Mara Navarria: un bronzo olimpico made in Rapallo

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Dall’altra parte del mondo che si tratti di Udine o di Tokyo cambia poco. L’una è una città di alta pianura troppo distante dal mare e non abbastanza vicina alle montagne, un altro mondo; e l’altra è così lontana per davvero che per Colombo era il paese dei sogni.
Eppure basta una lama per contenerle tutte e tre, come un equatore un po’ particolare, che dalla capitale del Sol Levante va sino a Rapallo, nell’Estremo Ponente, passando pure per i confini più estremi dell’Italia, Mara Navarria è una donna che sa andare contro ogni genere di limite.

Oggi ha affrontato quelli imposti dalla situazione: c’era la Cina primatista mondiale nel ranking per la finale Olimpica del 3°-4° posto della Spada. Sembrava non ci fosse nulla da fare. È stato così, per le avversarie. I parziali di Mara sono quelli che hanno fatto la differenza per la squadra azzurra e così è arrivata la vittoria per 23-21.

Una vittoria in cui c’è molta Liguria: dal 2016 al 2020 l’atleta, nativa del Friuli, si è allenata con il Club Scherma Rapallo della presidente Gabriella Bozza. Portando a casa brillanti successi. E infatti è stata riconosciuta Atleta Ligure dell’anno nel 2017. Con questo Bronzo, la sua prima medaglia Olimpica, ha di fatto chiuso il cerchio aperto un lustro fa.

Ne ha appena fatti 36 il 18 luglio, e che fosse una tipa tosta lo si era capito già da piccola, quando alla Scherma alternava la Canoa. Ha prediletto la prima, ed è l’unica volta che si è concessa di scegliere. Con caparbietà e determinazione invece è sempre riuscita a prendersi tutto quando c’era un minimo di spazio per farlo.

Dopo che si è scoperta incinta alle Olimpiadi di Londra del 2021, è diventata un esempio per tutte le atlete professioniste di statura mondiale. Ha infatti dimostrato come, senza rischiare nulla dal punto di vista della salute, si potesse, coi giusti allenamenti, portare avanti l’agonismo di alto livello e la maternità sino all’ottavo mese. Non ha mai scisso il suo essere donna dalla carriera sportiva. Nel frattempo è pure riuscita a laurearsi in Scienza e Tecnica dell’attività motoria preventiva e adattata, diploma specialistico. En Plein.

All’assalto sin da giovanissimi, forse gli mancava giusto l’affermazione a Cinque Cerchi. In Italia nonostante l’affilatissima concorrenza l’oro ai Campionati Italiani già 3 volte, prima di lasciare a Roma il Maestro Oleg Puzanov per seguire Roberto Cirillo nella Riviera di Levante. A Udine invece con il maestro Dario Codarin erano arrivati due titoli Mondiali ma “solo” a livello Juniores, nell’Under 20. Quindi dei prestigiosissimi risultati, ma tutti a Squadre: Argento agli Europei del 2010 e Bronzo nel biennio 2014-15, ancora terzo gradino del podio ai Mondiali del 2011 e 2014.

Il quadriennio Ligure invece oltre ad essere una specie di padre morale anche per l’acclamatissimo successo nipponico, ha partorito ancora un bronzo ai Mondiali del 2019 ma soprattutto un magnifico Oro nella Coppa del Mondo Senior 2017- 2018.

Il risultato odierno ha visto soprattutto il suo personale sigillo sui parziali che hanno chiuso l’incontro: Fiamingo aveva portato avanti le azzurre per la prima volta sul 8-7, per poi trascinarle con quattro punti di fila. Sulla sua onda lunga si è abbattuto l’uragano Navarria: 14-7, prima che la temibilissima Zhu (un break personale di 8-0 ) bilanciasse per il 15-11. E allora che Mara si è scatenata di nuovo per il 19-13, decisivo per tenere duro sul ritorno della Zhu, fermata infine da un infortunio. 23-21 sospiratissimo, ma in quel momento tutta l’Italia, da Trieste in giù, ma anche da Udine a Rapallo, si risveglia con un sorriso che sembra andare da un mondo all’altro. E ci si scopre, una volta di più, tutti meravigliosamente italiani.

Federico Burlando

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