Amanda Embriaco verso le Paralimpiadi di Tokyo: “Mi fido della mia Canoa”

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La vita è sempre e comunque un susseguirsi di alti e bassi, la grandezza consiste nel cogliere il meglio degli uni e degli altri, e sapervi costruire dei ponti; per cui dai bassi verso gli alti diventa una strada magari difficoltosa, ma prodiga di soddisfazioni, verso nuovi orizzonti; e in direzione opposta può essere sì una discesa, ma di quelle avventurose, dove dietro ogni insidia si nasconde un’opportunità che fa crescere, e raggiungere nuove vette.
A 25 anni Amanda Embriaco è stata chiamata dal destino a confrontarsi con una grande sfida, l’incidente che le provoca l’amputazione del piede, e a una grande ripartenza, con la Canoa, una passione messa da parte un po’ di tempo prima. L’ha accolta con grande serenità e determinazione, e oggi che ne ha 28, con l’aiuto della Canottieri Sanremo, ha lo sguardo agli imminenti Mondiali in Ungheria e alle Paraolimpiadi di Tokyo. Un percorso che l’ha portata a svettare, e nel contempo ad avere una visuale più ampia delle tante persone per cui può essere un esempio con la sua grinta.

Sei nella classifica Big del Trofeo Montallegro di Stelle nello Sport, stai ricevendo molti attestati di stima dai tuoi sostenitori sparsi per tutta la Liguria. Ti aspettavi una tale ondata di affetto dalle persone?

«Allora…no! Oggettivamente non mi aspettavo tutti questi sostenitori. A dire il vero io non sapevo neanche di essere nella classifica dei Big delle Stelle, quando me lo hanno detto ero quinta e avevo già parecchi voti, e adesso sono seconda e, veramente, sono molto colpita!»

Da dove nasce la passione per la Canoa? Quando hai cominciato a praticarla?

«Nasce da mio padre che l’ha sempre fatta a livello amatoriale scendendo per i fiumi. Lui faceva una disciplina diversa dalla mia, Canoa Discesa, io invece faccio Acqua Piatta-Velocità. Mi ha proprio attaccato questa passione per il mare, l’acqua e l’avventura. Ho cominciato a praticarla ad 8 anni, ho smesso a 20 e ho ricominciato a 25, l’anno che ho fatto l’incidente»

Quanto ti alleni ogni giorno? Come mantieni il tuo corpo in forma?

«Mi alleno 2 volte al giorno, per circa 2 ore a seduta, quindi 4 ore al giorno. Alterno allenamenti di palestra e canoa. Naturalmente sono molto attenta all’alimentazione, sono seguita da un nutrizionista e la calibriamo in base agli allenamenti che faccio. Cerco di mangiare alimenti meno processati possibile. Una cosa molto importante che spesso viene sottovalutata è il sonno e la qualità del sonno. Alimento, alimentazione e sonno…e il mio corpo si mantiene bene!»

Qual è stata l’emozione più grande della tua carriera?

«Fare il Mondiale in Ungheria nel 2019. Perché essere nella culla della Canoa, l’Ungheria è un campo molto famoso, dove è uno sport nazionale, dà parecchie emozioni, e ho fatto una bella gara. Non pensavo. Non ero arrivata come volevo, però ero veramente felice e alla fine sul pontile della gara ho pianto»

Quali sono per te i valori dello sport, in generale, e quelli in particolare della Canoa?

«Credo che fare sport ti insegni tanto. Dal punto di vista dei valori ti insegna la disciplina, che è fondamentale, a organizzarti, il rispetto per gli altri, il gioco pulito la correttezza. Quello che dà tanto la Canoa è anche il rapporto con l’ambiente circostante, e quindi anche una certa attenzione all’ambiente, che soprattutto adesso è fondamentale»

Come hai affrontato il periodo del Covid, difficile per tutti ma in particolar modo per gli sportivi?

«Il periodo Covid l’ho affrontato allenandomi, nel senso che per fortuna essendo atleta di interesse nazionale ho fatto solo 3 settimane di stop dagli allenamenti. Nemmeno sono stati un vero e proprio stop perché la Canottieri Sanremo mi ha fornito tutto il materiale per poter continuare tutta la preparazione in casa. Certo non ho potuto uscire in canoa, ma mi hanno portato il pagaiaergometro, i pesi…diciamo che non ho perso forma. Non sono riuscita ad avere dei miglioramenti in quel periodo ma ho mantenuto la condizione. L’ho affrontato lavorando tanto su me stessa, mi ero resa conto che per partecipare alle Olimpiadi avrei dovuto aspettare un altro anno, e accettato questo ho cercato di sfruttare al meglio il tempo che mi era stato donato»

Ci racconti un segreto…rivelabile? Una pratica, un rito, un motto che ti ha aiutato a diventare una campionessa?

«Io non so se c’è, un segreto che mi sta aiutando in tutto questo…E’ un insieme di cose. Quello che c’è è una maglietta che tra virgolette chiamo portafortuna. È una maglietta con cui ho fatto tutte le mie gare sin da quando avevo 8 anni, ed è distrutta, sbiadita, sporca. La lavo. Però comunque è sporca.  Mi sta, mi arriva a metà, però senza quella non vado in gara. È il mio portafortuna. Non so se funzioni, non sono una persona scaramantica, però è intoccabile»

Una passione al di là della Canoa?

«Lo sport in generale. È una cosa che mi è sempre piaciuta, che seguo, che faccio. Essendo impegnata con la Canoa, però una giornata in montagna a camminare o le piccole fughe quotidiane all’aria aperta sono fondamentali per me»

Qual è il tuo rapporto con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

«Io amo la Liguria. È la mia terra, la sento mia. Anche quando torno dai raduni o dalle gare nel momento in cui la vedo in lontananza o i primi scorci di mare proprio mi sento a casa. Ciò che più mi piace è che in 2 minuti posso essere in riva al mare o in montagna ed è piena di scorci bellissimi. Spesso, forse, non ce ne rendiamo conto ma ti offre un sacco di possibilità»

C’è una figura, del mondo dello sport o in generale, che è per te motivo di ispirazione?

«Fonti di ispirazione ce ne sono tante sotto vari aspetti. Come qualsiasi bambina sono cresciuta con i Supereroi. I miei erano tutti sportivi, come ex campioni della Canoa o di altre discipline. Adesso che sono diventata grande cerco di comportarmi come se fossi io stessa la mia fonte di ispirazione. Si sono un po’ ribaltati i ruoli»

Che consigli daresti a una bambina o a una ragazza che si avvicina alla Canoa per la prima volta?

«Le direi che la Canoa è sua amica, è la sua miglior confidente ed è lei che la comanda. Di fidarsi, di affidarsi, di cercare le belle sensazioni che le può dare e di divertirsi. Quando ti diverti diventa tutto facile. Al di là del livello a cui una persona si allena, la prima cosa deve essere divertirsi, sennò non lo riesce a fare»

Quali sono i tuoi programmi per il 2021?

«Tra meno di 3 settimane la prova di qualifica Paralimpica, che si terrà in Ungheria in concomitanza con la Coppa del Mondo, a Szeged, dal 13 al 16 maggio. Purtroppo speravo di partecipare all’Europeo e portare a casa un bel risultato ma abbiamo saputo di recente che, con grande rammarico, è stato annullato. Scopriremo se parteciperò alle Paralimpiadi che si terranno dal 3 al 5 settembre al Tokyo e dal 19 al 26 settembre ci sarà il mondiale a Copenaghen, a cui conto di riuscire a partecipare»

Spiega per quali ragioni è importante votarti e lancia Un messaggio-saluto finale a tutti i tuoi sostenitori di Stelle nello Sport!

«Al di là della mia persona credo che sia importante votarmi perché il mondo paralimpico ultimamente sta crescendo ma purtroppo i casi di discriminazione verso le persone con disabilità sono ancora tanti, tantissimi. Ogni volta che ne vengo a sapere è comunque una pugnalata. Mi ritengo molto fortunata perché poche volte ho avuto problemi di discriminazione, ma so il male che possono fare. Vorrei che la disabilità venga vista come normalità, ed è quello che spero di trasmettere con il mio percorso, con quello che spero saranno successi e di trasmettere alle persone che conosco. Vorrei vincere per l’impatto sociale che la mia vittoria potrebbe avere. Ciò premesso, ringrazio chiunque mi abbia votato, chiunque lo farà, e saluto tutti i sostenitori di Stelle nello Sport»

Federico Burlando

Per Ulteriori Informazioni:

https://www.instagram.com/amanda.embriaco/?hl=it

https://www.facebook.com/amanda.embriaco/photos

 

 

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