Glc e una dedica speciale. “Era l’uomo dei sogni”

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GLC, Un cuore da leone si apre con una dedica, firmata da Maria Carla, Paola e Michele, in cui è racchiuso il significato di una vita. “Chi ti ha conosciuto lo sa, eri l’uomo dei sogni”.

Vero. GLC è stato un sognatore che ha regalato sogni a tante persone. Ma un sognatore concreto e ostinato, vulcanico organizzatore di eventi nazionali e internazionali. Nella sua visione del mondo pensiero-azione  non c’era spazio per il  “maniman” di noi genovesi, non c’erano ostacoli che non si potessero affrontare. Da vero sportivo sapeva anche perdere, senza scoraggiarsi.

Per lui lo sport significava crescita, educazione, affermazione, orgoglio, successo. Aprire palestre per farvi entrare i giovani e togliergli dalle strade: questo è sempre stato il sottotesto di ogni sua azione o intento. E non è certo un caso se certi importanti risultati li ha ottenuti alleandosi con Roberto Carmarino, cui oggi è stato dedicato un piazzale nel quartiere di Rivarolo.

Gian Luigi è stato molte persone in una. Ha fatto nascere e ha guidato, anima e corpo, le più importanti società della storia del volley genovese e ha lanciato atleti e atlete in azzurro, primi fra tutti Renato Fegino e Ornella Marchese. E’ dalla Liguria che GLC è partito per il mondo come rappresentante del volley italiano. E’ stato vice presidente nazionale Fipav, capo ufficio stampa e direttore sportivo delle squadre nazionali. E si è guadagnato il diritto ad appuntarsi al petto la stella d’oro al merito sportivo. Gian è stato abile mediatore e paziente costruttore di reti non solo in campo sportivo.

Ripercorrere la sua vita è veder scorrere immagini ormai storiche di Genova, del suo amato Genoa e del giornalismo genovese. Giornalismo d’antan, avventuroso e creativo. In quel mondo GLC ha assicurato una presenza costante e attiva anche sul fronte istituzionale, con l’Unione stampa sportiva, in Liguria e a livello nazionale. Ed è stato tra i fondatori di Telegenova, emittente pionieristica nel nascente universo della tv private, di cui anni dopo diventerà anche amministratore delegato.

Oggi il suo ricordo è un variopinto mosaico biografico composto da ben 154 ricordi autobiografici di altrettanti testimoni. Gian Luigi Corti, ancora una volta, è riuscito a radunare gli amici. Aveva il raro senso del noi, del gioco di squadra, ed è per questo che poi riusciva a farsi voler bene anche dagli avversari.

Per me è stato guida, amico e collega. Sono felice, oggi, di poter presentare il libro dedicato al suo coraggio e alla sua generosità, firmandolo insieme al figlio Michele e a Marco Callai.

Roberto Scanarotti

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