Linda Cerruti e Costanza Ferro: magico duo sincro di “danza sulle acque” a Tokyo

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Secoli e secoli che nel medioevo fior di filosofi, scienziati, e stregoni cercano il componente segreto per trasformare il ferro in oro e argento, e poi la magica alchimia che riesce nel prodigio la trovano due splendide ragazze del 1993, in tempi molto più illuminati.

 

L’ingrediente tanto ricercato è Linda Cerruti. Lei e Costanza Ferro, col Nuoto Sincronizzato hanno fatto luce sul millenario mistero. Legittimo aspettarselo da radiose Stelle dello Sport come loro, elevatesi come tali nell’anno di grazia 2016, sesto posto all’esordio Olimpico nella Finale di Rio e argento nella gara a Squadre programma libero degli Europei di Londra, oltre ad altri 3 bronzi insieme e un bronzo individuale.

Dov’è il trucco? Non ce n’è. Allenamenti per 8-10 ore al giorno, tanta passione e determinazione. O forse un po’ di magia è racchiusa nelle acque della Rari Nantes Savona. Un po’ come le acque dello Stige rendevano invulnerabili, le loro piscine trasformano in sincronette perfette, considerando anche gli exploit di Marta Murru, un altro astro del firmamento che rifulge dall’orizzonte ligure.

Si considerano come due sorelle e condividono da quando avevano 7 anni oneri e onori. Linda gareggia anche da individualista e nei Campionati Italiani ai 32 titoli che hanno vinto assieme, di cui 19 nel duo, 14 ori di fila dal 2012, bisogna aggiungerne altri 19, di cui 16 primi posti di fila dal 2011. È stata lei ad arricchire ulteriormente il bottino nella spedizione inglese di 5 anni fa. Spostandosi appena un po’ in là nel tempo e nello spazio, a Glasgow, nel 2018, sempre nella rassegna continentale è arrivata addirittura a conquistare un argento, sempre nel programma libero del singolo, oltre a quello nel combinato.

Al momento però il quadro ideale della loro vita “di coppia”, oltre all’avventura brasiliana a Cinque Cerchi, è l’argento Mondiale nell’Highlight a Gwangju nel 2019. Nello sport e nell’Arte però c’è sempre spazio per superare i propri limiti, soprattutto in quelle discipline, come il Sincro, in cui i due mondi si fondono fino a crearne un altro che racchiuda i colori di entrambi in un caleidoscopio di nuovi e suggestivi riflessi. Il Sol Levante le chiama a brillare e a Tokyo arrivano pronta a mettersi in mostra. Nel loro turchese palcoscenico potranno ancora una volta stupire il mondo, dopo che l’Italia si è già abituata a tanta sofisticata bellezza da chiedere il bis su altre piattaforme.

Mediaset già nel 2013 ha voluto strutturare un documentario su di loro, “Vite in Apnea”, volto a descrivere sia l’attività sportiva sia la vita privata delle due campionesse in preparazione per i Mondiali di nuoto di Barcellona 2013. Biagio Antonacci invece le ha volute a tutti i costi assieme alle altre Sirene azzurre per il videoclip di “Ci siamo capiti male”; una piacevole ma fuorviante variazione sul tema, l’intesa in vasca è perfetta. Costruita sin da bambine dai tempi mai dimenticati della Rari Nantes, che le ha accompagnate sino all’ingresso nella squadra della Marina Nazionale.

Costanza di Genova, Linda di Savona, non hanno nascosto l’emozione di rappresentare ancora una volta la loro terra nel contesto Olimpico alla consegna del vessillo di San Giorgio: «Questa bandiera verrà sicuramente con noi, siamo tutte e due genovesi, siamo nate qua ed è un onore portarle dietro», mentre della Rari hanno detto che «far parte di una scuola così eccellente è una grande fortuna, se non fosse per questa società e le eccellenze che hanno allenatori e dirigenti non saremmo qua. Quindi un ringraziamento veramente grandissimo, ha creduto in noi sin da quando eravamo piccole, ci ha cresciute e continua a farci crescere sia come atlete che come persone».

Di quanto le è stato hanno già restituito tanto in termini di emozioni, ma si sono cimentate anche a dare al loro sport, generosamente, da esperte insegnanti. Quest’ultima estate nonostante il Covid, nel pieno rispetto delle cautele per contenere la pandemia, il Camp di Linda per le giovane promesse, coadiuvata da Costanza, oltre che da Federica Sala, è giunto alla terza edizione.

Per loro auspicabilmente, con guide così, ci sarò un lontano futuro roseo, nel più immediato sono le maestre a dover prendere i voti. Ma hanno fatto i compiti con coscienza: «Abbiamo preparato due squadre nuove, due doppi nuovi, e adesso nei prossimi giorni collaboreremo anche con un coreografo americano che ci aiuterà a perfezionare ancora di più tutti gli esercizi. Non vediamo l’ora di entrare in vasca a Tokyo».

Tutto ormai è stato predisposto per il numero. Quando anche la musica comincerà a scorrere tra le acque, prenderà vita la magia. Magari le acque infine non si tingeranno d’oro, ma sarà comunque uno spettacolo.

Federico Burlando

 

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