Sara Chiaratti e la Trionfo Ligure tra Eptathlon, Pentathlon e Arte

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La grande illusione dell’Arte: cogliere l’essenza della realtà meglio della realtà stessa, quando invece non può che essere imitazione o allegoria.
Con Sara Chiaratti invece, non c’è né trucco né inganno. C’è un lungo percorso, duro ma emozionante, di crescita, sacrificio e Atletica. Probabilmente lo sport più omaggiato nei secoli da scultori e pittori, per come nelle sue varie declinazioni incarna la nobiltà dell’essere umano intento nello sforzo dell’esercizio.

Sono mondi che Sara conosce bene: l’appagante fatica dello sport e la complessa bellezza dell’Arte. 20 anni appena compiuti, studia Restauro a Firenze, mentre all’ombra della Lanterna, grazie alla Trionfo Ligure, ha collezionato sufficienti medaglie da far invidia a tutti i discoboli degli antichi marmi e bronzi: medaglia d’argento nell’eptathlon dei campionati italiani assoluti su pista nel 2019, e secondo posto al Campionato Italiano assoluto Outdoor 2020, più l’esordio azzurro all’internazionale indoor Under 20 di Minsk e il settimo posto nel Pentathlon.

Da dove nasce la passione per l’Atletica? Quando hai cominciato a praticarla?

«La passione per l’Atletica si è sviluppata sul campo di Villa Gentile, assieme a tutti coloro che hanno preso parte a un periodo della mia crescita. Il primo ad indirizzarmi è stato il tecnico Daniele Casula, impostandomi come saltatrice in alto, mentre a presentarmi la pista è stato mio padre. Successivamente Angelo Gazzo decise di “cacciarmi” nelle Prove Multiple, facendomi provare, conoscere e praticare una dopo l’altra, tutte quelle che sono le specialità tecniche comprese nella disciplina. 100 metri a Ostacoli, Salto in Alto, Getto del Peso, e a conclusione della prima giornata, i 200 metri piani. Il giorno dopo, Salto in Lungo, Lancio del Giavellotto, per chiudere con gli 800 metri. Questa è la sequenza completa per quanto riguarda l’Eptathlon. Diventano poi 5 le specialità nella stagione Indoor, con il Pentathlon»

Con così tante prove persino la programmazione delle gare non deve essere semplice

«Le gare vengono organizzate al coperto, in un palazzetto, con un pistino ad anello di 200 metri inclinato. Non c’è possibilità di lanciare il Giavellotto, e lo spazio per gli Ostacoli è ridotto, così viene compattata la disciplina, rendendola fattibile in un unico giorno, con le gare più appropriate»

Quanto ti alleni ogni giorno? Come mantieni il tuo corpo in forma?

«Sono arrivata ad un massimo di due allenamenti al giorno per tre giorni a settimana nel periodo di “vacanza”, ovvero quando non ero impegnata dal punto di vista scolastico/universitario. Ho sempre cercato di allenarmi tutti i giorni esclusa la Domenica, di riposo, per un massimo di due ore. Mi sono resa conto, appunto in questi ultimi anni, che per mantenermi in forma, per crescere e per migliorare molte delle discipline tecniche, non è stato necessario un eccessivo sforzo, o stress fisico, quanto invece rilevanti sono state la costanza, la dedizione, la concentrazione e l’equilibrio, sano e quotidiano. Essere infatti una persona attiva è di per sé già una buona forma di mantenimento, dal mio punto di vista. Questo è ciò che tengo in considerazione per il livello che attualmente mi compete. La regolazione, l’intensificazione e l’organizzazione degli allenamenti cambiano di volta in volta in base agli obbiettivi prefissati»

Qual è stata l’emozione più grande della tua carriera?

«Uno dei ricordi più accesi è sicuramente la prima vittoria al Campionato Italiano Indoor del 2019, e il secondo posto al Campionato Italiano assoluto Outdoor 2020, entrambi svoltisi a Padova. Mentre è ancora forte e viva l’emozione provata a Minsk con in dosso la Maglia Azzurra. Un episodio però spiacevolmente grigio»

Quali sono per te i valori dello sport, in generale, e quelli in particolare dell’Atletica?

«Lo sport è il riflesso della vita: tutte le emozioni, le espressioni, le vicende, le sensazioni che proviamo in una qualsiasi esistenza vengono evidenziate ed amplificate mediante una singola prestazione. Lo sport insegna, rivela, cela e appassiona. Sul campo di Atletica, riesco a comprendere me stessa, dando valore a ciò che nel tempo ho imparato»

Come hai affrontato il periodo del Covid, difficile per tutti ma in particolar modo per gli sportivi?

«Il primo periodo di lockdown è stato per me di grande aiuto: tre giorni prima che chiudessero le porte mi ritrovai con una micro frattura da stress al metatarso sinistro. Nulla di grave, ma un lungo periodo di pausa e tranquillità mi è stato davvero utile. Per riprendermi, riposare, riguardarmi e lasciare spazio al mio corpo e alla mia mente. Nonostante tutto, il recupero e l’infermità generale, mi sono potuta attrezzare come meglio ho creduto. Infatti la società a cui sono tesserata, la Trionfo Ligure, mi ha permesso di portare a casa qualche attrezzo e qualche bilanciere per metter su una mini palestra personale. Così, con sala pesi, fratello brevettato e mamma insegnante di pilates, non mi sono fatta mancare nulla»

Sara Chiaratti perfettamente ritratta in una perfetta tensione tra stasi e movimento, come il Portatore di Lancia di Policleto

E il secondo periodo di semi lockdown?

«È stato invece leggermente più fastidioso dal punto di vista organizzativo e gestionale. Il tempo passava con fatica e volentieri si appesantivano le settimane di allenamento. Ho comunque mantenuto la stessa positività e obiettività del primo periodo di lockdown, portando avanti l’attività»

Ci racconti un segreto…rivelabile? Una pratica, un rito, un motto che ti ha aiutato a diventare una campionessa?

Non ho mai avuto riti o motti pre gara né per gli allenamenti. L’idea di dipendere da un gesto mi spaventa, ad esser sincera. L’unica cosa che faccio in vista di un evento importante è il prepararmi bene, a partire dalla vita quotidiana, fino alla borsa da gara. Principalmente sono sempre sincera con me stessa»

Una passione al di là dell’Atletica?

«L’altra passione che coltivo sin da quando ero bambina, perché naturalmente lo è anche l’Atletica, è quella per l’Arte. Infatti il mio percorso di studi si è subito basato su di essa. Attualmente frequento il corso di Restauro di Affreschi e Pitture Murali a Firenze»

 Qual è il tuo rapporto con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

«Ogni volta che torno a casa e intravedo il mare inizio a sentirmi più leggera. Sarà il pensiero di Casa, ma ho sempre trovato ispirazione e significato tra le lievi curve offerte dalla Regione.

 

Genova è… Genova»

 C’è una figura, del mondo dello sport o in generale, che è per te motivo di ispirazione?

«Nel conoscere la disciplina delle Prove Multiple ho avuto l’occasione di incontrare e conoscere anche Simone Cairoli, decatleta italiano. La sua sportività è stata di riferimento ed energia per il mio sviluppo, come per quello dell’intero settore agonistico italiano»

Che consigli daresti a una bambina che si avvicina all’Atletica per la prima volta?

«Le consiglierei di Allenarsi e di Sognare la sua carriera. Quello che consiglio anche a me»

Quali sono i tuoi programmi per il 2021?

«Da poco mi sono trasferita a Firenze. Tra l’adattamento alle novità sono in programma i Campionati Italiani di categoria e assoluti nel mese di Giugno, anche per centrare il minimo dei Campionati Europei u23 in Norvegia… solo per farmi una vacanzina nel mese di Luglio… Scherzi a parte, il minimo per parteciparvi sono 5500 punti, 220 in più rispetto al mio recente record personale, salito a 5280 punti… Cercherò di lavorare bene, sperando per il meglio»

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«È importante votarmi se si è ulteriormente interessati al mio percorso. Molte grazie per l’opportunità di scrivere, di raccontarmi, e per il sostegno e la fiducia che riponete nel vostro interesse, come nel vostro voto!»

Federico Burlando

Per ulteriori informazioni:

https://www.instagram.com/sara_chiaratti/

https://www.facebook.com/kia.chiarat

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