Dal Ponente Ligure chiamata a splendere nel Sol Levante, Luminosa Bogliolo sopra tutti gli ostacoli

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A volte i Nomen Omen si realizzano. O meglio, chi è stato registrato all’anagrafe in un modo un po’ insolito, riesce a indirizzare il proprio destino in un modo tale da farlo sembrare segnato sin dal battesimo. Luminosa è certamente un nome particolare, fuori dalle consuetudini, ma non quanto Luminosa Bogliolo è eccezionale fuori dai blocchi. Certamente aiutano un volto e un’attitudine solari, ma lei è sempre stata in grado di riluccicare quando l’occasione l’ha chiamato a farlo. Come esempio, quando è stata invitata a raccontare la sua storia nelle scuole. Come atleta, quando al Bauhaus-Galan di Stoccolma del 2020 è diventata la prima italiana a vincere i 100 Metri di Salto Ostacoli alla Diamond League. Come Stella della sua regione, eletta tra le Sportive Liguri dell’anno del 2019.

Un percorso certamente segnato dal successo ma anche dal duro lavoro. Sin da giovanissima ha mostrato subito lampanti segnali sul suo talento e grinta. 26 anni compiuti appena due giorni fa, nativa di Albenga, ora in forza alle Fiamme Oro di Padova ma con un lungo passato al Cus Genova, era una innamorata persa di sport già prima che a 12 anni scoppiasse la passione per l’Atletica.

Era già riuscita a cimentarsi con danza, tennis, karate e ginnastica, e a diventare addirittura un’agonista di Sci Alpino. Per fortuna che si è decisa per il Salto Ostacoli. Ora andrà a Tokyo a difendere il vessillo tricolore, sarebbe stato difficile per il Cio coniare un pentathlon che comprendesse tutte queste discipline.

Scuola D’Albenga

Le vere fortune però sono state altre, le uniche spinte del caso nella sua corsa dove si è conquistata ogni traguardo con l’impegno. Ha vinto una gara di atletica alle medie, e qui si vede, caso evidente, l’importanza di portare lo sport nelle scuole, e come racconta lei i suoi erano amici di Ezio Madonia, altro grande campione sulla pista originario di Albenga, che le ha fatto conoscere il suo primo allenatore, l’eccellente Pietro Astengo, purtroppo scomparso nel 2016. Ora a prepararla sono sempre Ezio e Antonio Dotti.

Il suo vero idolo però, come racconta lei stessa, da cui evidentemente ha preso sin troppo bene, è suo padre perché «mi ha fatto capire e amare la competizione, quella sana. E lo è tuttora perché a 60 anni continuava a giocare a calcio tutte le settimane con la stessa testa di quando ne aveva 20».

Impegno totale

Incontentabile, quando ha vinto la Diamond si è dichiarata non soddisfatta della sua prestazione: «Non la considero una bella gara, volevo partire molto meglio. Sui blocchi ero convinta ci dessero ‘al tempo’ perché l’attesa era stata davvero lunga, hanno aspettato un salto dalla pedana dell’asta. E quando lo starter ha sparato non ho proprio accelerato. Poi dal primo ostacolo ho deciso di correre più in scioltezza possibile. Non pensavo uscisse un 12.88 così».

Del resto le dà molta più soddisfazione superare sé stessa che un avversario, «credo sia questa la parte migliore dello sport che pratico! Poi molte volte migliorando sé stessi si superano anche i propri avversari!»

Una serie di risultati ancor più notevoli considerando che prima del 2016, quando ha vinto a sorpresa il titolo tricolore under 23 sui 100 ostacoli, non si allenava più di 2 volte a settimana per non penalizzare troppo i suoi studi di veterinaria, nuovamente sulle orme del padre. Del resto è una grande amante degli animali. Ora è riuscita a portare avanti tutto col massimo sforzo ed enorme soddisfazione: studio e sport. Ha una volontà di ferro, ma sulla pista si libra leggera.

Italiani, Europei, Universiadi…Olimpiadi?

Nel 2017, al meeting di Savona, correndo “in casa” i 100 metri ostacoli in 12″99, era diventata la quinta italiana di sempre a scendere sotto la barriera dei 13 secondi, ottenendo il minimo di qualificazione per gli Europei assoluti. Da lì ha continuato a scendere, ovvero a salire: Il 30 giugno 2019, durante il meeting Resisprint di La Chaux-de-Fonds, in Svizzera, ha migliorato la sua migliore prestazione personale sui 100 metri ostacoli nella semifinale con il tempo di 12″78, diventando la seconda italiana di sempre a due centesimi dal record italiano registrato da Veronica Borsi nel 2013. Appena due settimane dopo con 12’’79 si è aggiudicata l’Oro alle Universiadi di Napoli. Un anno meraviglioso, che l’ha vista affermarsi anche ai Campionati Europei per Nazioni a Bydgoszcz Quindi la Diamond League.

Ora, nel Paese dove il sole si leva per splendere sul mondo, è tempo per Luminosa di tenere fede al suo nome, e di mettersi bene in mostra sotto i riflettori a Cinque Cerchi. Se pure la sfida è ancora una volta contro sé stessa, resta comunque Olimpica.

Federico Burlando

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