Duro lavoro, divertimento e… di corsa verso una nuova meta: la zebra Pierre Bruno

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Qualcuno di noto che pure “ha giocato” a Football Americano diceva sempre che la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai cosa ti può capitare; qualcuno che nel rugby si è fatto e si sta facendo un nome spiega che la palla può rimbalzare in modi inaspettati e l’importante è farsi trovare pronti per raccoglierla, per questo bisogna lavorare duro.

Il primo è Forrest Gump ed è il protagonista di una delicata favola Hollywoodiana, il secondo è Pierre Bruno e sta scrivendo sul campo una bella storia assolutamente reale. In comune hanno che non smettono mai di correre, Forrest perché spinto dagli accidenti del destino, Pierre, 22 anni, per andarlo ad abbracciare con la forza di un placcaggio.

Approdato alla palla ovale a 12 anni quasi per caso, si è conquistato tutto con merito. Una rapida ascesa, a partire dalle prime stagioni con le Province dell’Ovest, per poi giocare una stagione nel CUS Genova e prendere successivamente la via di Mogliano. Bruno, oltre a vincere due Scudetti, è anche stato miglior marcatore di mete al termine della stagione 2017-18. Andando sempre avanti ma sempre assieme ai compagni, ha marcato 5 mete nei 3 match di Finals del secondo tricolore,  e ora sul suo orizzonte c’è la nazionale. Nello scorso gennaio, in vista del Sei Nazioni, è arrivata la prima chiamata da parte dell’head coach Smith. Alle spalle e nel cuore però anche lui ha qualcuno a spingerlo: il ricordo di Genova e gli insegnamenti di Paolo Ricchebono e Marco Bollesan.

Sei nella classifica Big di Stelle nello Sport, stai ricevendo molti attestati di stima dai tuoi sostenitori sparsi per tutta la Liguria. Ti aspettavi una tale ondata di affetto dalle persone?

«No, non mi aspettavo tutti questi consensi»

 Da dove nasce la passione per il Rugby? Quando hai cominciato a praticarlo?

«Ho cominciato all’età di 12 anni grazie a Paolo Ricchebono, che ha sempre cercato di portare il rugby nelle scuole per far conoscere questo sport, un lavoro che continua a fare ancora oggi. Poi era un periodo in cui tutti i miei compagni di scuola, gli amichetti giocavano a rugby, e mi hanno spinto a provare. Ricordo che era ottobre, io giocavo a calcio ed ero senza squadra per vari motivi. Ne ho approfittato per fare questa nuova esperienza che mi ha cambiato la vita»

Quanto ti alleni ogni giorno? Come mantieni il tuo corpo in forma?

«Ci alleniamo in media 2-3ore al giorno senza contare le riunioni tecniche. Per mantenermi in forma cerco di avere uno stile di vita equilibrato e di mangiare il più sano possibile, senza concedermi sfizi più spesso che ogni tanto»

Qual è stata l’emozione più grande della tua carriera?

«Le emozioni più grandi fino ad ora sono stati gli scudetti con il Calvisano: il primo indimenticabile, una festa bellissima, mentre il secondo l’ho vissuto più da protagonista, segnando 5 marcature nelle ultime tre partite, semifinali + finale»

Quali sono per te i valori dello sport, in generale, e quelli in particolare del Rugby?

«Io penso che nello sport i valori principali siano la condivisione e il divertimento, mentre nel rugby per mia esperienza personale ho imparato rispetto per gli altri e per le regole. Per me è stato ed è tutt’ora una scuola di vita»

Come hai affrontato il periodo del Covid, difficile per tutti ma in particolar modo per gli sportivi?

«Come tutti ho cercato di fare il possibile per mantenermi allenato con tutte le difficoltà della situazione. Noi comunque siamo stati abbastanza fortunati essendo stati tra i primi a poter ricominciare»

Ci racconti un segreto…rivelabile? Una pratica, un rito, un motto che ti ha aiutato a diventare un campione?

«Io non mi sento campione. Penso che per arrivare ad alti livelli devi volerlo più di qualsiasi cosa e il lavoro duro può essere un fattore chiave per riuscire, perché come nel rugby la palla può rimbalzare in modi inaspettati e l’importante è farsi trovare pronti per raccoglierla»

Una passione al di là del Rugby?

«Sono amante degli sport “estremi” in generale e della PlayStation»

Qual è il tuo rapporto con la Liguria? Cosa ti piace di più della regione?

«Io amo la Liguria, i suoi paesaggi il poter andare al mare o sui monti. Se penso a Genova, ciò che più mi manca è il mare. So che è una cosa scontata ma ogni volta che torno e vedo il mare, mi rende proprio felice. E poi le varie leccornie: il pesto, il sugo di noci, la focaccia…»

C’è una figura, del mondo dello sport o in generale, che è per te motivo di ispirazione?

«Nel mondo dello sport è pieno di personaggi da cui prendere ispirazione. Io personalmente non ho un idolo, ma mi piace prendere spunto da più sportivi. Ciò premesso, ho letto il libro di Bollesan. Non ho avuto la fortuna di conoscerlo e mi ha colpito molto la sua biografia»

Che consigli daresti a un bambino o a un ragazzo che si avvicina al Rugby per la prima volta?

«Il mio consiglio è di divertirsi e di non essere troppo frettolosi nel giudicare questo sport che può sembrare rude ma però potrà sicuramente regalare amicizie ed esperienze che rimarranno per tutta la vita. Può aiutare tanti ragazzi a scegliere le strade giuste. Lo amo perché insegna il rispetto e la voglia di divertirsi assieme, sempre. Sia dentro che fuori dal campo»

Quali sono i tuoi programmi per il 2021?

«Finire al meglio la stagione e magari guadagnarmi un posto per la tournée in Nuova Zelanda con la nazionale maggiore»

Spiega per quali ragioni è importante votarti e lancia Un messaggio-saluto finale a tutti i tuoi sostenitori di Stelle nello Sport!

«Voglio ringraziare tutte le persone che mi sostengono spero di poter continuare a performare al massimo per portare in alto la bandiera di Genova nello sport»

Federico Burlando

Per ulteriori informazioni:

https://www.instagram.com/prb14/

https://www.facebook.com/pierre.bruno96

 

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