella svolta di sostenibilità che la nostra amministrazione sta perseguendo – dichiara l’assessore Campora – Genova è la città con maggior numero di ecocompattatori della plastica del Paese, con Amiu stiamo estendendo il servizio del conferimento Ecovan per gli ingombranti in realtà complesse come il centro storico e stiamo attivando iniziative per dare una seconda vita agli oggetti, trasformandoli da rifiuto a risorsa. Il progetto Efficacity si inserisce perfettamente nel progetto green della nostra amministrazione».

Gli altri partner del progetto sono: Algowatt Spa, Camelot Biomedical Systems Srl, Gter Srl, Colouree Srl, Flairbit Srl e Circle Spa

«Si parla sempre di più di transizione ecologica e di quella digitale: con Efficacity saranno questi due elementi le basi portanti del nuovo progetto. – dichiara Pietro Pongiglione, Presidente AMIU Genova – Vogliamo agire sulla prevenzione dei rifiuti per promuovere l’economia circolare e la sostenibilità ambientale. E lo vogliamo fare per favorire dinamiche positive e sostenibili, che possano migliorare e ottimizzare l’attuale raccolta ingombranti che la nostra azienda già segue e gestisce sul territorio».

Conclude Tiziana Merlino, responsabile del progetto e dell’area Impianti, Ricerca e Sviluppo Innovativo AMIU: «Immaginate di avere un rifiuto ingombrante e di poter dare a quest’ultimo la possibilità di non essere semplicemente gettato via. Immaginate di poter far sì che risulti utile per qualcun altro, permettendogli di poter “vivere un’altra storia”. Il tutto limitando l’inquinamento dei mezzi da carico attraverso l’ottimizzazione della logistica e dei tempi di trasporto. E questo grazie all’applicazione di tecnologie informatiche che sappiano riconoscere i diversi oggetti».

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