Viviana, sei nella Storia!

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Tratta dal sito ufficiale della Fijlkam, https://www.fijlkam.it/images/LOTTA/large/bronzo_bottaro_tokyo_2020.jpeg

A vedere Viviana Bottaro sul tatami sembra una che non sbaglia mai. Troppo pulito il suo Kata, un movimento che non sembra nemmeno fendere l’aria. Semmai sembra plasmarla: si attorciglia attorno a gamba e braccia mentre esegue l’esercizio come una spirale, e ogni movimento acquisisce un’armonia particolare. A metà tra l’incantatore di serpenti e il direttore d’orchestra, sembra comandare lo spazio attorno a lei con gesti delicati e perentori assieme. Lo Ying e lo Yang cinesi che sulla carta con il Karate, giapponese, non dovrebbero combaciare, ma che nei fatti si concretizza nel gioco degli opposti retto da Viviana. La leggerezza, la qualità più adamantina della sua tecnica; e la pesantezza della concentrazione. E dei cuori a vederla in azione, piacevolmente schiacciati dall’intensità del momento.

Eppure Stelle nello Sport, forse nel tempo sin troppo attenti alla crescita di quest’orgoglio Genovese, ha colto l’esatto momento in cui ha innegabilmente sbagliato. Addirittura di più: di questa giovane donna dalla determinazione di ferro, che mai si è arresa, ha immortalato per i posteri quel momento in cui credeva che non avrebbe mai affrontato l’agone Olimpico. Era il 2010 e il minuto dell’intervista è il 1.10 ed era già la Regina del Karate Azzurro. Reginetta, considerando che i comunque prestigiosi risultati di allora, l’argento negli Europei Juniores, sfigurano di fronte a quanto ottenuto in seguito. Si diceva persuasa che il Karate non ce la poteva fare a entrare nei Cinque Cerchi. Già troppe aperture nel 2016. Ci sono voluti 11 anni per smentirla. 11 anni e un giorno per trasformare una previsione pessimistica ma razionale nella prima medaglia italiana Olimpica nella storia della disciplina.

Sapeva di essere tra le 3 più forti della sua categoria. Aveva detto che per quanto attesi questi Giochi erano arrivati al momento giusto. Quello della maturità. Quando tutto era al suo posto. Fuso orario di Roma: 3.40. Così, nel cuore della notte, anche se per lei era già il Sol era già Levato è cominciata quella che potrebbe essere la sua Last Dance. Due ottime esecuzioni nelle eliminatorie: 25.54 nel primo kata, 25.60 nel secondo. Solo la padrona di casa Kiyou Shimizu da quel “lato della tabellone” ha saputo mettere il sigillo dello Shogun e chiudere l’accesso alla Finale per l’Oro. A quella per il Bronzo ha dovuto fronteggiare la statunitense di origini nipponiche Sakura Kokumai.

Tratta dal Sito Ufficiale della Fijlkam, https://www.fijlkam.it/images/karate/large/Viviana_Bottaro_in_azione_a_Tokyo_2020.jpeg

Viviana con un 26.48, persino superiore al 26.46 della Shimizu al turno precedente, ha realizzato il miglior punteggio della sua Olimpiade. La Kokumai non ha potuto eguagliarla. Viviana, dopo aver tracciato la grande epopea del Karate Italiano, ha cancellato quell’unico, felicissimo errore del distante 2010 nel migliore dei modi. Si era forse sbagliata perché, per quanto brava anche davanti ai microfoni, lì non è sul tatami. Lì non delude mai. Per quanto esigente, nemmeno sé stessa.

Federico Burlando

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